lunedì 7 settembre 2015

Operazione U.N.C.L.E. (2015): C'è bisogno di Bond sai zio (perché sennò sto male)


Ho bisogno di Bond per Dio, perché sennò sto male. Yeah Yeah
C'è bisogno di Bond sai zio U.N.C.L.E. Da tutto quanto il mondo…

L’Asylum apre il terzo Sharknado con dei titoli di testa che omaggiano James Bond, ma il più dritto di tutti è Tommaso Missile, prima scelta per la parte di Napoleon Solo in questo film, ha salutato tutti (con l’altra mano) dicendo: "Sapete che vi dico? Vado a farmi il mio James Bond di Mission: Impossible – Rouge Nation sfigati!".

La prima cosa che voglio dirvi di “Operazione U.N.C.L.E.” è che si tratta di un'esperienza. Guardando il film ti ritrovi per due ore a fluttuare nel vuoto attratto da una forza gravitazionale che prima ti solleva da terra e poi lentamente ti attira a sè, inutile opporsi, la forza è talmente potente per cui ogni tentativo di liberarsi è vano, volenti o nolenti si viene risucchiati in un enorme buco nero da cui non esiste ritorno, si tratta del gargantuesco vuoto cosmico generato dalla totale assenza di carisma e dalla cagnaccitudine recitativa di quel palo di Henry Cavill, il vuoto totale che assorbe luce e restituisce ottusa fissità, molto ben vestita, ma pur sempre fissità.


Se fissi a lungo lo sguardo in Henry Cavill anche Henry Cavill affonda lo sguardo in te.
Della serie tv americana originale intitolata “Organizzazione U.N.C.L.E.” ricordo poco, forse solo la presenza del mitico Robert Vaughn, nei panni dell’agente Americano. La serie tv era proprio nata come risposta Yankee ai film di Bond ed è curioso che a riportare gli agenti di Z.I.O. sul grande schermo sia stato un Inglese purosangue come Guy Ritchie, che in realtà è la seconda scelta, la prima era Steven Soderbergh, che forse era l’unica possibilità per rendere il film ancora più irritante, Soderbergh e Tommaso Missile nello stesso film, no davvero, non fatemici pensare…

Forse l’unico modo per discostarsi da tutte queste spie cinematografiche che popolano il grande schermo in attesa del ritorno (del Re) del Bond titolare (Spectre di Sam Mendes) era mantenere l’ambientazione anni ’60 della serie, che poi a mio avviso, è il motivo per cui Guy Ritchie ha accettato di scrivere (insieme al suo compare Lione Wigram) e di dirigere questo film: avere l’occasione per fare un film patinato che ci spiega quanto tutto era più stiloso nei gloriosi anni ’60.

Il soggetto iniziale è talmente minimale che anche io sono in grado di riassumervelo:
l’agente Cia Napoleon Solo (Henry Cavill) e il suo omologo russo Illya Kuryakin (Armie Hammer) sono costretti a collaborare per impedire che una pericolosa arma nucleare finisca in mano ai nazisti. Per farlo devono farsi aiutare dalla figlia di uno scienziato tedesco (la Alicia Vikander di Ex Machina).

Gli stilosi e fighissimi anni '60.
A questo aggiungete Jarred Harris nei panni del capo di Solo ed Elizabeth Debicki in quelli eleganti della figlia di un Italiano collaborazionista e il quadro è quasi completo.

Guy Ritchie con la scena di apertura iniziale ambientata a Berlino Est, presenta l’elegante agente Solo, abituato a grattugiare tartufo sulla pasta e ai vestiti eleganti, contrapponendolo al ben più rozzo, e affetto da attacchi di rabbia degni di Hulk (Rosso, in quanto Sovietico) agente Kuryakin. In mezzo la bella tedesca che ora fa la meccanica, ma è figlia di uno scienziato tedesco che custodisce il segreto nuclerare (Alicia Vikander per fortuna interpreta il tutto con ironica convinzione).

Il salvataggio iniziale con relativo inseguimento potrebbe illudervi sull’andazzo del film, che cambia presto ritmo trasformandosi in un Buddy Movie, con strana coppia insieme per forza e tutti i clichè tipici di questa situazione, non serve costringere i personaggi di Armie Hammer e Alicia Vikander a fingersi fidanzati per motivi di copertura a frenare la china lungo la quale il film scivola molto presto… Un Broomance, ma di quelli che scappano di mano, uno di quei film dove pensi che l’astio reciproco tra i due maschi Alpha, sia tutto un gonfiare i muscoli per nascondere il fatto che si butterebbero reciprocamente la lingua in bocca molto volentieri.


