martedì 1 settembre 2015

Ant-Man (2015): Il peggior nemico dei Picnic


Inizio subito col dirvelo, così metto in piazza la mia posizione rispetto a questo film: in generale mi è piaciuto, inizia bene, a metà diventa sul palloso andante e ha un buonissimo finale. Detto questo il film fa di tutto per ricordarti la sua storia produttiva lunga e complessa, anche perché tra i co-sceneggiatori nei titoli di coda compare Edgar Wright ed ora, come se fossi uno dei protagonisti di Spaced, mi lancio in un malinconico flashback…

Dalle parti del 2003 quel gran genio di Edgar Wright (lui saprebbe cosa fare…) insieme a Joe Cornish (autore di quella bombette di “Attack the Block”) scrivono un po’ per gioco e un po’ perché sono dei Nerd, una sceneggiatura su un ipotetico film di Ant-Man, qualche anno dopo, ancora prima che Iron Man diventasse il super eroe preferito di chiunque, la Marvel ancora alla ricerca di un modo per farsi invitare alle feste che contano laggiù nel Bosco di Holly, dà l’OK a Wright che inizia a lavorare al film. Il tempo passa, Wright sforna la “Trilogia del Cornetto” e un altro film tratto da fumetto (Scott Pilgrim vs The World) e si guadagna lo status di Semi-Dio in Terra, la Marvel azzecca tutto, sforna blockbuster su blockbuster e diventa l’impero cinematografico monopolizzatore di grandi schermi che conosciamo. Pensate che la Marvel ha creduto così tanto in Wright da rinunciare a ben due dei Vendicatori originali (Hank Pym e Janet van Dyne) pur di dare carta bianca al regista…


"Vai forte! Vai giovane! Vai Edgar!".
Ma come insegnano i fumetti, quando due Super Eroi si incontrano, prima di collaborare, si menano per futili motivi ed è proprio quello che è successo tra Edgar Wright e la Marvel. Wright se ne va, facendo gli occhi scuri, Joss Whedon getta benzina sul fuoco, la sua foto a lutto con il cornetto ormai è celeberrima e la sua affermazione “Ant-Man di Edgar Wright era la miglior sceneggiatura Marvel mai scritta peccato che non la vedrete mai” è il riassunto di quello che tutti già pensavano… Curioso che Whedon, dopo essere stato inutilmente massacrato sui Social-Cosi per assurde accuse di maschilismo per Avenger - Age ofUltron, abbia (quasi) pacificamente lasciato la Marvel, dicendo tra le righe: bello, bravi, ma questi non ti fanno fare il film che vuoi, perché sono ossessionati dal loro Marvel Cinematic Universe, diviso in fasi come la digestione…

Il luttuoso Cornetto di Joss Whedon.
Del film di Wright restano solo le voci che volevano Joseph Gordon Levitt come protagonista e Steve Buscemi nei panni di Hank Pym… Se penso al grande Nucky Thompson in un Marvel film la mia mente va in fiamme.

Come protagonista viene scelto Paul Rudd che sul set improvvisa così tanto che alla fine hanno dovuto aggiungerlo tra i co-sceneggiatori della pellicola, nei panni di Hank Pym viene chiamato Michael Douglas, visti i non rosei trascorsi del personaggio cartaceo, ho pensato che Douglas fosse la scelta giusta per interpretare la parte di uno che ogni tanto parte di cervello e picchia la moglie, ma alla fine pare che lo abbiano scelto solo perché non aveva ancora fatto un film Marvel e l’accaparrarsi attori famosi ormai è una vera e propria corsa agli armamenti tra i tipi della Casa della Idee e la Distinta Concorrenza… Detto questo ci siamo fatti fottere Jason Momoa che sarebbe stato un Namor perfetto, dannazione!


"Devo pagare i contributi alla mia Ex moglie, e quelli della Marvel pagano meglio...".
Siccome il film qualcuno doveva pur dirigerlo, la Marvel trovò l’uomo giusto, uno capace, uno di polso, uno che… Fino a quel momento aveva solo diretto commediacce becere e che se viene pagato non rompe tanto i coglioni: Peyton Reed.

