giovedì 17 settembre 2015

Hannibal - Stagione 3: Oh mio Dio, hanno ammazzato Hannibal! (brutti bastardi)


Non abbiamo fatto in tempo ad esaltarci per l’imminente inizio della terza stagione di “Hannibal” che è arrivata la secchiata di acqua con i cubetti: CANCELLATO. Gli insulti e le bestemmie che sono seguite ve le risparmio. Se invece volete leggere il commento tranquillo, non ci sono Spoiler...

Ne abbiamo sentite di ogni, canali che proponevano di salvare la serie, salvo poi tirarsi indietro all’ultimo momento (shame on you Netflix!), ma se volete saperlo, la mia affermazione preferita è stata: "Faranno un film per completare la storia".
Se era una battuta è la migliore dell’anno, no perché Jonathan Demme qualche anno fa ha fato un film sulla porzione di storia mancante e non gli è venuto nemmeno tanto male se dobbiamo dirla tutta.

Non pretendo di capire le dinamiche del perché una bella serie come questa sia stata uccisa prima del tempo e una porcheria come “Agents of P.I.R.L.A.” sia viva e vegeta, capisco che Hannibal non costasse poco, ha un cast e dei registi cinematografici, vi basterà vedere i primi minuti muti dell’episodio 3x01 (“Bonsoir” Cit.) per capire che esteticamente la serie era (mi tocca usare il tempo passato) ad un altro livello. Quello che non capisco è: come mai il network ha portato tutto il cast a Firenze a girare, se già sapevano che questa serie non aveva futuro? Perché la notizia della cancellazione è arrivata piuttosto presto e guardando questi 13 episodi, è abbastanza chiaro che abbia influenzato anche la direzione della storia.

Sento già la vostra mancanza ragazzi, davvero...
I titoli degli episodi sono sempre stati tematici, ogni episodio una portata di un pranzo, abbiamo cominciato con la prima stagione in francese (la serie è sopravvissuta ai suoi primi episodi, diciamolo, non proprio da capogiro, solo per essere cancellata ora… Mah!), siamo passati attraverso l’ottima seconda stagione con 13 portate Giapponesi, per arrivare al pranzo Italiano, per sottolineare la latitanza di Hanny (Mads “Duck Lips” Mikkelsen) e Bedelia (Gillian Anderson) a Firenze.

La porti un bacione a Firenze...
I primi episodi presentano uno dopo l’altro, i destini dei personaggi coinvolti nel massacro visto alla fine della stagione precedente, lasciando una discreta suspence, scopriamo che fine hanno fatto Abigail, Jack Crawford (Laurence Fishburne) ed Alana Bloom (Caroline Dhavernas… Salute!). Sfoggiando la solita notevole conoscenza dei romanzi originali di Thomas Harris, Bryan Fuller per questa prima parte pesca a piene mani dall’ultimo romanzo (cronologicamente parlando) dedicato al celebre cannibale, ovvero Hannibal, portato al cinema nel 2001 da Ridley Scott.

"Ho come un senso di Déjà vù, in ogni caso...Budella dentro o budella fuori?"
Anche per chi ha familiarità con i romanzi originali, questa serie ha sempre saputo scombinare le carte, restando comunque coerente con i libri, tanto che per raccontarci qualcosa delle origini Lituane di Hanny, nella serie ha fatto il suo esordio anche Chiyoh, l’assistente della zia di Lecter lady Murasaki, proveniente dal romanzo “Hannibal - Le origini del male”, non sarebbe nemmeno stato male scoprire qualcosa in più su Misha Lecter, ma qui entriamo in una forma di cannibalismo diverso, ovvero quello di noi spettatori che ci mangiano i gomiti dal nervoso per la cancellazione della serie…

La parte fiorentina della storia (oh, tu porta un bacione a Firenze!) è molto fedele ai romanzi (“Budella dentro o budella fuori?”) e regala anche un paio di momenti tragicomici, causati quasi tutti dalle comparse Bulgare, chiamate ad impersonare degli Italiani, ma con evidenti problemi di pronuncia della lingua, anche se il top assoluto, è l’ormai celeberrimo “VOLUTO PER OMICIDIO” un utilizzo tanto sanguinoso di Google translator da risultare la trovata più gore di tutta la serie!

