mercoledì 18 novembre 2015

Bone Tomahawk (2015): Disseppellire l'ascia di guerra


Questo film è rotondo. Inizia come un Horror, continua come un Western e termina nuovamente come un Horror. In pratica è fatto a forma di ciambella, una di quella riuscite bene, con il buco.

S. Craig Zahler è uno scrittore e un musicista, il suo racconto del 2013 “Wraiths of the Broken Land” si è beccato sul retro della copertina una citazione di Kurt Russell, impegnato ad elogiare la prosa di Zahler e la sua capacità di scrivere belle storie Western. I due si sono ritrovati insieme sul set di “Bone Tomahawk” (detto anche OssAscia) l’esordio di Zahler come sceneggiatore e regista cinematografico.

La trama è quanto di più Western abbiate mai visto nella vostra vita.
La piccola città di Bright Hope (nome quanto mai beffardo…) viene presa di mira da una tribù di indiani che rapiscono la signora Samantha O'Dwyer (Lili Simmons). Lo sceriffo Franklin Hunt (Kurt Russell) raduna una posse e parte al salvataggio della donna, insieme a lui troviamo il suo anziano vice sceriffo Chicory (Richard Jenkins), il pistolero dalla fama di sciupafemmine e assassino di indiani John Brooder (Matthew Fox). Malgrado le raccomandazioni dello sceriffo, si unisce al gruppo anche il marito della donna Arthur O'Dwyer (Patrick Wilson, quello di Stretch) che parte insieme al gruppo nonostante la gamba rotta. Ovviamente, il viaggio sarà pieno di insidie e lo scontro finale dall’esito incerto, ma a questa trama degna dei più classici archetipi Western bisogna andare ad aggiungere i nemici, che da soli rappresentano tutto l’elemento horror della storia.

Una non ben identificata tribù indiana, così cattiva e feroce da fare paura anche alle altre tribù di indiani. Questi cattivoni non hanno nemmeno un nome, vengono identificati come trogloditi (trog nei titoli di coda) la loro fama li precede, o forse dovrei dire la loro fame, visto che sono noti per essere dei cannibali… Gulp!


"Ho sentito un rumore", "I cannibali non fanno rumore" , "Kurt? ...Non sento niente".
“Four Doomed Men Ride Out” è il titolo del pezzo che si sente sui titoli di coda, scritto dallo stesso S. Craig Zahler (insieme a Jeff Herriott), riassume nel titolo tutta l’atmosfera del film e, inoltre, rappresenta l’unico momento delle 2h e 12 minuti di pellicola in cui si sente della musica, praticamente bandita dal film per tutta la sua durata.


Horsemen are drawing nearer, On leather steeds they ride...
S. Craig Zahler dirige bene un nutrito cast di attori in gran forma: Lili Simmons e Richard Jenkins fanno un ottimo lavoro, ma io una brutta prova di Richard Jenkins in vita mia la devo ancora vedere. Patrick Wilson con la sua gamba ferita, rappresenta il punto di vista dell’uomo normale, che affronta una sfida capace di mettere a dura prova uomini più duri di lui, il buon Patrizio Pallone fa un ottimo lavoro, riesce ad essere intenso senza mai scadere nel banale, ci sono dei momenti in cui viene voglia di aiutarlo mentre si spinge a fatica sulla sua stampella.


"Dall'ecografia sembra tutto ok, ora facciamo la risonanza per controllare il menisco".
Menzione speciale per il pistolero bianco-vestito interpretato da Matthew Fox. L’ex Star di “Lost” si è un po’ perso dopo la fine del famigerato telefilm, ma a mio avviso Matteo Volpe è molto bravo a caratterizzare personaggio con quel pizzico di follia negli occhi… Provate voi a fare sei stagioni di “Lost”, poi vediamo se non riuscireste a fraternizzare con il concetto di follia!
La sua prova è talmente buona da riuscire a non far rimpiangere l’attore che era stato la scelta numero uno per il ruolo, ovvero Timothy Olyphant. Il Buon Timoteo Olifante è sfigato, è perfetto per i Western, ma non riesce mai a farli, è nato fuori dal suo tempo come Napoleone Wilson.

Tra le facce note trovano qualche minuto anche la mitica Sean Young e nella parte del pianista (che suona in cambio di alcool), il direttore Strickland di Ritorno al futuro. Ma, ovviamente, il motivo per cui siamo tutti qui è Kurt Russell, o come lo chiama mio padre “L’Ingrugnato” (chiamami l’Ingrugnato!).

Kurt Russell mancava dal genere western dal lontano 1993, il film è quello che gli è valso il soprannome a casa Cassidy de “L’Ingrugnato”, ovvero “Tombstone” di George Pan Cosmatos. Siccome l’appetito vien mangiando e il Western vien sparando, dopo essersi fatto crescere i baffoni, per questo film (li aveva già quest'estate durante il tour promozionale di Fast and furious 7), lo vedremo lui e i suoi baffi, nel prossimo western di Quentin Tarantino, “The Hateful Eight” film che attendo appena appena due righe. Ma poco, proprio poco…

Ultimo film Horror interpretato da Russell? Aspetta che vado a controllare… 1982, “La Cosa” di John Carpenter (BOOOM!).


