domenica 27 settembre 2015

Miracleman Le storie inedite: Aperitivo in attesa delle nuove storie...


Questo volume molto atteso include “All-New Miracleman Annual”, al netto del risultato, sembra un po’ la montagna che partorisce il topolino (eh, ma che schifo!), però di fatto sono le prime storie inedite di Miracleman dopo moltissimi anni e il team creativo è di tutto rispetto.

La prima storia è perfettamente complementare all’ultimo ciclo di Miracleman scritto da Alan Moore, infatti la sceneggiatura di “Incidente di ottobre: 1966” è proprio del 1984, da allora la storia, scritta dal mitico Grant Morrison, è cresciuta nel mito, ma non aveva mai visto la luce.

Possiamo leggerla per intero qui per la prima volta, con gli straordinari disegni di Joe Quesada. Morrison approfondisce i primi minuti del ritorno di Johnny Bates nei panni del malvagio Kid Miracleman, prima di puntare su Londra, trova il tempo di togliersi un altro sassolino dai suoi stivaletti in stile Beatles.

Ho sempre trovato inquietanti questo modello di stivali... Ora so perchè.
Morrison si mette perfettamente in scia del racconto di Moore, caratterizza Bates come qualcuno che si è appena trasformato nel Super uomo teorizzato da Friedrich Nietzsche. Il nichilismo travolge Kid Miracleman all’apice della sua malvagità, anche se nel look ricorda volutamente il John Lennon degli anni ’60. Completamente vestito di nero, dalla testa ai piedi, con taglio di capelli proprio alla Beatles, Johnny Bates, però, non sa che nel 1984 era proprio lo stesso Grant Morrison, nell’edizione italiana dell’albo non manca una foto dello scrittore a testimoniarlo… Ne facevo volentieri a meno, se devo essere onesto.

Le tavola di Joe Quesada si lasciano sempre guardare, voi che dite?
I disegni di Quesada sono fantastici, ok, visto il suo status di ex capo della Marvel può contare sui miglior coloristi (Richard Isanove) e i miglior chinatori, ma di suo ha un modo di impostare la tavola bellissimo, basta guardare la scena in cui Quesada ci mostra il volto ferito del prete, attraverso l’ingrandimento dei suoi occhiali, caduto nella sabbia della spiaggia… Fantastico!

"Essere o non essere? ... Non essere!" (Cit.)
La seconda storia, intitolata “Un vero miracolo”, è un omaggio alle storie classiche di Miracleman, quelle scritte dal suo creatore Mick Anglo. Per omaggiare la golden age del fumetto, chi può esserci di migliore delle matite di Mike Allred? Il papà di Madman è perfettamente a suo agio nel disegnare la famiglia Miracleman al completo, i cattivissimi Boromaniani, il folle Gargunza e… Un comunità di delfini parlanti super intelligenti (storia vera!).

Addio, e grazie per tutto il pesce...
La storia è scritta da Peter Milligan che con Michele Tuttorosso scrisse il più bel fumetto dei mutanti Marvel di sempre (X-Statix). Nel finale della storia piazza una piccola riflessione meta-fumettistica che si conclude con un dettaglio sul volto di Miracleman, una sequenza che richiama volutamente la storia pubblicata su Miracleman #1 disegnata da Garry Leach.

Michele Tuttorosso e la sua interpretazione del trio dei Miracolati.
Un albo introduttivo che può attrarre chiunque, un po’ per il talento del Team All-Star radunato per queste storie, un po’ per la fama del personaggio. Io ne consiglio la lettura solo in maniera complementare ad “Olimpo” l’ultimo ciclo dedicato al personaggio, altrimenti si rischia di archiviare tutta l’operazione come un'incomprensibile fregatura, anche se le note dell’edizione Panini Comics, sono complete e ben curate.

4 commenti:

  1. La scena dei delfini mi ricordò troppo molto cose :D

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    1. Si vero, da Douglas Adams ai Simpson quella scena da sola richiama alla mente mille cose ;-) Cheers!

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  2. Sinceramente se potessi non aver speso quei soldi... non lo avrei fatto. Intendiamoci: la prima storia è una storia carina, anche quella di Allred si fa leggere, ma l'albetto in sé è semplicemente un modo per spillare qualche soldo in più sulla scia del capolavoro di Alan Moore. Voglio dire: due storie da 10-15 pagine l'una, avrebbero potuto tranquillamente inserirle in due spillati, in appendice alla storia normale, e non pubblicare (per soli due numeri) le tavole originali o le storie di Anglo, no? O sarebbe stato catastrofico?
    (Alla fine però l'ho comprato :] )

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    1. La penso esattamente come te, potevo anche io risparmiarmi la spesa ;-) La storia di Morrison per quanto (molto) ben disegnata, poteva essere messa in coda al penultimo numero di "Olimpo" avrebbe avuto più senso. Miracleman ha avuto un buon reparto note negli spillati, ma se avessero saltato le ristampe di Anglo non credo si sarebbe offeso nessuno. Anche la ristampa in volume, in un formato gigante, non mi è sembrata una gran idea. Cheers! ;-)

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