domenica 20 settembre 2015

Ritorno al Futuro 30° Anniversario Expo: Come ho passato le mie vacanze estive nel 1985


Il 2015 è l’anno di “Ritorno al Futuro”, non solo perché nel secondo capitolo Marty visita proprio l’anno della Capra (secondo il calendario cinese) per aiutare quella capra di suo figlio, ma anche perché proprio quest’anno il film compie i suoi primi 30 anni di vita.

Il vostro amichevole Cassidy di quartiere si prepara a celebrare la trilogia (restate tonnati e come diceva la scritta alla fine del secondo capitolo “…Attualmente in lavorazione”), ma siccome il film di Bob Zemeckis mi piace due righe (a chi non piace?) non me lo sono fatto ripetere due volte, quando ho scoperto che qui dalle mie parti hanno organizzato una mostra per celebrare il 30esimo compleanno di “Ritorno al Futuro” mi ci sono fiondato.

Trovate tutti i dettagli a questo LINK

L'esposizione di suo non è grandissima, ma è piena di cimeli gustosi, quindi ora mi calo nel ruolo dell’audio guida e vi porto a fare un giro, dove stiamo andando non c’è bisogno… Di Strade!

Bisogna riconoscere ai curatori della mostra la giusta dose di passione, tanto che con mezzi non propriamente di altissima tecnologia, ma armati di buona volontà e colla vinilica si sono impegnati per ricordare Hill Valley e il suo municipio nel parco attorno al museo.


Se non fosse stato per il condominio dietro ci avrei quasi creduto...
Ovviamente non può mancare la mitica DeLorean DMC-12!
Siccome la targa non riporta la scritta “ California OUTATIME”, ma “TO” che sta per Torino (non per Toh, piglia e porta a casa, anche se potrebbe sembrare) vi fa capire che non è proprio proprio proprio quella su cui Michael J. Fox e Christopher Lloyd andavano a zonzo nel tempo, però volete mettere la soddisfazione di sbattere la testa contro una delle ali a gabbiano dell’auto creata da John DeLorean (per fortuna ho la testa dura, in ogni caso… Storia vera).


"Mi stai dicendo che hai costruito una macchina del tempo... con una DeLorean?".
Il museo nella sua piccolezza è pieno di cose simpatiche che ti mettono subito a tuo agio, tipo una bella cassa di Plutonio rubato (“I Libici!!”) vicino alla porta d’ingresso.


"Doc, ma non si può entrare in un negozio e comprare plutonio!"
Ma la cosa più spassosa in assoluto è il fatto che per TUTTO il tempo, in sottofondo ti sparano a volumi ragguardevoli il tema musicale del film composto da quell’eroe di Alan Silvestri, ora io non so voi, ma ogni volta che lo sento mi fomento in stile Spartano prima della battaglia e per calarsi nell’atmosfera della visita è l’ideale. Ora, i ragazzi che ci lavorano dentro e sono costretti ad ascoltarlo 8 ore di fila al giorno, magari non la pensano come me, ma se dovessi scegliere tra i miei colleghi che urlano di calcio e Alan Silvestri nelle orecchie a rotazione, io personalmente non ho un singolo dubbio. Mai nella vita.


Il mitico almanacco autografato da Michele J. Volpe.
Tutti i cimeli esposti sono quelli utilizzati durante la realizzazione della trilogia ed è possibile vedere un sacco di oggetti divenuti familiari dopo le 1879 visioni (mal contate) dei film.

Ci sono anche un paio di cocenti delusioni, lo ammetto, tipo le Nike del secondo capitolo (“Auto lacci! Fico!”) il modello esposto sembra che abbia attraversato il tempo… A piedi.


Vi rendete conto di tutto il tempo che abbiamo perso ad allacciarci le scarpe?
Forse la delusione più grossa la riserva lo Skate board volante di Marty, che per quanto ben conservato riporta anche lui l’usura del tempo, ma sono proprio le dimensioni a lasciare un po’ stupiti. La tavola è davvero corta, ma poi basta pensarci un attimo, Marty l’ha fregata ad una bambina (“Puoi tenerla, io ho una Pittbull adesso”) quindi è normale che sia sotto dimensionata.



Queste sono quelle che vanno anche nell'acqua... Cavolo mi volete far citare tutta la trilogia a memoria?
La cosa divertente è che un po’ a capocchia, posizionate alla rinfusa, forse per testare il livello di preparazione dei visitatori, si trovano cimeli provenienti anche da altri film, come parti dello Spinner di “Blade Runner”.