Di solito lo chiamiamo Jena, per questa volta lo chiameremo sceriffo...
S. Craig Zahler fa un ottimo lavoro, dirige un western anti-spettacolare, incredibilmente realistico, popolato di personaggi travagliati e controversi. Le sparatorie sono tutto tranne che gloriose, senza rovinarvi la trama vi dirò che circa a metà film assistiamo ad una diatriba risolta a colpi di sei colpi, che di certo non aiuta a tratteggiare i nostri “Four Doomed Men” come degli eroi senza macchia e senza paura.

Ma come dicevo “OssAscia” è uno tondo come una ciambella, il prologo mostra il classico momento in cui i bianchi attraversano un luogo sacro della tribù indiana, facendoli leggerissimamente incazzare come delle belve (chi ha detto Jeremiah Johnson?). Solo che questa scena iniziale ricorda molto di più il classico omicidio che si vede in apertura di film Horror e non credo sia un caso che i due attori scelti siano due con grandi trascorsi in fatto di film dell’orrore, ovvero David Arquette (Il Linus di “Scream”) e il mitico Sid Haig (uno degli attori feticcio di Rob Zombie, giusto per dirne uno).


"Non mi sono puppato tutti quei film con Rob Zombie per venire a morire qui!".
Mostrare in apertura quello che i “Trog” sono in grado di fare serve a far capire allo spettatore il livello della minaccia, quando i protagonisti (purtroppo per loro) i Trog li incontrano davvero, la mattanza finale risulta brutale. Un po’ perché in due ore di film abbiamo fatto in tempo a conoscere bene i protagonisti, ma anche perché l’impostazione realistica della pellicola, rende il massacro finale un vero calcio in bocca.

In soldoni: c’è solo una scena grondante sangue, ma da sola basta ad etichettare questo film come Horror. Secondo me l’idea brillante di S. Craig Zahler è quella di riuscire a rappresentare i suoi “Trog” come uno spauracchio, sono dei selvaggi con cui non si può patteggiare, con cui non si può nemmeno comunicare, le loro usanze sono misteriose e probabilmente sacrileghe. Se avessimo la possibilità di chiedere a qualcuno dei bianchi che vivevano davvero nel vecchio West, probabilmente ci descriverebbero gli Apache, i Cherokee o i Sioux esattamente come i trogloditi di questo film, dei mostri assassini che comunicano a versi nemmeno fossero dei Predator.

Anche l’ultima scena di “Bone Tomahawk” conferma la natura circolare e ciambelliformide della pellicola, ad una prima occhiata non sembra, ma più ci penso e più non riesco a convincermi che sia anche questo un finale tipico di un film Horror. Sta di fatto che “OssAscia” funziona davvero alla grande, è difficile mescolare bene due generi così codificati, ma S. Craig Zahler ha fatto un ottimo lavoro e il suo esordio risulta davvero promettente, avercene di esordienti come questo!

22 commenti:

  1. anche a me è piaciuto abbastanza, regista interessante da tenere d'occhio...

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    1. Concordo, il western e l'horror sono molto codificati come genere ma secondo me hanno dei punti in comune, Zahler ha saputo mescolarli bene insieme, e poi si vede che ama molto il western, se queto è il suo esordio ci sarà da divertirci :-) Cheers!

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  2. Questo non me lo perdo, poi Kurt Russell in certi ruoli è veramente cazzuto.

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    1. Mi limito ad aggiungere Amen ;-) Questo é uno di quei ruoli. Cheers!

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  3. Az, sto rimanendo l'ultimo a vederlo! Mi sa che quando mi sarò deciso....uscirà in DVD italiano :-P

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    1. Eh eh, no dai, per quello i tempi sono semi Biblici, riuscirai a recuperarlo prima ;-) Cheers!

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  4. Matteo Volpe, lol!
    Che perla hai scovato... amo questo genere pulp-western dalle tinte forti**
    Kurt poi è mitico a prescindere, dai :)

    Moz-

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    1. Un film che ha dato della gioie anche al traduci-nomi dentro di me ;-) Un ottimo weird-western, Kurt poi è il motivo che mi spingerebbe a vedere tutti i film ;-) Cheers!

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  5. Non sembra per niente male, lo recupererò sicuramente. ;)

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    1. Molto consigliato, poi fammi sapere se ti è piaciuto ;-) Cheers!

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  6. Potrei dargli un'occhiata... Gli indiani cannibali mi mancano!

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    1. Anche a te che non ami molto il genere Horror sappi che la parte “paurona” si riassume in una scena, tosta, ma una scena sola, per il resto è un ottimo Western ;-) Cheers!

