lunedì 28 settembre 2015

Cop Car (2015): Lunga e diritta correva la strada, l'auto veloce correva...


Pussy, boobs damn, God damn, ass, asshole, ass face, bitch, shit, shithead, fuck.
No, non è un commento al film, ma sono le prime righe di dialogo di “Macchina Sbrirro” il nuovo film di Jon Watts.

88 minuti secchi, per una storia che si prende il suo tempo, anche quello di mostrarci i due protagonisti Travis ed Harrison snocciolare parolacce dopo essere scappati di casa. Il primo è quello più intraprendente dei due, l’altro invece è più timido e per ammissione dello stesso Watts, una copia di se stesso da bambino.

Ci sono fin troppi film in giro che buttando nel mucchio un'idea scopiazzata da qui e un attore preso da quel film là, pensano di creare una pellicola in stile anni ’80, poi per nostra fortuna c’è Jon Watts: il suo modo di omaggiare il Cinema degli anni ’80 è più legato ai contenuti che all’estetica. “Cop Car” è un film che potrebbe essere uscito nel 1977, nel 1984 o nel 1996, l’unico riferimento temporale che ti fa capire che si tratta di un film contemporaneo, è quando lo Sceriffo Kevin Bacon tira fuori il cellulare.

Venite, Hobbit, venite! Andiamo veloci!
In Clown, primo film di Jon Watts prodotto da Eli Roth, il regista rendeva omaggio al body Horror del decennio dei pantaloni a vita alta, qui invece, Watts si rifà al Cinema con protagonisti i ragazzini, che proprio negli anni ’80 ha sfornato i suoi titoli più celebri.
Nelle lande infinite del Colorado, sul finire dell’estate, due ragazzini annoiati scappano di casa armati solo di uno Slim Jim e di parecchie idee non consigliabili, tipo prendere a bastonate la tana di un serpente, così, tanto per… In risposta alla loro noia, trovano un'auto della polizia abbandonata, con le chiavi nel quadro ed ogni tipo di giocattolo sul sedile posteriore: armi, fucili, giubbotti anti-proiettile e se prendere a bastonate la tana di un serpente vi sembrava un'idea balorda per rispondere alla noia, rubare l’auto lo è ancora di più, non solo perché è un reato federale, ma perché è la macchina dello Sceriffo Gavino Pancetta, un brutto soggetto da fare incazzare…


Gavino con il baffo a manubrio, che fa subito sbirro... Oppure porno attore anni '70 fate voi.
“Macchina Sbirro” è una specie di “Stand by Me” minimale, molto più orientato a mostrare sfumature violente, eppure guardandolo è chiaro come a Jon Watts tutto questo stia a cuore, se già in clown aveva fatto un ottimo lavoro con i bambini, qui si supera. Ora viene da chiedersi: la Marvel lo ha voluto per il rilancio di Spider-Man perché ha colto la spiccata sensibilità del regista? Oppure perché pensa che Watts sia uno che non rompe tanto i coglioni e che farà il film che loro gli diranno di fare? Non lo so, ma io dopo Ant-Man e l’addio di Whedon dopo Age of  Ultron, non credo che la Casa delle idee voglia davvero dei registi capaci.

Resta il fatto che troppo spesso, quando spunta un gagno, allora il film è rovinato (chi ha detto remake di Poltergeist?), di solito i bambini sono scritti come degli adulti piccoli, sono molto più pedanti ed arroganti. Per fortuna quelli di Watts non sono così, sono naturali e autentici, genuinamente incuranti del pericolo e pure un po’ boccaloni, quando nel film li vedi, uno con l’anti-proiettile addosso e l’altro pronto a sparargli, capisci che è solo il gioco (pericoloso) di due bambini annoiati che non hanno percezione del pericolo, quando vedi Travis guardare dentro la canna del fucile per capire come mai non spara, viene voglia di alzarsi e togliergli l’arma di mano… Le cose sono due: o Jon Watts sa fare il suo mestiere, oppure mi sta venendo l’istinto paterno, in ogni caso il film fa il suo dovere.

"Io so quello che pensi. Ti stai chiedendo se ho sparato sei colpi o solo cinque...".
La storia è minimale, si prende i suoi tempi per allungarsi comoda sugli 88 minuti di durata, Watts ci mostra Gavino Pancetta che con un laccio degli stivali cerca di aprire la portiera di un'auto, per una scena che dura… Quattro minuti? Cinque? Insomma: calma, calma, ritmo lento e no, non ve lo dico perché lo Sceriffo aveva abbandonato l’auto, altrimenti vi tolgo tutto il divertimento.

