sabato 10 ottobre 2015

Preacher Special - Quei Bravi ragazzi: Se questi sono quelli bravi, figuriamoci i cattivi…


La copertina di Glenn Fabry raffigura i protagonisti di questo volume speciale, direttamente dalle pagine di “Preacher” due storie dedicata a Facciadiculo e alla coppia Jody e T.C.

Sarebbe riduttivo dichiarare che “Preacher” è una serie strapiena di personaggi bizzarri, alcuni dei più coloriti li potete trovare in questo volume. Si parte con “La storia di tu-sai-chi” scritta dal solito Garth Ennis per le matite del disegnatore Richard Case.

La storia inizia con un omaggio (ma facciamo più una presa per il culo) al film “Forrest Gump” per approfondire il passato di Facciadiculo, il ragazzino visto nel primo volume di Preacher Texas o Morte.
La storia ci porta nel pieno degli anni ’90, assistiamo al racconto di formazione di un ragazzo che di fatto era un perdente, anche prima di diventarlo a tutti gli effetti. A sua discolpa possiamo portare un ambiente familiare non proprio idilliaco, con madre alcolizzata e timorata di Dio e padre… Lo Sceriffo Hugo Root, anche lui visto in Texas o Morte.


Hugo Root, il candidato al premio “Padre dell’anno”… A volte essere orfani è meglio.
Ennis non tira indietro la mano, perché se da una parte caratterizza il protagonista come uno sfigato, dall’altra non perde tempo a giustificarlo, il futuro Facciadiculo ci viene mostrato come un ragazzetto fragile troppo propenso a seguire i cattivi maestri, che sia il suo amico Pube (un pazzarello con un soprannome che è tutto un programma) o Kurt Cobain. Proprio il suicidio del Leader dei Nirvana spinge il ragazzo a tentare di emularlo, portandosi via la faccia con un colpo di fucile.

La capacità di Garth Ennis è quella di passare dal grottesco al drammatico senza far scadere la storia, ma la cosa che ho sempre apprezzato di “La storia di tu-sai-chi” è proprio il fatto che non le manda a dire. Personalmente sono cresciuto in piena Era Grunge, il mio amore per il rock viene proprio da quei ragazzi con capelli lunghi e camice di flanella di Seattle, l’influenza, anzi, il mito di Kurt Cobain su di me ha sempre aleggiato, finchè sono mi sono stufato di persone che idolatravano il leader dei Nirvana solo per la sua prematura fine. Sono sicuro che voi stessi potete citarmi dieci amici che vi hanno “spiegato” tutte le canzoni dei Nirvana con riferimenti alla morte… Strano! Pensavo scrivesse di caramelle gommose e orsetti del cuore…


Non si esce vivi dagli anni ’90.
Non vorrei caricare una storia come questa di troppi significati, ma preferisco di gran lunga “La storia di tu-sai-chi” a tanto buonismo di plastica intorno a Kurt Cobain.
La seconda storia è stata tradotta “Quei Bravi ragazzi”, forse in omaggio al film di Scorsese, mentre il titolo originale “The good old boys” sembra uscito da un altro film “The Blues Brothers”, i protagonisti sono Jody e T.C. visti nel volume Fino alla fine del mondo.


Cody si esibisce nella classica posa dell’eroe, con tanto di bionda abbracciata alla gamba…
I due redneck, si ritrovano alle prese con una sexy Avvocatessa (ex modella) e un Rambo, il classico eroe dell’azione un po’ sborone, che somiglia anche a Sly Stallone nelle fattezze e, credetemi, non è un caso.
Garth Ennis, pur scrivendo fumetti, ha sempre dimostrato idiosincrasia per gli eroi d’azione da fumetto, quelli impeccabili che non sbagliano mai, come se li considerasse dei duri di plastica, basta vedere il trattamento riservato a Wolverine sulle pagine di “Punisher” o a Lobo su quelle di “Hitman”. Qui Jody e T.C. si fanno beffe del sosia di Stallone, sempre senza perdere il loro solito “adorabile” (virgolette obbligatorie) modo di fare.


"Voi siete i good old boys?" (Cit.)
Per altro, la storia rappresenta la prima collaborazione tra Garth Ennis e il disegnatore Spagnolo Carlos Ezquerra. Ennis si è formato leggendo (e scrivendo) sulle pagine della rivista inglese “2000 A.D.” quella che pubblicava il Judge Dredd, di cui proprio Carlos Ezquerra è stato il disegnatore più rappresentativo, eppure i due artisti devono essersi annusati e piaciuti, perché “The good old boys” è solo una delle loro tante collaborazioni, i due si sono ritrovati sulle pagine di “Battlefields”, ma anche di altri fumetti creati da Garth Ennis, come “Just a Pilgrim” o il gustoso “Bloody Mary”.

Insomma, il volume è volutamente grottesco, scanzonato e provocatorio, ma senza perdere la vena autoriale o la carica sovversiva tipica dello scrittore Nord Irlandese, inoltre è un volume in grado di dimostrare l’ampiezza dell’universo di “Preacher”, se anche dei personaggi di contorno possono diventare protagonisti di storie interessanti, è sempre un buon segno.

4 commenti:

  1. Mi stai facendo innamorare sempre di più della serie ;-)

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    1. Pistola alla testa potrebbe essere il mio fumetto preferito (anche se la scelta è tosta) uno di quei fumetti che dovrebbero leggere tutti ;-) Cheers!

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  2. Non è un caso che "Preacher" sia stato uno di quei fumetti che hanno salvato il portafoglio della Magic Press nei primi anni '2000. ;-)

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    1. Verissimo, magari non la M maiuscola ma almeno una delle altre leggere che compongono le parole "Magic press" sono di mia proprietà visti tutti i soldi che gli ho smollato ;-) Cheers!

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