lunedì 9 novembre 2015

Punisher - Zona di guerra (2008): Se pensi che la vendetta sia brutta... non hai conosciuto Frank Castle


Benvenuti a Gara 3 di questo speciale dedicato al Punitore, giunti alla terza trasposizione, finalmente possiamo vedere un Frank Castle quasi degno di essere paragonabile a quello cartaceo, meglio tardi che mai…




Incredibile che un personaggio così amato e con una genesi così semplice da narrare, abbia dovuto faticare così tanto per arrivare al cinema, personaggi meno interessanti di lui (non faccio nomi) ci sono riusciti prima e con meno tormenti. Frank Castle è un veterano la cui famiglia viene sterminata durante un picnic in un parco, testimoni involontari (e quindi sacrificabili) di un regolamento di conti tra mafiosi. Frank perde la brocca, indossa un teschio sul petto e tutte le armi che trova e si mette a trebbiare criminali mafiosi 24h su 24, sette giorni su sette. La costanza di Jason Vorhees, la follia di Mad Max e i metodi da (anti) eroe dell’azione, nulla di complicato, ma malgrado tutto anche “Punisher: War Zone” non è stato il successo commerciale sperato, è stato accolto male e ha incassato poco.


Frank Castle mentre convince dei passanti ad andare a vedere il suo film...
A distanza di anni dalla mia prima visione, tutto sommato di questo film ricordavo solo, il Punitore appeso a testa in giù al lampadario a sparare e il fatto che il cattivo fosse Jigsaw/Mosaico, proprio per questo ho deciso di riguardarlo, devo dire che tra i pro e i contro, sono abbastanza soddisfatto.

Dopo il primo film del 1989 con Dolph Lundgren, ci siamo dovuti puppare quella porcheria inguardabile del 2004 con Thomas Jane e, come vi dicevo parlando di quel film, il buon Tom non voleva proprio mollare il personaggio di Frank Castle, tanto che è tornato ad interpretarlo nel corto “Dirty Laundry” (trovate tutto QUI).

La cosa veramente divertente di tutto questo, è che proprio Thomas Jane per anni ha voluto fortemente un nuovo film dedicato al personaggio, si è proprio messo di traverso per ottenere lo spostamento della location da Tampa a New York, ha spaccato i maroni per avere un copione più violento e Mosaico come cattivo, ma i produttori continuavano a battere il dito su un foglio con su scritto un numero (modesto) che sotto la voce “Totale” riportava gli incassi del film precedente. Facciamo il film? Toc Toc Toc sul foglio, dai! Questa volta è più cupo violento abbiamo un cattivo migliore, Toc Toc Toc. Le cose vanno per le lunghe, quando poi il film finisce nelle di Lexi Alexander, restano tutte le caratteristiche volute da Jane: più violenza, New York e Mosaico… Ma come protagonista viene scelto Ray Stevenson. Ciao Tommy è stato bello, non farti più rivedere.


Lexi Alexander, una che non si fa problemi a tenere a bada tipacci del genere...
Lexi Alexander ha un passato da campionessa di kickboxing e karate, prima di questo film aveva diretto “Hooligans” un film scemetto, ma molto divertente con Elijah “Frodo” Wood che va in Inghilterra per motivi (veramente) idioti e si infogna con gli Hooligans, ben rappresentati da Charlie “Jax Teller” Hunnam che basta a rendere credibile tutta l’operazione. La ragazza sa il fatto suo, la scelta di Ray Stevenson è come uscire dall’ascensore dopo che qualcuno ne ha mollata una a porte chiuse.

Stevenson non solo è grosso e minaccioso, ma ha anche l’età giusta per essere credibile come reduce (in questo film è un ex militare che addestra le truppe, finalmente basta poliziotti!), ma soprattutto… E' Moro! Basta tintoni ridicoli!


Stevenson quando gli hanno chiesto se era disposto ad ossigenarsi i capelli...
L’inizio del film fa subito capire che questa volta, il team creativo ha saputo mettersi sui giusti binari: una bella (si fa per dire, sembrano dei trogloditi che Tony Soprano avrebbe preso a scoppole sulla nuca) famiglia di Mafiosi italoamericani a cena, tutto un tripudio di “Spaghetti” e “Vaffanculo” pronunciati in clamoroso Italglese.

