giovedì 27 agosto 2015

Sharknado 3 - Oh Hell no! (2015): l'Asylum colpisce ancora...


Il mondo si divide in due: chi ama l’Asylum con tutti i suoi difetti e chi la schifa. Nel mezzo esiste un abisso di cose da dire, ma iniziamo con la parte facile: è uscito il terzo capitolo di “Sharknado”… Buon Natale a tutti!

Sì, perché “Sharknado” ormai è come il pranzo di Natale, un rito, un mondo che non puoi perdere, esattamente come il pranzo con i parenti è caratterizzato dai suoi momenti trash (lo Zio ubriaco o la Zia che ti dice “Ma quanto sei cresciuto!” anche se ormai hai 30 anni), arrivi alla fine pensando, basta questo è l’ultimo, però poi se ti lasci prendere a suo modo è divertente e una cosa è sicura: finisci con la panza piena e il primo bottone dei pantaloni slacciato. “Sharknado” è questo: un'abbuffata, magari non di cibo da ristorante cinque stelle, quello no, è più come ammazzarsi di Junk Food, non è salutare sì, ma vuoi mettere la soddisfazione?

“Sharknado” è il film che ha sdoganato l’Asylum e SyFy, generando un “Tweetnado” (se l’Asylum sfornerà mai un film con questo titolo, avrò la certezza che mi leggono, ciao ragazzi!), un vero e proprio massacro di ASHTAAAAAAAG! e di commenti, lasciatemi dire a cazzo di squalo, del tipo: “Il più brutto film del mondo”, o almeno, la colonna di destra di un sito di sinistra come Repubblica ha immediatamente riportato così (ai giornalisti che scrivono gli articoli navigando in rete io lancerei addosso svariati squali).
Per la media dei prodotti Asylum, “Sharknado” (il primo) sembra un film d’autore e chi i B-movie (o Z-Movie) li conosce davvero, non può non vedere la differenza di qualità in un film erroneamente etichettato dal grande pubblico. A proposito di Z-Movie, vi consiglio di fare un salto a trovare il Zinefilo dove il mitico Lucius vi darà tutti gli squali e bestie per i vostri denti (o i loro).


Il trio anti-Sharknado: siamo nelle mani di Steve di “Beverly Hills 90210” e di Malcolm.
Faccio subito una premessa: a me “Sharknado 3 - Oh Hell no” è piaciuto, con tutti i distinguo del caso che proverò ad elencare tra un po’, ma personalmente l’ho trovato più divertente e fuori di testa del secondo capitolo (che era solo una parata di facce note e quasi ex famosi), non si avvicina al primo capitolo, che a confronto del casino generale di “Oh Hell no” sembra un capolavoro di Ermetismo, ma se capite come prenderlo, diventa come il pranzo di Natale di cui sopra…

Non sono uno che crede ciecamente nella valutazione dei film e a mio avviso “Sharknado” è invalutabile, dal punto di vista della caciara e del divertimento è un 8 pieno, sulla base della qualità oggettiva siamo prossimi al 2 (ad essere buoni), l’Asylum e “Sharknado” in particolare si sono emancipati dalla classica valutazione dei critici, ormai mi sembra inutile dire che è un brutto film… Asylum, un tornado ripieno di squali, lo Steve di “Beverly Hills 90210” come protagonista, è brutto, BRUTTO, B-R-U-T-T-O se vi aspettate qualcosa di diverso non state tanto bene.


Mr. Bruce goes to Washington
Ormai la saga di “Sharknado” per i vip (o presunti tali) è l’equivalente di comparire in un episodio dei “Simpson”, vuol dire che sei qualcuno, non è una pellicola che va valutata come tale, è un fenomeno mediatico e i ragazzi della Asylum lo hanno capito alla perfezione, in proporzione sono molto più bravi loro a vendere questi Squali che qualunque Major a vendere i loro film, finché il pubblico continuerà a dare attenzione a questa saga, avremo nuovi capitoli, è come un video di gattini su Youtube, meglio non chiedersi perché piace tanto e diventa virale, succede e basta. La messa in onda di questo terzo capitolo ha generato un “Tweetnado” di 2 miliardi di cinguettì in rete, quindi fino a prova contraria, hanno ragione quelli della Asylum.