Oppure gli abiti di scena dell’equipaggio del film “Event Orizon”.
Devo dire che questo mi ha stupito, perché non so quante persone si ricordano dell’ottimo “Punto di non ritorno” in ogni caso, tranquilli ne parleremo anche da queste parti... Restate tonnati!

Anche se non c'entrano un'infiochettatissima, per mia somma gioia ho trovato un po’ di roba proveniente dai set di Terminator. Come ad esempio la targa della Jeep di Sarah Connor, che si vede alla fine del primo film (come già sapete, uno dei miei finali preferiti di tipo… Sempre!).


PARA-Pa-Pa-Pa! PARA-Pa-Pa-Pa! 
Oppure IL pezzo dell’artiglio del T-1000 di Terminator 2 - Il giorno del giudizio autografato da Roberto Patrizio! Ma non era stato riassorbito dal corpo del Terminator? Boh, nel dubbio mi sono accertato che non si sciogliesse e non cercasse di uccidermi… Che ne so, magari nel futuro sarò lo Zio del capo della resistenza, lo sapete no, nessuno dovrebbe sapere troppo del proprio futuro.


Questa dovrebbe stare in un museo! beh ma in effetti... Ci sta in un museo.
Ci sono anche gli abiti di scena di Terminator 3 - le macchine ribelli, il completo di pelle di Schwarzenegger. Ma anche quello della T-X (Kristanna Loken, purtroppo venduta separatamente…).

"Voglio i tuoi abiti , stivali...e motocicletta" e già che ci siamo anche il numero di telefono della Loken.
La cosa buffa è che dai costumi si capisce che Swarzy e la Loken sono alti quasi uguali e in mezzo alle due teche, è possibile ammirare il giubbotto con l’asciugatura automatica (“La sua giacca è ora asciutta”) di Marty McFly.


Le maniche regolabili.... Le ho sognate tutta la vita!
Un impietoso confronto con i costumi dei Terminator che lo circondando, possiamo giungere alla conclusione che Michael J. Fox potrebbe interpretare il Mini-Men di Schwarzenegger.

Beccatevi un altro po’ di foto di memorabilia varia, tra cui un cimelio clamoroso, ovvero la lettera di ringraziamento di John DeLorean, scritta ai due Bob (Gale e Zemeckis) per aver reso giustizia nel loro film alla sua più celebre invenzione.


Una lettera talmente mitica che può permettersi di tenere Steven Spielberg in CC.
La cosa divertente è che alla mostra, è possibile fare una partita al Flipper di “Ritorno al futuro”, ma anche a “Wild gun man” il cabinato parcheggiato nel Cafè 80 del 2015, il 2015 del film, non il 2015 nostro… “Sì, lo so, è pesante”.

Ovviamente alla mostra è possibile spararsi a rotazione anche tutti e tre i film della trilogia, così giusto per ripassare un po’.


"Frisbe! Tostissimo!".
Insomma, non ci ho passato tutta l’estate, ma un buon pomeriggio sì e dopo questa possiamo dare l’inizio alle celebrazioni… Lasciatemi il tempo di trovare un piazzale abbastanza grande per raggiungere le 88 miglia orarie.

Great Scott!

6 commenti:

  1. Fantastico!
    Al flipper di Ritorno Al Futuro ci giocavo al bar sotto casa.
    Bellissima esperienza, complimenti. :-)

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    1. Una figata con il fulmine e la voce di Doc che grida "Great Scott!" I flipper cinematografici sono una mia passione;-) Invece a Wild gun Man ho fatto 13 ammazzamenti, come Cane Pazzo Tannen ;-) Cheers!

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  2. Risposte
    1. Una bomba mi sono divertito un sacco ;-) Cheers!

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  3. Ci sono andata anch'io quest'estate e mi sono divertita un botto... però la foto alla DeLorean con targa italiana non mi sono davvero sentita di farla, troppo triste!! :P
    Ed è stato grazie a questo museo che ho conosciuto Event Horizon, ne parlerò proprio domani o venerdì sul blog :)

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    1. Si in effetti è tristissima, non era nemmeno la prima volta che la vedevo, ad un altro anniversario di “Ritorno al futuro” hanno usato la stessa macchina…
      “Event Horizon” è un filmone secondo me, a breve lo commenterò anche io, non vedo l’ora di leggere il tuo parere ;-) Cheers!

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