Ora, io posso credere a tutto, alle particelle Pym che fanno cambiare dimensione a cose e persone, al Microverso, al taglio a caschetto di Evangeline Lilly, ma leggere “Directed by Peyton Reed” a fine visione è la cosa più improbabile da mandare giù.
Non pretendo di avere il super potere di analizzare una sceneggiatura e capire chi ha scritto cosa al suo interno, se potessi farlo sarei Script-Man e la Marvel avrebbe in programma per me un film, magari nella Fase 3 (verso la fine, però…), eppure guardando “Ant-Man” è impossibile non notare il grosso zampino di Edgar Wright, anche perché il suo cinema è fortemente codificato, quindi quando vedi Paul Rudd che salta la staccionata, o ancora di più quando vedi sullo schermo gli spiegoni di Michael Peña (conosco un tipo che conosce un tipo…) fatti con quel montaggio frenetico, capisci che è tutta farina del sacco di Wright. Sì, perché un film su un Super Eroe che si rimpicciolisce e parla con le formiche, che occasionalmente picchia la moglie e che NON è diretto dal genietto inglese che motivi di interesse potrebbe avere? Risposta, stranamente tanti, perché tutte le trovate buone delle pellicola sono un lascito del lavoro di Wright e si vede, ma si vedono anche i rimaneggiamenti fatti da Mamma-Marvel.


"Ma non era un film di Edgar Wright questo? Chi è questo Peyton Coso?".
Di fatto “Ant-Man” è un heist movie (quello che voleva Wright) tagliato da una rassicurante origin story, ricalcata quasi completamente sul modello di “Iron Man”. La differenza è che il primo Ant-Man, Hank Pym (Michael Douglas) offre una seconda possibilità al ladruncolo dal cuore d’oro e aspirante padre modello di nome Scott Lang (Paul Rudd), non è ben chiaro perché scelga proprio lui, forse perché un po’ si riconosce visti i suoi problemi con la figlia Hope (Evangeline Lilly).

Se il genietto di Wright mescolava le carte utilizzando lo storico Avengers Hank Pym come personaggio secondario, la Marvel, invece, punta ad una storia più convenzionale è già collaudata: Pym è il genio (come Tony Stark) che inventa un casco per comunicare con gli insetti e una tuta per rimpicciolirsi, mentre il giovane Darren Cross (interpretato dalla pelata di Corey Stoll) ricorda parecchio Obadiah Stane, il cattivone del primo “Iron Man” che con la stessa tecnologia vuole fare soldi e guadagnare credibilità. In questo aggiungete che Scott viene scelto per rubare un artefatto non spiegato (che suona tanto di espediente per mandare avanti la storia) e per farlo circa a metà film, incontra un altro suo collega Super Eroe, ovvero Falcon, che tra tutti gli Avengers è quello che costa meno, in termini di attore ed effetti speciali.

"Ehm.... Ciao! Ok è questo il momento in cui facciamo Marvel Team-Up?".
La scena che segue è un drastico cambio di stile registico, si vede che è qualcosa che è stata inserito dopo nella trama, per fare da collante con gli altri Marvel-Film, insomma la classica cosa che Wright NON voleva fare nel suo film. Riesco ad apprezzarla per un'unica ragione: due Super Eroi che si incontrano per la prima volta e si menano, prima di diventare alleati, è la classica cosa che succede SEMPRE nei fumetti, quindi chi sono io per criticarla? Alla fine io sono un coglionazzo che i fumetti non ha mai smesso di leggerli, sarebbe proprio da ipocriti puntare il dito contro questa scena… Anche se la versione cinematografica di Falcon mi sta abbastanza sulle palle, devo ammetterlo.