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  7. Ma perche Patrizio Pallone,da Patrick Wilson???? O.o
    Bel film,anche se per il Khalasar un pò troppo lungo e lento,però ho apprezzato molto il realismo del viaggio,le ottime performance,e Kurt Russel che più in parte di così non si poteva.Avrei voluto un pò più di Gore & dismemberment,ma pazienza XD
    Quella scena che c'è è fatta benissimo!Quanto cazzuto è KR,con tutta la fiaschetta messa lì?????
    CHIAMAMI IENA YEEEEAH!

    SPOILERONE

    Mi è piaciuto molto il finale,che proprio chi non si pensava manco ci arrivasse,in realtà salva quei pochissimi rimasti.
    E bravo Patrizio!!!!!!

    FINE SPOILERONE

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    1. Eh Eh, ti ricordi "Castaway"? Tim Hanks parlava con il pallone chiamato Wilson per via della marca... Le mie strambe associazioni mentali ;-) Anche secondo me è un film davvero bello, con ottime prove di tutti, poi vabbè, Kurt è Kurt, ciao proprio ;-) Cheers!

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  8. Hahaha alla larga l'hai presa!Io Castaway non l'ho visto, ecco xchè non capivo ^^

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    1. Si ho fatto il giro decisamente largo eh eh ;-) Cheers!

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  9. Ti dirò mi è piaciuto, scoperto quasi per caso. Kurt era già in modalità western, reputo il suon personaggio il prototipo di John "The Hangman" Ruth, spettacolare nell'immedesimazione poi concordo con il resto del cast aggiungo che la Simmons è sempre un bel vedere e qui recita perfettamente il ruolo per cui è stata scritturata (ma ci sono affezzionato già dai tempi di True Detective e Banshee alle sue performance).

    Il film in sé è uno spacca genere sapientemente scritto e diretto in particolar modo per la dilatazione della narrazione tipica dei western (perché se ben elaborata racchiude l'archetipo Leoniano perfettamente, come per esempio nel film di Hillcoat con Pearce, Winston e Huston) e per l'esplosione gore nei minuti finali che rimanda ai cannibal movie della migliore annata.

    Un prodotto da scoprire per i fan di ambo i generi e non, difficile trovarsi di fronte ad opere prime cosi personali e controcorrente anche perché si tende molto ad un ritmo molto più veloce e poca elaborazione della messa in scena.

    Da vedere e rivedere...

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    1. Vero il grande Kurt si stave già calando nella parte di John "The Hangman" Ruth, giusto eprchè puntualmente il western viene dato per morto ;-) Questo è un notevole weird west, dici molto bene la dilatazione dei tempi è tipica del genere, il finale invece arriva dai migliori cannibal movie. Purtroppo è passato troppo inosservato, in questo strambo Paese a forma di scarpa sicuramente, non ci smentiamo mai. Cheers!

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  10. L'ho visto ieri sera...un pò tardi ma meglio che mai e ti dirò: ottimo film, riuscito soprattutto perchè si prende tutto il tempo per farci conoscere bene i presonaggi e perchè limita al minimo le apparizioni dei Trog, aumentando così il mistero e la paura per quei cannibali che potrbbero essere la progenie degenerata dei selvaggi del finale di Valhalla Rising, "educati" da qualche Yautja che era passato da quelle parti. Nelle scene della mattanza finale c'è pure una sequenza che mi ha fatto ricordare Boxing Helena, ma la perversione dei Trog è ben peggio rispetto alle smanie di possesso e controllo del dottore nel film della figlia di Lynch. Sicuramente un altro film che mi è venuto in mente guardando Bone Tomahawk è L'insaziabile (Ravenous), i due film hanno trame decisamente diverse, ma le domande sulla morale dei personaggi e su cosa distingua l'uomo dalle bestie, trovano punti di contatto tra le pellicole, così come l'originalità che le ceratterizza.
    Ho trovato tutti gli attori molto efficaci e poi se c'è Kurt...è sempre un piacere.
    Ci vorrebbero più film così oggi, originali e ben sviluppati, invece che mille sequel prequel reboot e chi più ne ha ne metta.
    Sicuramente un'otttima partenza per un regista esordiente.

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    1. Perché in ritardo? Sei comunque in anticipo sulla distribuzione italiana del film ;-) Concordo con la tua analisi che per altro mi ricorda che non ho mai visto “Boxing Helena” dovrò recuperarlo! Se ti è piaciuto questo, potrebbe piacerti anche il secondo film del regista lo trovi commentato qui:

      http://labaravolante.blogspot.it/2017/11/brawl-in-cell-block-99-2017-gioco-duro.html

      Cheers!

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    2. ah pensavo fosse già uscito da un pezzo...ho visto che hai recensito anche il secondo lavoro del regista...prima o poi lo guarderò...di Boxing Helena in realtà non ricordo molto perchè lo vidi parecchio tempo fa, ma ricordo comunque che a fine visione non ero particolarmente esaltato, comunque dovrei rivederlo per valutare meglio.
      Saluti

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    3. Penso che di Jennifer Lynch abbia visto giusto qualche episodio di "The walking dead" da lei diretto, non mi ha proprio invogliato a recuperare il resto ecco ;-) Cheers

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