La luce salta, il Punitore fa irruzione, spezza un paio di colli, piazza un paio di coltellate e altrettante revolverate, appena torna la luce i commensali sono quasi tutti morti e per resistere alla prima ordata di sgherri armati, il Punitore (nella versione italiana chiamato SEMPRE “Punisher” forse per giustificare il titolo italiano) decide che la cosa più furba sia appendersi a testa in giù al lampadario di cristallo sparando a ripetizione ruotando su se stesso. Era la scena che ricordavo, allora pensavo fosse tanto coreografica quando inutile, a rivederla posso dire che confermo il senso di Robert Rodrigueziano fastidio che mi provoca, ma vista la mattanza precedente posso tranquillamente perdonarla.


Gira la ruota, e un mafioso puoi ammazzare anche tu...
Il Frank Castle di questo film si avvicina molto a quello fumettistico, anche se ancora non è perfetto (sono pignolo lo so…) iniziamo con le cose giuste. E’ un militare quindi il fatto che sappia usare ogni tipo di arma ha senso, non veniamo tediati dalla vita pre-trauma di Frank, mezzo flashback onirico dove vediamo il massacro del Picnic e una veloce spiegazione dei poliziotti e anche chi non conosce il personaggio sa tutto quello che serve sapere su di lui per potersi godere la tonnara di Mafiosi.
Ray Stevenson non sorride quasi mai, fisicamente è minaccioso e il conteggio dei morti gli rende onore.


"Thomas Jane chi? Mai sentito nominare..."
Di negativo c’è il fatto che non ha ancora la scintilla di totale follia negli occhi, non è ancora l’incarnazione della morte con le automatiche che dovrebbe essere. Per motivi che posso anche facilmente comprendere, ogni tanto il personaggio deve preoccuparsi per i danni collaterali, infatti per tutto il film lo vediamo fare da angelo custode alla vedova (Julie Benz tanto caruccia quanto imbalsamata) e alla figlia dell’agente ucciso. Inoltre, il teschio sul petto è un po’ timido, come se i ragazzi della Marvel si vergognassero del simbolo più celebre del personaggio, quindi risulta un po’ scolorito, un paio di volte guardando il film mi sono detto: “Ma si è rotolato da qualche parte che ha i vestiti sporc… Ah già è il teschio”. Inoltre, in questa versione Frank viene aiutato da Micro(chip), che fa per lui quello che “Q” faceva per James Bond: sfornare Gadget hi-tech. Non sono mai stato un gran fan del personaggio, ma devo dire che scegliere l’ex Nerd di Jurassic Park, Wayne Knight è stata una scelta molto azzeccata.


"Ah! Ah! Ah! Non hai detto la parola magica!"
Il film non ha ambizioni di profondità psicologica e di picconi moralistici (fate ciao ciao con la manina a Chris Nolan), ma non è nemmeno una pezzentata fatta da uno che ha letto troppi fumetti come i tediosi “Daredevil” (film non serie tv, quella è una bomba) o Ghost Rider. Lexi Alexander condisce tutto di sangue senza tirare via la mano, è un tripudio di teste che esplodono, gambe delle sedie infilate negli occhi, tritatutto ripieni di vetri rotti, c’è anche un corpo a corpo in bagno che avrebbe potuto finire dopo un secondo con un revolverata, ma poi la scena finale sarebbe stata meno sanguinolenta, quindi tutto sommato nell’ottica dell’operazione va anche bene così.

Il film smorza la violenza con una componente volutamente fumettistica, le citazioni sono abbondanti, ma non invasive, infatti “Punisher: War Zone” pesca a piene mani dai fumetti di Garth Ennis, senza, però, risultare una copia pedestre o irritante (quindi come NON faceva il film precedente). Quasi tutti i personaggi, o almeno i loro nomi, arrivano proprio dai fumetti che l’autore Nord-Irlandese ha scritto per il Punitore, i più lampanti sono i due Detective, Paul Budiansky proviene dalla saga “Widowmaker”, mentre lo sfigatissimo Soap era la task force dedicata alla cattura del Punitore fin dai primi numeri della gestione Ennis e nel film ricopre lo stesso identico ruolo, solo con umorismo molto meno graffiante. Il livello di grottesco cinismo di Ennis è spesso un po’ troppo per Hollywood.


"Questo film è inguardabile, è un pugno in un occh...".
Anche la frase “Delle volte me la prendo addirittura con Dio” (in originale “Sometimes i'd like to get my hands on God”) pronunciata con un qual certo coinvolgimento da parte di Ray Stevenson è farina del sacco del vecchio Garth.