Il film ha un pauroso calo di ritmo nella parte centrale, tutta dedicata allo spiegone per filo e per segno dei poteri del protagonista (non si mai che qualche spettatore non comprenda… Giammai!!) e ad un intensivo allenamento per imparare a controllarli. Per quanto gli effetti speciali siano davvero ben fatti (si vede il budget non esagerato, ma utilizzato in maniera mirata) la sensazione che ho avuto è che se mai dovessi rivedere il film una seconda volta, questa sarebbe la parte più pallosa, superato l’entusiasmo della scoperta del personaggio, sarebbe una pedante replica.

Ant-Man alle prese con il classico montage in stile Rocky oppure Karate Kid.
Proprio in questa porzione di film, però, “Ant-Man” secondo me cala la maschera e prima di trasformarsi nuovamente in una brutta copia di “Ocean’s Eleven” con personaggi che studiano mappe dei palazzi e ingaggiano hacker ed esperti vari per infiltrarsi, il film ricorda moltissimo le commedie avventurose per famiglie degli Anni ’80, in particolare quelle della Disney.

Se Big Hero 6 era il più Marveliano dei film Disney (infatti utilizzava personaggi Marvel minori) “Ant-Man” è senza ombra di dubbio il più Disneyano dei film della Marvel, si vede nel rapporto padre figlia, nel cane-formica, nel fighissimo Ant-Ony (il classico gioco di parole che mi manda giù di testa…). La cosa curiosa è che quando negli Anni ’80 Stan Lee in persona propose alla New Line di portare Ant-Man al cinema, la casa di produzione rifiutò perché il soggetto era troppo simile ad un film Disney che sarebbe uscito di lì a poco, “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi” (storia vera). Eppure guardando Ant-Man” ho seriamente pensato che da un momento all'altro, sarebbe saltato fuori anche Rick Moranis.

Decolliamo e miniaturizziamo!
A salvare capra, cavoli e formiche ci pensa il finale e il cast del film. Paul Rudd qui viene chiamato a fare qualcosa di diverso rispetto a quello che fa di solito, ma sempre con grande ironia, il che è la stessa cosa che si potrebbe dire del personaggio che interpreta Scott Lang, l’eroe dal cuore d’oro è debitore dello Starlord di Guardiani della galassia, ma in soldoni il suo personaggio funziona molto bene.

Quello su cui avevo più dubbi era Michael Douglas, ma alla fine devo dire che è stata un'ottima scelta, per altro, uno dei pochi casi cinematografici in cui, i trucchi utilizzati per far sembrare più giovane un attore (nelle scene ambientate nel passato) risultano davvero efficaci, Terminator Genisys dovrebbe prendere appunti. Douglas riesce a rubare la scena ogni volta che viene inquadrato e lo fa senza mai tirare un pugno o un calcio, anzi è spesso al limite dell’immobilismo, eppure fa comunque il vuoto, papà Kirk sarebbe orgoglioso.


"Ora scusami Paul, fai un passo indietro che devo mangiarmi questo film".
Evangeline Lilly ha un ruolo piagnoso e non fa la doccia (questa la capiranno solo i fan di Lost… Quei due rimasti), si allontana di poco dall’odiosa Elfa de Lo Hobbit, se non altro non chiede a nessuno di “Toglierle l’amore perché fa troppo male” (Brrrr… Ho ancora i brividi se penso a quella scena). Le chiedono di tirare due calci e qualche pugno con in testa la parrucca di Edna Mode de “Gli Incredibili”, in modo da poter dire di aver creato un'eroina donna forte ed indipendente ed evitare le polemiche di Age of Ultron. Sarà, ma quando si parla di menare le mani, per me ha ragione Jason Statham che era in lizza per il ruolo di Bullseye nella seconda stagione di Daredevil, ma si è praticamente fatto licenziare quando ha dichiarato che gli Stunt che hanno alla Marvel potrebbe farli anche sua nonna, tanto è tutto Green screen.