Più pericoloso di un cannibale a piede libero, solo l'utilizzo selvaggio di Google Translator.
Per chiudere la parentesi italiana, nella gara di chi pronuncia meglio la nostra lingua, vince a mani basse Laurence Fishburne, che sarà pure dimagrito, ma non si fa intimorire ed esce vincitore anche dalla pronuncia di cose come “Pappardelle alla Lepre” (storia vera).

Idealmente l’ultima portata della cena Italiana (l’episodio 3x07 - Digestivo) è diretto da Adam Kane, lo stesso che ha firmato uno dei migliori episodi della serie Daredevil, ovvero “Rabbit in a Snowstorm”… Per altro realizzo ora che questo ragazzo se fosse nato in uno strambo Paese a forma di scarpa si chiamerebbe Adamo Caino, chissà cosa direbbe Hannibal di tutto questo?

Nell’episodio in questione è centrale la famiglia Verger, soprattutto il simpaticissimo (si fa per dire…) Mason, che anche se vistosamente soffocato dal make-up, possiamo notare è stato soggetto ad un cambio di attore, via Michael Pitt, dentro Joe Anderson e malgrado Joe faccia un bel lavoro, a mio avviso ci abbiamo perso, quando si tratta di fare il pazzo il biondo Jimmy di Boardwalk Empire non è secondo a nessuno.

"Vi piace il mio travestimento di Michael Pitt? Quello da Zorro non era più disponibile".
L’episodio in questione mi è piaciuto un sacco, l’elemento orrorifico della serie resta molto alto, ma qui tra lo sfigurato Mason, il suo sadico cuoco/macellaio/chirurgo (proveniente dalla prima stagione di True Detective), una specie di omaggio a “Face-Off” di John Woo e il peggior utilizzo di un maiale dai tempi dell’episodio 1x01 di “Black Mirror”, diciamo che diventa un'ultima portata per stomaci forti.

Come è facile intuire e come è stato successivamente confermato da Bryan Fuller, questo episodio avrebbe dovuto essere l’ultimo della stagione. Ufficialmente Fuller ha dichiarato che non potevano coprire un'intera stagione solo passando il tempo a far nascondere Hannibal in Italia (che poi non sarebbe né il primo nè l’ultimo criminale a piede libero in questo strambo Paese a forma di scarpa…) ed è stato necessario introdurre le vicende di “Red Dragon”.

Benvenuti ad una nuova puntata di Ink Masters!
A mia avviso tra la prima metà di stagione e la seconda, lo stacco è netto (e non solo per il cambio dei titoli): la prima parte si prende i suoi tempi, anche per qualche sperimentazione a livello visivo, la seconda metà è molto più diretta e procede adattando per lo schermo il primo romanzo di Harris, in maniera molto spedita… Forse anche troppo.

L’episodio che fa cambiare location e atmosfera è il 3x08 “The Great Red Dragon”, qui troviamo l’ex capo dei nani de Lo Hobbit, Richard Armitage con la cicatrice da labbro leporino e il tatuaggio del Drago Rosso di William Blake. Pesonalmente amo molto il romanzo originale e ho apprezzato anche gli adattamenti cinematografici (uno più dell’altro, vi lascio indovinare quale…), il problema di questa seconda metà di stagione è proprio questo. Ho passato tutto il tempo a dire cose del tipo: "Oh! Oh! Questa è la scena dove Dolarhyde incontra Reba! Hey! Adesso c’è la scena in cui Reba taglia la torta…. La tigre! C’è la scena della tigre" (detta anche la scena “Ma pora bestia!”, ma questa è un'altra storia…).

"Ralph Fiennes? Tom Noonan!? Adesso dovrò mangiare anche loro, non bastava il libro di Blake cavolo!".
Richard Armitage, fa un bel lavoro, ci mette l’intensità giusta nella parte, anche se troppo spesso, lo mandano in giro vestito come Ralph Finnes e a mio avviso non riesce a risultare più inquietante di Tom Noonan (ma sfido qualunque essere umano a riuscirci…), il problema di questa porzione di stagione è che dopo due adattamenti cinematografici, rivedere di nuovo la stessa storia, per di più portata in scena con una certa fretta, risulta un po’ ridondante.