Ovviamente, il personaggio più fumettistico di tutti è Jigsaw/Mosaico (in italiano tradotto… Puzzle, non fatemi dire nulla altrimenti metto mano alle armi come Frank), storico e sfigurato avversario del Punitore, creato da Len Wein (Mito!) e Ross Andru (Mitone!) nel 1976.

Qui lo interpreta Dominic West, ovvero il Jimmy “Fuckin” McNulty della più bella serie Tv della storia (The Wire). Se non l'avete mai vista (Shame on you!) non vi voglio rovinare la visione, ma sappiate che ad un certo punto “Fuckin” McNulty è costretto ad interpretare il ruolo del pazzoide, ecco… Qui, invece, il pazzoide lo fa dal minuto uno del film. Il suo Billy il bello (ossessionato dai capelli) che si ritrova con la faccia (e la mente) devastata ricomposta come un mosaico (non puzzle!) è da applausi.


"Voglio la mai faccia sopra i biglietti da un dollaro!".
Per uno come me cresciuto con il Joker di Jack Nicholson, la prova di Dominic West è quella che più si mette in scia, è talmente divertito, tamarro e divertente da risultare perfetto, inoltre, il make up del volto sfigurato è ben fatto, cosa non da poco se vuoi che il tuo cattivo sia una minaccia convincente e non faccia pisciare sotto dal ridere tutta la platea.

Accanto a lui il suo fratellino pazzo ruba la scena, Doug Hutchinson ha una carriera da stronzetto cinematografico, ma qui sforna uno psicopatico masochista capace di far sembrare un Boy Scout Hannibal Lecter. Jimmy il Matto (in originale "LBJ", Loony Bin Jim) dovrebbe tenere dei seminari del tipo “Cattiveria nel cinefumetto moderno”.


Mike Tyson vs Evander Holyfield.
A tratti il film sembra troppo ironico e fumettistico per essere considerato il vero Punisher, quello delle serie MAX di Garth Ennis per capirci (ovvero l’apice del personaggio), però l’ironia di fondo sforna un paio di scene davvero spassose, tipo Mosaico che arruola i peggiori criminali della città, facendogli un discorso motivazionale, con tanto di enorme bandierone americano sullo sfondo, nemmeno fosse il Generale Patton (o Bugs Bunny che ma l’imitazione di Patton).

Ma le mie due scene ironiche preferite sono quando il Detective Budiansky chiede una tregua a Frank, per avere il tempo di interrogare un mafioso disarmato e in tutta risposta il Punitore gli fa esplodere il cranio con una fucilata a bruciapelo, che provoca una crisi isterica dello sbirro (“Ma che cazzo fai Castle!”).


Senza ombra di dubbio, la mia scena preferita di tutto il film...
Il top, comunque, resta la banda del parkour, nei primi anni 2000, era impossibile non vedere una scena di parkour in un film, riuscivano a piazzare gente saltellante anche nelle commedia di Kate Hudson. Lexi Alexander riprende i tre aspiranti uomini ragno con tanto di musica (neo) metallara in sottofondo, si prende il suo tempo per mostrarceli bene e quando uno dei tre è a mezz’aria tra un palazzo e l’altro… Frank lo fa esplodere in volo con un colpo di Bazooka. Fine del parkour in questo film, ma più in generale un bellissimo modo per dire: “Il parkour ha bello che grattuggiato i maroni”.


Qui giace la moda del parkour al cinema.
Non so se riusciremo mai a vedere al cinema un Punitore come quello (fantastico e maturo) dei fumetti MAX di Ennis, però questo film è pieno di scene d’azione, sanguinoso, ben ritmato, ha un protagonista che giganteggia e due cattivi che si mangiano la scena (fate ciao ciao con la manina a John Travolta) e, a distanza di anni, il pezzo di Rob Zombie che si sente sui titoli di coda e nel mio MP3 quando vado a correre (storia vera). Ad oggi, questa versione è il miglior adattamento del personaggio visto al cinema… Vediamo se la seconda stagione di Daredevil riuscirà a fare di meglio.

18 commenti:

  1. Questo lo vorrei recuperare!l'ha visto il Khal e dice che era fatto bene \m/ \m/

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    1. Lo ricordavo bruttarello, l’ho rivisto e ho rivalutato alcune cose, come ad esempio la coppia di cattivi, ma preso alla leggera, ma tutto sommato intrattiene come si deve ;-) Cheers!