"Non è che ti è venuta voglia di andare a fare la doccia? No vero?".
Passando da un rasato all’altro, Corey Stoll, non si sa come sia finito a fare il cattivo in un film Marvel, il ragazzo è bravo forte, lo ha dimostrato interpretando Peter Russo in House of Cards e lo conferma ogni settimana in The Strain, qui è quello che va più sopra le righe di tutti, anche perché la sceneggiatura prevede che al suo personaggio, sia un po’ partito il boccino (cit.) per via degli esperimenti con l’armatura del Calabrone (si c’è un Calabrone nel film, no, non dovete portarvi il Raid dietro quando vedrete la pellicola), il risultato è un personaggio che sembra uscito da un cartone animato, non riesco a farne una colpa a Stoll, del resto lo hanno fatto vestire come il Gru di Cattivissimo me e per metà film gli fanno fare esperimenti che sacrificano capre, nemmeno fossero il pasto di un T-Rex, inoltre gli hanno anche fornito una pistola che trasforma la gente in omogeneizzato… Voi al posto suo come avreste recitato?


Corey Stoll mentre si trasforma nel temibile.... Tafano! Ehm no, Bacarozzo! Ah no il Calabrone, ecco si, il Calabrone.
Come detto, il film si riprende nel finale, personalmente ho amato molto la rappresentazione visiva del Microverso, mi ha ricordato il viaggio (allucinante) del protagonista di uno dei miei romanzi preferiti “Tre millimetri al giorno” di Richard Matheson, inoltre, un'altra piccola (Ah-Ah!) riflessione: quasi tutti i Blockbuster puntano ad un finale roboante, dove le città diventano piste da corsa, vengono devastate, o vengono fatte lievitare in aria per chilometri, l’idea di un grande scontro, che si sviluppa tra i binari di un trenino giocattolo o nella cameretta di una bambina è un modo brillante per andare contro tendenza e poi il trenino Thomas gigante sembra quasi un omaggio all’omino dei Marshmallow di Ghostbuster.


Voi volete davvero dirmi che questa genialata è farina del sacco di Peyton Reed?
Il film si conclude con una scena finale e ben due (DUE!) scene post credits, anche se non sono clamorose, non vi rivelerò nulla, però si vede l’affanno con cui la Marvel cerca di ribadire che Ant-Man è parte del suo universo cinematografico ed è già facile intuire che il piccolo vendicatore si occuperà di qualche operazione di spionaggio ed infiltrazione, per dare sempre più spazio ai suoi colleghi di spaccare tutto a colpi di Pugni verdi, frecce, Scudi, Martelli, Raggi Repulsori o… o… O quello che fa la Vedova Nera ecco.


Ecco quali sono i VERI poteri della Vedova Nera.
“Ant-Man” funziona meglio dello sbadiglioso Thor 2, dei tragicomici Hulk, del trashissimo Iron Man 2, dovete solo superare due fastidiose vocine nel cervello: la prima, quella sensazione di stare guardando il pilot di una serie tv molto costosa, che continuerà probabilmente nel prossimo Capitan America (“Civil War”) l’altra... Beh, l’altra è quella che ti ricorda che se questo film l’avesse fatto Edgar Wright, sarebbe stato l’ennesimo gioiello della sua filmografia… Oh beh, non vi preoccupate per le vocine, sono solo le formiche, vi basterà spegnere il casco per non sentirle più e a proposito di vocine, ora esco dal vostro orecchio e la smetto di sussurrarvi strane idee su questo film, mi arrampico sulla vostra spalla destra e sfuggo scivolando lungo l’incavo del braccio, se vi sentite formicolare una mano tranquilli non mordo, ho già mangiato.

12 commenti:

  1. Da estraneo al Marvel Style, tanto cartaceo che filmico, non posso che leggere estasiato la tua analisi, lasciandoti con una citazione di Sheldon "Big Bang Theory" Cooper: 《Nessuno grida "Aiuto Falcon!"》 :-D

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  2. Eheh hai proprio ragione, mi manca quella citazione, sono rimasto indietro con l'ultima stagione di TBBT ;-) Ti ringrazio Cheers!