I cambiamenti grossi arrivano nell’ultimo episodio, giuro che non vi fornirò nessun dettaglio riguardante le modifiche del finale, quindi potete leggere tranquilli… Non voglio risvegliarmi legato ad una sedia a rotelle.

"Ottimo piatto Hanny, cosa c'è per secondo?" , "TU".
La mia teoria è stata in parte confermata da questo finale (che mi ha fatto pensare anche a Sherlock Holmes dei romanzi di Arthur Conan Doyle se devo essere onesto), ho sempre pensato che Bryan Fuller avrebbe avuto il coraggio di completare il rapporto Omo-cervo-erotico di Will e Hanny, come Ridley Scott (ma soprattutto il produttore Dino De Laurentiis) non ha avuto il coraggio di fare, ovvero con una conclusione più simile al finale del romanzo originale Hannibal.

Personalmente, la scena “Post Credits” che ho trovato molto bella (e carica di umorismo nero) ci dà un grosso indizio su come avrebbe potuto continuare la storia, purtroppo per noi non lo sapremo mai davvero. Guardando la conclusione dell’ultimo episodio, non ho potuto fare altro che pensare a “Twin Peaks” (NO SPOILER tranquilli…) il suo finale volutamente aperto, ma valido anche come finale, proprio come per la serie creata da David Lynch, per “Hannibal” dovremmo farci bastare l’ultima sequenza, l’ultimo boccone amaro cucinato dal nostro Hanny… Ci è andata bene, poteva essere una delle nostre gambe!

Io ti amo poi ti odio poi ti amo poi ti odio e poi ti apprezzo.
Menzione speciale ai registi che si sono succeduti alle regia, abbiamo potuto assistere all’ottimo lavoro di Vincenzo Natali (“Cube”, ma anche “Splice”) o di Guillermo Navarro (il direttore della fotografia di un altro Guillermo, Del Toro), ma anche di Neil Marshall (OLE’!) ormai purtroppo esperto di serie tv come Black Sail o Game of Thrones, visto che non gli fanno dirigere film (…’Stardi!).

Menzione speciale per Mads Mikkelsen, che mai come in questa stagione, ha dimostrato di trovarsi a suo agio negli eleganti panni del Dr. Lecter, speriamo di rivederlo in tutti i film da qui all’eternità, anche perché mi ha regalato il tormentone dell’anno, la scena delle labbra, un apice di umorismo nerissimo, quando la vedrete la riconoscerete subito…

In maniera molto amara, si conclude uno degli adattamenti più accurati (sotto tutti i punti di vista) mai visti sul piccolo schermo, una serie che ha saputo quasi sempre uscire dall'ingombrante ombra dei film che l'hanno preceduta, ma soprattutto la serie che ha cambiato per sempre il modo in cui guarderemo un cervo… Bon Appetit!

Non potremmo bere mai più lo Jägermeister a cuor leggero come facevamo un tempo.
Volate di nuovo a scuola ora piccole creaturine della notte. Vola, vola, vola. Vola, vola, vola...

16 commenti:

  1. Non ho seguito ma raccolgo la tua dolorosa domanda: perché serie inutili proliferano, sebbene non sappiano dove andare, metre serie intriganti vengono mannaiate a ripetizione? Ormai se una serie arriva alla seconda stagione è un miracolo!

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    1. Penso sia lo stesso problema che abbiamo al cinema, le idee un po’ innovative sono difficili da vendere, anche ad un pubblico che alla fine vuole sempre la stessa pappetta…. Che noia! Cheers ;-)

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  2. E gli insulti e le bestemmie continuano, anche dopo un mesetto ormai, e ancora non mi capacito della cancellazione.
    Finale bello, poetico e pure un po' romantico. Alla Thelma e Louise, no? Lo sanno tutti che Hannibal e Will sono la non coppia più bella del piccolo schermo, poi: non ci hanno fatto vedere manco il matrimonio, sigh. Strepitosi sia Mikkelsen - il fascino in persona - che Dancy, bellissima la Anderson... per me nota stonata Armitage, che mi sembrava troppo compiaciuto in boxer elasticizzati. Sì, li aveva anche Fiennes, ma dubito che sulle spettatrici Voldemort facesse lo stesso effetto.