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  2. Sebbene anch'io debba rivederlo e mi sia piaciutoa la tua rece, continuo a sentire questo film troppo lontano dal Puni del mio cuore, per poterlo considerare anche solo sufficiente. È un ottimo film d'azione violenta, ma boh... non riesco ad abbinarlo al Puni!
    Io sono cresciuto con Puni e Microchip, quindi sono molto legato a quest'ultimo - e mi hanno fatto parecchio soffrire le varie resuscitanze degli ultimi anni - per cui ho trovato buona l'idea del film e l'attore in effetti glo assomiglia... ma non è Micro, niente da fare.
    sicuramente è un problema mio, ma il Punisher dei tempi d'oro, di Wein o Dixon, o anche il reboot di Ennis non mi sembrano adatti a venir trasformati in film. Sono però contento che ci provino ;-)

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    1. Ti capisco, il film da un colpo al cerchio e uno alla botte, porta in scena in Punisher super armato, coadiuvato da Microchip, in stile Dixon, ma ci butta dentro personaggi, citazioni e sangue in stile Ennis. A mio avviso ci sarebbe bisogna di un adattamento più realistico, niente gadget o nemici fumettistici stile mosaico, spero che nella serie tv di “Daredevil” riescano ad azzeccare il personaggio… Per altro si vocifera di una serie tv Netflix dedicata a Frank Castle, già mi frego le mani ;-) Cheers!

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  3. Io amo proprio quello che a te non piace, sai?
    Questo non male ma era inutile reboottare ancora. Preferisco Dirty Laundry sempre con Tom ;)

    Moz-

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    1. “Dirty Laundry” aveva il look realistico giusto secondo me, e poi c’era Ron Perlman ;-) Cheers!

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  4. La prima volta che l'ho visto non mi è piaciuto, dici che con una seconda visione lo rivaluto? Mi era piaciuto, invece, il The Punisher del 2004 con lo stesso attore di Dirty Laundry.

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    1. Ti dirò dopo una seconda visione questo l'ho apprezzato di più. Quello del 2004 dopo la visione numero 2, mi è piaciuto ancora meno, mentre Dirty Laundry mi è sempre piaciuto. Così ti ho fatto la panoramica completa, per la detartrasi si vediamo domani;-) Cheers!

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  5. Hahhahaha grande Cassidy "dentista volante".

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    1. Ogni tanto mi vengono ste caSSate ;-) Grazie per la pazienza! Cheers

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    2. Ma sei un dentista?
      Perchè io detartrasi l'ho dovuta googlare ;)

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    3. See magari! Farei molte più ferie e in posti migliori (e con questa non potrò più andare dal dentista a VITA!).
      Ne ho appena fatta una per quello la conoscevo ;-) Cheers!

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  6. Credimi... Avevo dimenticato l'esistenza di questo film...

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    1. Ti credo perchè secondo me questo film ha la tendenza a farsi dimenticare sulla lunga distanza.
      Il che non è propriamente un bene ;-) Cheers!

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  7. Wow, tanta stima per il pezzo di Zombie!
    Ammetto che vorrei iniziare a vedere i film del punitore per arrivare a questo. Ma da quel che ho capito mi conviene puntare direttamente su "War zone" saltare bellamente gli altri...

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    1. A me il buon vecchio Roberto Non-Morto è simpatico, forse faceva pezzi migliori con i White Zombie, ma pace, pensa che a me piaceva anche la canzone che aveva fatto per “Daredevil”, alla fine era l’unica cosa decente di quel film ;-) Cheers!

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  8. Questo film all'epoca mi esaltò ma dopo la seconda visione ricordo di averlo ridimensionato parecchio, sarà perché il Mosaico del film mi fa schifo, sarà che per me il punitore è impossibile da portare sullo schermo. Impossibile perché è un antieroe più complesso di quel che molti pensano e giustamente in un film non puoi far altro che ridimensionarlo rendendolo una semplice macchina di morte. Aspetto con ansia di vederlo in TV.

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    1. Alla seconda visione forse mi sono rilassato, proprio per il discorso che fai anche tu con cui concordo, temo che alla fine il Punitore che vorremmo vedere noi, al cinema non lo vedremo mai. Dita incrociate per la seconda stagione di "Daredevil" ;-) Cheers!

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