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    1. BBT e i suoi sponsor DC hanno così trovato un modo carino per sottolineare l'inutilità dell'eroe Falcon, che a quanto ho capito qui fa una marchetta gratuita :-P
      Non sapevo dell'uscita di Jason, comunque con un pallino in fronte non ce lo vedevo proprio.
      Gli schemi Marvel sono uno zinzinello statici: ora che mi ci fai pensare, ogni meet-up che ho incontrato si è svolto come dici, sganassoni poi amici! Da fan del Punisher, l'ho visto fare a botte con chiunque, ma recentemente hanno raggiunto il parossismo. Visto che Deadpool e Hawkeye NON sono nemici, per giustifificare il "vs" di un loro recente scontro... li fanno litigare per due vignette su quattro albi totali! E viene passato come "scontro"!

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    2. TBBT mi ha un pò stufato, un buon episodio a stagione è troppo poco per giustificare qualche riferimento al mondo dei Nerd secondo me. Il Falcon versione cinematografica è un personaggio “tappabuchi” lontano dalla sua controparte cartacea, se riserveranno lo stesso trattamento a Pantera Nera mi gireranno le pelotas vorticosamente :D
      Si Jason era in trattative, dopo la sua affermazione (amplificata da Internet) la Marvel si è sbrigata a negare tutto, anche perché avrei corso il rischio di fare il tifo per il cattivo ;-)
      Ho visto in fumetteria l’albo in questione, l’ho sfogliato, ed è proprio così, dopo la tua ottima recensione sul Zinefilo ho posato il fumetto ;-) Qui davvero Falcon e Ant-man fanno la classica scena da Team-Up Marvel, un po’ di botte per lo spettacolo e poi amiconi. Punisher fino all’arrivo di Ennis ha collaborato con tutti, mi fa sempre senso quando lo mettono in coppia con Spidey, che gli impone i proiettili di gomma, una trovata che fa tenerezza ;-) Cheers!

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    3. Verissimo, BBT ha smesso da molto tempo di essere una buona serie, lo vedo più per inerzia che altro. Po è curioso vedere i luoghi comuni americani sugli scienziati!
      Immagina me tipo nel '90, che leggevo Tex e Dylan Dog, davanti al primo scontro tra il Punisher e Wolverine! Follia pura :-D
      ant-man non l'ho mai letto e non è che ne abbia voglia. .. :-P

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    4. Si potevano chiuderla a metà della terza stagione, dopo aver citato “La cosa” di Carpenter ;-) Ant-man è tornato nelle edicole ora, con un nuovo numero 1, bei dialoghi, ma è il personaggio fotocopia di questo film, dimostrazione che i cine-comics stanno facendo più male che bene al fumetto, che ancora oggi, ha la sindrome del pene piccolo rispetto al cinema purtroppo ;-) Cheers!

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  3. Niente: gnaaaaaaaaafò. Essarà il RicMoranismo insito, sarà il supererore scusagno figlio di epoche desuete, sarà Evangelin Lily...Ma gnaaaffò..

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    1. Evangeline che non fa la doccia, perde tutte le sue maggiori qualità, si ostinano a farla recitare ;-) In generale ti comprendo, molti si stanno stufando dei Marvel-Movies, per questo ci voleva Edgard Wright, poteva essere il titolo sovversivo che cambiava le regole, invece è solo un filmettino in scia a Disney…. Cheers!

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    2. Notizia di oggi: lal Marvel ha perso il controllo crerativo della divisione cinema, diventando DISvel a tutti gli effetti...

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    3. Ho sentito come una perturbazione nella Forza, come se milioni di voci gridassero terrorizzate e a un tratto si fossero zittite...

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  4. Si sente l'assenza di Wright. Tutto sommato l'ho trovato godibile. Nulla di particolare, ma mette hype per il prossimo "Civil War".

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    1. Bisogna cercare di non pensare ad Edgard anche se é dura. Civil war dovrá durare tipi sei ore per tutti i personaggi che dovrá mostrare ;-) Cheers!

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