Malgrado il ritmo, “Macchina Sbirro” è un film che si guarda anche solo per vedere come va a finire e funziona, perché di fatto i giovani protagonisti affrontano un arco completo di maturazione del tutto credibile. Inoltre, il gusto per la violenza realistica è quello di uno che fa le cose senza tirare indietro la mano, la location suggerisce echi Western e senza fare paragoni troppo arditi, in alcuni momenti ho pensato al nero cinismo dei Fratelli Coen, non so se hanno visto questo film, ma penso avrebbe potuto piacergli.

"Perché non ce la giochiamo a birra e salsicce?".
Ciliegina su questo “Coming of age” con il gusto per il sangue è proprio Gavino Pancetta, qui sfoggia un ragguardevole Pornobaffo che contribuisce a dare un tocco retrò a tutta l’operazione, detto questo la sua prova è maiuscola, il personaggio richiede carisma e grande presenza, lui le ha entrambe e poi, una cosa che non si dice mai del buon Gavino, è la sua capacita di essere credibile nella parte del buono (tipo Tremors) o del cattivo. Pensate alla sua filmografia: ha parti da protagonista o da nemesi e forse il meglio di se stesso lo dà proprio quando i suoi personaggi sono chiamati a ricoprire tutta la gamma delle sfumature. Non sono molti gli attori che hanno questa capacità, Bacon è tra questi, d’altra parte la pancetta è buona in un sacco di ricette, tranne negli spaghetti all'Amatriciana perché lì bisogna usare il guanciale… Ma che ‘sto a dire? Ma che ne so, andate a vedervi “Cop Car”, qui abbiamo finito, non c’è più niente da vedere, circolare… Circolare!

8 commenti:

  1. Oh, Kevin Bacon ci sta bene con il baffo da sceriffo XD

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche secondo me, è credibile non sembra Magnum P.I. ;-) Cheers!

      Elimina
  2. Ahaha Kevin Bacon in versione Pornobaffo mi mancava davvero! :P
    Sai che avevo già etichettato questo film, fra me e me, come una benemerita scemenza?! Sarà che per me "Clown" è uno dei film più brutti del mondo, o quasi? XD
    Se mi capiterà l'occasione (e cercherò di farla capitare), gli butterò sicuramente un'occhiata! ;D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Gavino in versione Pornobaffo piace ;-)
      “Clown” non era malissimo da, diciamo che rendeva parecchio omaggio al body horror anni’ 80, genere che ha i suoi appassionati (tipo me!).
      Gli unici difetti secondo me sono, che la storia poteva essere raccontata in 45 minuti, solo che lo fa in 88, quindi aspettati ritmi lenti, però è il classico film che inventa poco, ma mette tutto in scena bene ;-) Cheers!

      Elimina
  3. Mi ero detto che non avrei mai visto un film con Bacon dai baffi a manubrio, invece la tua recensione mi ha fatto cambiare idea: Gavino te ne sarà grato :-D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Adesso lo chiamo e m propongo come suo nuovo agente, ma impongo il nome "Gavino Pancetta" in locandina ;-) Cheers!

      Elimina
  4. Watts, secondo me, è davvero da tenere d'occhio. Clown mi era piaciuto: poco budget, tanto sangue, divertentissimo.
    Questo è più lento, più elegante, più breve. Un racconto di formazione alla Ammaniti con un bel finale crudele.
    Sempre in forma Bacon (che di bacon non ne mangerà per arrivare a sessant'anni, o quasi, così), reduce dalla cancellazione (meritata) di The Following.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo su tutto, spero proprio che Watts non si bruci con la Marvel, mi piacerebbe vedergli fare bene, anche perché sono uno storico lettore dell’Uomo Ragno ;-)
      Bravo fai bene a citare Ammaniti perché siamo dalla sue parti, conoscendo i suoi gusti probabilmente apprezzerebbe questo film ;-) Seguivo “The Following” (ah ah come sono spiritoso oggi!) solo perché c’era Gavino, mollata dopo meta della prima stagione… Uno schifezza. No che non lo mangia il Bacon…. Sarebbe cannibalismo ;-) Cheers!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...