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    1. Concordo, una delle tante cose belle di “Hannibal” era il fatto di essere una serie omoerotica (vuoi vedere che è per quello che l’hanno cancellata?), con una coppia “di fatto” che andava ben oltre il Broomance, diciamo non c’è mai stato un bacetto, e le varie fidanzate dei due non hanno mai minato il loro vero amore… Ci possiamo fare ironia sopra, ma la serie ha sempre gestito questa cosa alla grande secondo me ;-)
      Mikkelsen spero sia stato sdoganato, prima era solo “l’attore feticcio di Refn”, spero una lunga carriera anche per Dancy, la Anderson poi, “Che te lo dico a fà” (CIT.) e dai tempi di X-Files che penso sia guardabilissima ;-)
      Anche secondo me Armitage un po’ troppo imitativo, il boxer e gli esercizi mezzo nudo rientrano nel discorso omoerotico di cui sopra… ma come Dollarhyde ho preferito i predecessori, molto più a fuoco nel mostrare la follia e un po’ meno il fisico ;-) Cheers!

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  3. Sto recuperando la seconda stagione, estenuante ma meravigliosa. E la domanda sorge spontanea...perché solo tre stagioni di questa magnificenza??(e Cavrrrlll e soci ci ammorberanno nei secoli dei secoli....)

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    1. La seconda secondo me (così sembra che sto citando Caparezza…) è la migliore, assurdo che “Hannibal” sia passata quasi indenne attraverso la prima stagione (abbastanza sul trash andante, specialmente nelle prime puntate) poi essere uccisa al suo meglio… TWD è una serie cristallizzata, nella struttura, negli schemi e nei personaggi, ormai idoli (o meme) del pubblico, “Hannibal” ha sempre rimescolato (bene) il materiale originale dei romanzi, rischiato con i personaggi, ferendoli e mutilandoli… ribadisco, che noia guardare sempre la stessa roba. Cheers! ;-)

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  4. Non seguivo "Hannibal", ma tutti i fan hanno il mio supporto.
    E' un dramma ogni volta che ti tagliano la serie...

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    1. Veramente... Ora sono nelle fasi finali, "la rabbia" guardo le altre serie e dico questa continua e Hannibal no!! Mi passerà ;-) Cheers!

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  5. Ne parlavo ieri con amici a proposito di serie come "The Walking Dead" o "Agents of S.H.I.E.L.D" ( che non è malaccio, ma praticamente tutta la prima metà della Season One è di un anonimo che più anonimo non si può) che rimangono messe in onda per anni mentre serie migliori come "Hannibal" vengono cancellate senza appello. purtroppo, i network americani badano solo ai ratings e la NBC attualmente è la rete che dà meno possibilità alle sue serie, sarà anche perché è quella che al momento ha meno ascolti nel settore "drama", di conseguenza spera di fare ogni volta il colpaccio, però alla prima diminuzione di spettatori, non ci pensa due volte: taglia e passa ad altro.

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    1. “Agents of P.I.R.L.A.” l’ho seguita fino a metà della seconda, per me è una truffa, è sempre un pausa, secondo me la scrivono di settimana in settimana, non ha una direzione, si mette in scia ai vari film Marvel in uscita, mostrando dettaglia NON-importanti, quando ci sono mille personaggi Marvel fighi che potrebbero usare senza spendere troppo, inoltre non è scritta da Joss Whedon come l’hanno venduta, e lasciami dire che si vede ;-) hai ragione, secondo me il problema di “Hannibal” è NBC, che non dico sia come la nostra canale 5 ma quasi, immaginati i morti ammazzati (male) di Hannibal in prima serata che bell’effetto che possono fare, per quello speravo in un salvataggio da parte di Neflix, questa serie è fatta dal sarto per il taglio di Neflix. Cheers! ;-)

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  6. Finita da poco e sono tristissimo, come ben sai T.T
    A me ha lasciato perplesso in più punti. Da una parte proprio un alt(r)o modo di dirigere una serie, con trovate visive bellissime ed elementi raffinatissimi e colti, dall'altra un eccedere di simbolismi che finivano per cadere nel trash più totale, tipo la fine di Verger - ah, hanno davvero cambiato l'attore? O__o
    Il finale devo ancora capire se mi sia piaciuto o meno, ammetto...

