venerdì 28 agosto 2015

We Are Still Here (2015): Sangue, sangue a strafottere!


Non li capisco i fantasmi, cioè i Vampiri li capisco, anche gli Zombie e i Lupi Mannari, uccidono per rispondere ad un istinto, i fantasmi invece? Di solito vogliono vendicarsi di qualcosa, ma sono sempre abbastanza “puliti” nei loro ammazzamenti, sono più tipi da spaventone loro, ecco… Fino ad ora.

Restando in tema di morti e resurrezioni, ogni tanto qualcuno dà per morto l’Horror, ma a mio avviso, almeno in campo indipendente il genere è vivo e lotta con noi ed in giro è tutto un gran fantasmare, bisogna ringraziare Ti West che con un titolo rischioso (molto rischioso), ma a mio avviso fighissimo come “The House of the Devil” ha ridato slancio ad un tipo di orrore lasciatemi l’espressione brutta, d’atmosfera, non credo sia un caso se i fantasmi abbiano iniziato a infestare case anche negli Horror più commerciali come quello di James Wan o quelli prodotti dalla Blumhouse. Ti West nelle sue interviste tende all’Hipsterismo fastidioso, ma bisogna riconoscere il valore del suo lavoro, suo e di Larry Fessenden ovviamente, lo ammetto, tutta questa lunga premessa serviva solo per parlare del mio amico Larry.


Quel mattacchione di Larry, alla fine lui è sempre nella zona delle operazioni...
Fessenden, come già detto, è sempre a pochi gradi di separazione da tutti gli Horror indipendenti fighi che avete visto, ha fatto da padrino a Ti West per tutti i suoi film, tranne l’ultimo “The Sacrament” (che a me personalmente ha fatto schifo) ed ora supervisiona l’esordio registico di Ted Geoghegan, infatti in “We are still here” Crazy Larry si limita a recitare, per altro molto bene, perché tra i suoi molteplici talenti Larry ha anche la recitazione, lo abbiamo visto in un episodio di The Strain (1x05) in “Stake Land”, ma anche in “Al di là della vita” di Scorsese e “Cabin Fear 2”, giuro che questi due appena riesco me li vado a rivedere. Ed ora, agevoliamo alle creaturine della notte alla lettura la trama del film…

Paul Sacchetti e sua moglie Anne (la mitica Barbara Crampton libera delle soap, bentornata!) sono marito e moglie che hanno da poco perso il figlio per colpa di un incidente stradale. Si trasferiscono in una casa di campagna del New England per cambiare aria e cercare di superare il lutto, ma il fumo nello scantinato (occhiolino, occhiolino) e alcuni strani avvenimenti, fanno intuire ad Anne che forse lo spirito del figlio è ancora insieme a loro. I primi invitati nella nuova casa sono una coppia di amici in fissa con lo spiritismo e la ganja, che capiscono subito che qualcosa di maligno si aggira nello stabile, confermando i racconti dei vicini bacchettoni, pronti a ricordare i drammatici eventi avvenuti anni prima in quella stessa cosa. Ora, facile intuire che i capelli sparati e il muso da Bulldog di Larry sono perfetti per portare in scena l’amico fattone, l’altra ospite, invece, ci ho messo un po’ a riconoscerla (gli anni passano per tutti), ma ho fatto un salto sulla poltrona quando ho riconosciuto… Lisa Marie.


Bentornata Barbara, fa piacere rivederti da queste parti...
Per chi non lo sapesse, Lisa Marie è stata la prima musa di Tim Burton, quando i due si sono lasciati, Burton ha smesso di essere un regista (se escludiamo “Big Fish”), sarà un caso? Non lo so, ma in “Ed Wood” la signora ha prestato il suo vitino da vespa alla mitica Vampira, in “Mars Attack!” sculettava idrocefalica tra i corridoi della Casa Bianca e in Sleepy Hollow era talmente ipnotica che non recitava nemmeno, volteggiava (letteralmente). Ora mandare a segno il one-two punch Fessenden/Marie nei panni della coppia Hippy, è un'altra medaglia da appuntare al petto di questo film.


"Non mi avevi detto che stavi insieme a Tim Burton...".
Dalla trama avrete intuito che non c’è chissà quale originalità di fondo, abbiamo molti elementi classici gestiti piuttosto bene, dal lutto alla nuova (vecchia) casa, al paesino di provincia bigotto in cui tutti gli abitanti guardano storti i nuovi arrivati (la scena del pub sembra la versione seria dell’arrivo alla taverna “the slaughtered lamb” di “Un lupo mannaro americano a Londra”), ovviamente non mancano anche i medium e la seduta spiritica, in compenso aggiungo che “We are still here” è anche un film molto citazionista.
Ora voi direte: "Poco originale e citazionista, perché diamine dovremmo vederlo perdere tempo a vederlo?". Perché l’esordiente Ted Geoghegan riesce a rendere omaggio ad un Maestro come Lucio Fulci citandolo apertamente, in maniera non fastidiosa, ma soprattutto perché “We are still here” cambia tipologia di film senza nemmeno fartene rendere conto, piano piano Geoghegan inclina il pavimento sotto i piedi degli spettatori, è un film che era partito come ennesima Ghost Story d’atmosfera con (se va bene) qualche spaventello, diventa un massacrone gore grondante sangue, sangueee, sangueeeeeeeeeee!! Eh scusate, mi sono fatto prendere…