I segreti di Brokeback U.N.C.L.E.
La trama per fortuna non si prende troppo sul serio (se hai come cattivo un Nazista pazzo che ama le torture è meglio fare così), Guy Ritchie ormai mi sembra anche un po’ troppo schiavo di se stesso e del suo modo di fare film, qui è talmente impegnato a volerci continuamente mostrare quanto negli anni ’60 fosse tutto figo, che non sembra nemmeno stia dirigendo un film, ma uno spot di profumi per qualche marca di alta moda, sì, ci sono gli split screen e la fotografia colorata, anche qualche gustoso rimescolamento e un buon utilizzo dei flashback, ma è chiaro che più che sostanza si voglia fare estetica.

Non si può criticare “Operazione U.N.C.L.E.” dicendo che si tratta di un film poco curato come regia o scrittura, o parlando di un Guy Ritchie svogliato, questo proprio no, il problema è che in un film di spie anni ’60, personalmente mi sono annoiato parecchio ad assistere a questa origin story volutamente retrò.

Per esempio, aver scelto Hugh Grant per quel (piccolo) ruolo lì, mi è sembrata proprio la scelta giusta. In un'operazione nostalgia fatta per esaltare tutto il bello di un'epoca passata e trattandosi degli Anni ’60, la storia deve fare anche un salto nella Roma di allora, perché “La Dolce Vita” continua a fare presa sugli Yankee (citofonare Sorrentino per conferma…) quindi, via di immagini barocche e roccocò sulla Roma di allora e battute sulla scalinata di Piazza di Spagna.


Vi ricordate di Robert Vaughn e David McCallum? Ecco, li rimpiangerete...
Qual è il problema di questo film allora? Cosa mi ha urtato così tanto? Facile: il casting.
Arnoldo Martello è un quasi-famoso affetto da sfiga congenita, prima si è dovuto sdoppiare usando la magia della computer grafica, per interpretare se stesso e il suo gemello in “The Social Network” e da lì in poi non ha fatto che dimezzarsi, per far spazio a compagni di merende più famosi di lui. Nascosto sotto strati di (pessimo) make-up in “J Edgar” per fare l’amante di Di Caprio (che non ha vinto l’Oscar, ma quello ormai si sa…). Mascherato, è andato sotto contro l’odioso Johnny “Bitch” Depp in versione Tonto (nel senso di Indiano non di scemo) nell'ingiusto (non per Depp) floppone che era “The Lone Ranger” e qui? Gli tocca fare il russo pazzoide e spesso alzare assist per un compagno carisma-leso, il tutto con un doppiaggio italiano che lo fa parlare come Borat.

Ma veniamo a IL PROBLEMA: Enrico Cavillo è un palo, io non metto in dubbio che piaccia alle signore, ma non ha un’espressione che sia una, sì, può affrontare il pericolo con sprezzo è un filo di mal celata superiorità come il Bond di Connery, ma non è detto che un bel vestito e una faccia da stoccafisso siano sufficienti a metterti in scia al celeberrimo Scozzese. Per il ruolo di Napoleon Solo ci vuole uno che si mangia lo schermo, che davvero ti convince di essere infallibile e impossibile da scalfire (nemmeno mentre lo stanno torturando), devi recitare con il super ego di Tommaso Missile in Mission: Impossibile, non puoi essere l’anti-carisma Henry Cavill cazzarola!


Enrico Cavillo, l'uomo con il fisico da copertina di GQ e il carisma dello spessore di una pagina di GQ.
Lo ha capito anche Colin Firth, al suo esordio con un blockbuster d’azione ironico, ha cambiato registro rispetto al solito dimostrandosi perfetto in Kingsman - Secret Service, film a mio avviso molto più riuscito di questo proprio per il casting azzeccato. Per quanto mi riguarda “Operazione Z.I.O.” è come il suo attore protagonista: sarà pure esteticamente figo, ben vestito e pettinato, ma alla fine viene lo stesso risucchiato nel buco nero di una pericolosa assenza di carisma. Mi immagino Cavill che mi dice: “Ma bello come sono, ti aspetti che io parli?”, allora sarebbe l’occasione per citare Goldfinger: “No, mi aspetto che tu muoia”.

14 commenti:

  1. insomma hai confermato quello che pensavo...fuffa, solo fuffa e carenza di idee in quel di Hollywood...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Purtroppo si un occasione sprecata applicata ad un casting da poco, cheers ;-)

      Elimina
  2. Sto scrivendo il post sul film, ma direi che in linea di massima siamo d'accordo... :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene allineati e coperti ;-) Mi leggeró il tuo commento molto volentieri, cheers!