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    1. Lo so lo so, nemmeno io mi sono ancora ripreso...
      Vero spesso questa serie eccede in trovate, ma è il prezzo da pagare per chi osa... Per altro la morte di Verger è uguale al libro, anzi, nel romanzo era ancora più esplicita. Si Cambio di attore, Michael Pitt secondo me era meglio.
      Il finale è da assimilare, secondo me non è male, ma non mi tolgo dalla testa il paragone che ho fatto con Twin Peaks... Dovremo farcelo bastare. Cheers! ;-)

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  7. Ho visto solo la prima stagione, bellissima. Poi un po' per la cancellazione, un po' per i cambiamenti avvenuti in corsa (han cercato di ottenere i diritti per usare Clarice ma niente da fare) ho perso interesse. Dei romanzi ho letto i primi due ma so come vanno le cose dopo, la serie è stata oggetto di tantissime critiche legate alla violenza mostrata sin dall'inizio ingiustamente, e poi si serie ben peggiori continuano (a me per esempio piaceva da morire Aquarius ma l'han cancellata alla seconda stagione proprio sul più bello, sempre della NBC la rete dei nati al primo dolore mi sa).
    Detto ciò non metto in dubbio che la serie sia realizzata molto bene, anzi lo so per certo avendola vista in parte, ma da quel che so del finale e da come si sviluppa il rapporto tra Will e Hannibal mi pare siano andati troppo incontro al fanservice, inizialmente l'idea era quella di adattare i romanzi più o meno fedelmente per poi finire così, boh, non mi convince. Correggimi se sbaglio.

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    1. PEnsa che la prima stagione è quella che mi provocava più risate (involontarie) che altro, per me la serie diventa una bomba nella seconda, dove i romanzi di Harris sono stato adattai ma in maniera fedele, un lavoro di adattamento intelligente e ben fatto, in cui da lettore ci si ritrova e da spettatore non ci si sente presi per il naso. Purtroppo nella terza hanno dovuto correre troppo, niente Clarice (che comunque sarebbe stato logica far arrivare dopo, magari nella stagione quattro o cinque) e purtroppo un Drago Rosso gestito frettolosamente, ma per me resta una gran serie. Le critiche sulla violenza ci stanno, raramente una serie moderna è stata così esplicita, se fosse uscita per HBO o Netflix però le cose sarebbero andate diversamente, per me è una gran perdita! Il rapporto tra Will e Lecter secondo me funziona molto, non voglio dire troppo, però sono dei moderni Holmes e Moriarty ;-) Cheers

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    2. Mi cogli in fallo con Holmes e Moriarty, ho letto solo Uno studio in rosso e di Moriarty nessuna traccia XD volevo recuperare il balenottero della Newton Compton ma niente di fatto, tornando ad Hannibal... non lo so, se il loro rapporto si limita ad essere una cosa ossessiva ok ma da quel che so han praticamente fatto un mash up con Clarice e se nella rece parli del finale che non hanno avuto il coraggio di fare nel film di Scott (come purtroppo accade spesso negli adattamenti cinematografici) in parte me lo confermi e non so quanto questo sia farina degl sacco degli autori o puro fanservice perché sta cosa la voleva fortemente una fetta di fandom sin dalla prima stagione, poi che ne sia uscito qualcosa di buono è un altro discorso.

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    3. In effetti in “Uno studio in rosso” Moriarty non è citato ;-) Si ho capito il tuo discorso, diciamo che “Hannibal” è una serie che spinge un sacco sui sue due protagonisti fighi, non vorrei dire omoerotica perché non sarebbe corretto, ma è sicuramente una caratteristica della serie che probabilmente era anche alimentata dalla fan che in rete mettevano foto di Hugh Dancy o di Mads Mikkelsen, ma se fossero stati due belle donne, non credo che sarebbe stato tanto diverso ecco ;-) Ti posso assicurare che funziona, in fondo già nei libri di Harris, il rapporto tra Will e Lecter è molto intricato e di lunga data, più di quello tra Clarice e Lecter, almeno in termini di tempo. Cheers!

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