In omaggio la ganzissima copertina alternativa del film.
La scena del caldaista, la pallina che rimbalza sui gradini del seminterrato, si inizia come Ghost Story e attraverso omaggi palesi a “Quella villa accanto al cimitero” di Lucio Fulci (ma non solo quello, buona caccia!) il film cambia passo e devo sottolineare che queste citazioni sono fatte con così tanto cuore, da non risultare mai appiccicate alla storia, messe nel mucchio da un regista che vuole sgomitare il pubblico come a dirgli visto? Visto? Sono uno di voi, vi ho pure citato Fulci.

Il cambio di tono del film è ottenuto anche da una scena che sembra un omaggio ad un altro classico (L’Esorcista) ed anche qui, quante scene di possessione abbiamo visto al cinema? Troppe per non annoiarsi. Bene, qui ne vedrete una fatta come si deve, non voglio rivelarvi altro per non rovinarvi la sorpresa, ma un attore del cast vince il premio “Miglior Capra di Drag me to Hell” per la migliore scena di possessione dai tempi del film di Raimi.

Negli ultimi venti minuti, poi, Ted Geoghegan ha ormai apparecchiato la tavola per un finale sorprendentemente sanguinoso per un normale film di fantasmi, il male risvegliato chiede il suo tributo di sangue e la casa si tinge di rosso, tra gole tagliate, teste che esplodono, corpi che vengono letteralmente risucchiati dalla casa e restituiti in tanti comodi pezzi, in un bagno di sangue che si consuma veloce e brutale. Olè!


Faccio brutto, con un po' di trucco e delle lenti a contatto.
Il tutto con effetti speciali artigianali vecchia maniera e pochi interventi in post produzione, le creature hanno un look minimale, ma efficacissimo (traduzione: fanno brutto con davvero poco) ed è impossibile non farsi tirare dentro da questo fiume in piena (di sangue). Incredibile che nel giro di veramente pochi minuti (il film dura un’ora e 25 pulita) si passi da vedere i protagonisti che sorseggiano Whiskey “BJ” (con divertente etichetta specchiata) a cercare di non farsi spappolare, ammazzare e massacrare.

“We Are Still Here” non è il capolavoro che cambierà per sempre la storia del cinema Horror, ma sinceramente mi ha divertito un sacco, è un film che cambia di ritmo e di passo alla grande, senza inventare nulla intrattiene, ti tiene incollato allo schermo e riesce ad essere genuinamente citazionista, senza risultare irritante. Larry supervisiona un altro ottimo film (Grazie Larry) sapete che vi dico? Avercene di film come questo, avercene a dozzine.

14 commenti:

  1. Lo cercai mesi fa senza costrutto.
    Ma nella landa italica arriverà?

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    1. Non ne ho idea, sono giunto alla conclusione che se un horror è bello in questo strambo Paese a forma di scarpa non viene distribuito, Babadook è stato un mezzo miracolo ;-) Cheers!

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  2. Faccio brutto, segno tutto! :-D Grazie per le perle che mi consigli ;-)

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    1. Figurati segna tutto e grazie a te ;-) Cheers!

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  3. Risposte
    1. Quella è una validissima alternativa ;-) Cheers!

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    2. OT: ma Emule esiste ancora???????

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    3. Non sottovalutare il prezioso contributo degli animali da lavoro ;-) Cheers!

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  4. Mi avevi convinta già con il titolo, sinceramente.
    Segno all'istante e con la precedenza.
    Baccio (era un po' che non lo tiravo fuori, su). :-)

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    1. Pensa che ho scelto il titolo di getto, poi ho pensato di cambiarlo, e alla fine mi sono detto… Ma no, va bene questo, rende l’idea ;-) Fammi sapere come lo hai trovato e soprattutto… Baccio! Mi impegnerò a farne il saluto ufficiale della Bara ;-) Cheers/Baccio!

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  5. Non amo gli horror, ma a questo una possibilità ce la darei volentieri

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    1. So che non ami il genere, però questo non è niente male anche per chi di solito non guarda i film dell'orrore, non dura molto ed è efficace ;-) Cheers!

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  6. Sono venuta a leggere anche la tua rece dopo averlo letto oggi da Ford,se me lo consigliate tutti e due,poco da fare:si guarda!!!

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    1. Ti ringrazio ;-) Fammi sapere come lo avete trovato ;-) Cheers!

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