      Elimina
  3. Ahahahah recensione capolavoro! :-D
    Dici grandi verità, e purtroppo lo spessore di una pagins GQ è la qualità a cui aspirano questi filmoni fighettoni, che in fondo in fondo sono creati per i gggiovani superficiali che ancora pagano il biglietto. La serie TV era per adulti appassionati di spy story, tutta un'altra razza...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie, ti ringrazio ;-) L’ho seguita poco, avrà visto una manciata di episodi, però mi piaceva, infatti considero questo film una grande occasione sprecata, inizia bene poi si perché nei soliti schemi visti troppe volte, e i protagonisti poi non aiutano… Non ci resta che attendere Bond ;-) Cheers!

      Elimina
  4. Devo confessare un "turpe" segreto: se esiste una categoria di film che non riesco a digerire, sono proprio quelli che parlano di spionaggio internazionale, improbabili tipi palestrati in smoking che non devono chiedere mai e strani villain nazisti da cartone animato! XD
    Alcuni film di Guy Ritchie non sono malvagi, però, quindi non escludevo a priori la visione di questo suo nuovo lavoro... Mi hai ufficialmente fatto cambiare idea! Meglio tornare al piano originario e guardare qualcos'altro! :P
    L'unico film di spie, per me, quest'anno, resterà "Spy", e solo grazie a quel piccolo uragano di comicità chiamato Melissa McCarthy! ;)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. “Spy” lo trovi commentato anche su queste bara-frequenze ;-)
      I primi Guy Ritchie mi piacevano, basta togliersi dalla testa tutta quella storia del “Tarantino Britannico” che ha francamente rotto, ma malgrado lo stile molto laccato, a mio avviso funzionavano alla grande e mi hanno sempre divertito.

      Questo l’ho trovato ancora più inamidato di “Sherlock Holmes” che ho apprezzato (con moderazione) solo perché vado giù di testa per il personaggio di Arthur Conan Doyle ;-) Mi sento di dirti che secondo me devi solo trovare il “Tuo” Bond, mi rendo conto che la saga di 007 può risultare un po’ stantia, ma ha saputo essere anche molto colorata…. Dovresti provare a guardare “Kingsman - Secret Service” magari quello potrebbe piacerti ;-) Cheers!

      Elimina
  5. Ho davvero poca, ma poca voglia di vederlo...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ti assicuro che durante la visione anche quella poca voglia potrebbe scomparire definitivamente ;-) Cheers!

      Elimina
  6. Bara mi hai fatto ridere quando hai parlato di Henry Cavill, anche se a me piace perchè è uno strafigo pazzesco, devo dire che si, hai ragione, è uno stoccafisso in questo film hahaha xD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti capisco che per il pubblico femminile sia un bel vedere, però è un discreto palo ;-) Ti ringrazio ma chiamami Cassidy ;-) Cheers!

      Elimina
  7. In questi giorni mi sono recuperato "Kingsman" e questo film.
    Kingsman vince a mani basse il confronto, essendo un goliardico e ottimamente scritto action movie con quel tocco da gentlemen che mi fa impazzire (ed un cast superbo!). "The Man from the uncle (duck)" si regge su binari più classici e prevedibili; non avrà lo spessore di altri illustri film di spionaggio però ammetto che mi è piaciuto. Il clichè della ragazza protagonista è talmente ovvio che lo anticipi solo guardando la locandina così come la risoluzione del conflitto tra il russo e l'americano. In ogni caso, mi ha divertito e quindi non mi sento di penalizzarlo.
    Scene preferite? Quando Cavillo si mette a fare l'italiano nel camion, (trovando fortunamente del cibo, tovagliolo e vino per poi salvare il suo collega) e tutta la sequenza di tortura col nazista (con tanto di incendio finale). Cosuccie di questo genere mi fanno affezionare ad un film. ;)

    Saluti!

    Aspettando il nuovo Kingsman...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vero, aveva del gran potenziale, Guy Ritchie con lo spirito giusto, peccato che i due protagonisti siano poca roba, vanno sotto bevendo dall’idrante contro David McCallum e Robert Vaughn, ma bisogna anche dire che contro Vaughn sono andati TUTTI sotto a livello di figoseria ;-)
      Incredibilmente sbagliano dove invece Colin Firth fa tutto giusto, proprio lui che è più tipo da film che piacciono a mia madre, si rivela un uomo d’azione stiloso, e anche il vero motivo per cui ora attendo il secondo Kingsman ;-) Cheers!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...