Tweet ottenuti buttando nella mischia il maggior numero di VIP, come una specie di “Dov’è Wally” interattivo, dove il pubblico comodamente a casa, digita il nome del suo idolo del cuore, magari scomparso da anni come Frankie Muniz, giusto per fare un nome. Ormai siamo al film interattivo, quello che viene proiettato nei parchi di divertimento, in cui tu spettatore, scegli il destino dei personaggi ed è proprio quello che succede nel film, per stessa ammissione della Asylum, il quarto capitolo è ancora da girare, quindi perché non far scegliere al pubblico?


Indovinate un pò chi è tornata?
Malgrado la messa in scena raffazzonata e la CG come al solito pessima, la storia non si pone nessun limite, ormai si lavora per accumulazione, più VIP, più squali e trovate sempre più esagerate, il film ha un ritmo indiavolato, interrotto solo dai (brutti e forzati) tagli di montaggio che servono ad inserire l’ennesima faccia nota, letteralmente i protagonisti corrono per salvarsi la vita (e il pianeta), ogni due minuti, il famoso di turno si intromette per ritagliarsi il suo mezzo minuto di gloria. Gli spettatori a casa, intanto, a colpi di Tweet fanno in rete l’equivalente di quello che fai quando guardi un film scemo con gli amici, punti il dito quando riconosci una faccia nota, sottolinei quanto siano scemi dialoghi e trovate, in generale fai casino e ti diverti. Come la valuti una cosa così quando ti ostini a volergli dare un voto? Anche perché se il pubblico è impegnato a divertirsi e commentare, si distrae, non nota gli (evidenti) difetti e a fine visione è soddisfatto e con la panza piena… Nel reparto marketing della Asylum ci sono dei vari talenti, vedere per credere.

In questo senso “Sharknado 3 - Oh Hell no” non è considerabile un film, ma uno spettacolo semi-interattivo che si guarda commentando ogni passaggio, Ian Ziering ci crede tantissimo, ogni volta che afferra la motosega, lo fa come se il suo Fin, fosse l’Ash di “Evil Dead” (con gli enormi distinguo del caso) l’ex ricciolone dell’odioso telefilm degli anni ’90 è consapevole di stare interpretando il personaggio della vita e si vede. A proposito di motoseghe, qui hanno davvero esagerato, si passa da quella d’oro che sembra uscita da Goldfinger (infatti i titoli di testa omaggiano 007), ad una a doppia lama (!) e quando la storia entra in fase spaziale, perché negarsi una motosega con lama laser (!!) in puro stile Star Wars?


Spogliarello bipartisan e Motosega a due lame.... Serve altro?
“Sharknado 3” condensa quattro film in 85 minuti scarsi, se siete entrati nell’ottica del film, è impossibile non notare gli effettivi meriti, gli unici momenti di stanca sono legati agli infiniti (ed inutili) dialoghi tra April, il personaggio interpretato da Tara Reid (resa più inespressiva del solito dal botox) e sua madre, una sprecatissima Bo Derek, hai la Signora Bo nel film è la usi così male? Davvero l’unica pecca di questo capitolo.

La voglia di esagerare è totale, Fin ormai è un esperto di “Sharknado” che arriva alla Casa Bianca per ricevere un premio e come la “Signora in Giallo” dove va lui, arrivano gli Squali assassini, ormai Fin è talmente esperto, che letteralmente li fiuta semplicemente annusando l’aria (Storia Vera). Da qui in poi è una corsa senza fine, Ian Ziering non si ferma un minuto nemmeno fosse un centometrista e la volontà di esagerare è palese, viene snocciolata una strampalata spiegazione per cui gli Squali, riescono a sopravvivere respirando attraverso le nuvole (non ci provo nemmeno a commentarla, prendetela così com’è con fiocco e scatola), vengono giustificati tutti gli attacchi, anche quelli lontani dall’oceano (o nello spazio profondo…), motivando così infiniti sequel (“Sharknado Kills again…. In the Space!”).


Asylum batte Alfonso Cuarón uno a zero.
In questo capitolo lo “Shaknadoverse” si espande, assistiamo al ritorno di Cassie Scerbo, in versione super guerriera con tanto di background alle spalle, quasi quasi sembra un personaggio uscito da un vero film, il suo “spogliarello” (in combo con quello di Ian Ziering, così con un'inquadratura sola si può accontentare tutti i gusti) è talmente scemo da scatenare l’applauso, ma il delirio vero arriva quando si scopre che il padre di Fin lavora alla Nasa ed è interpretato da David Hasselhoff, ormai campione del mondo di tutto quello che fa Trash al cinema (e non solo), per ulteriori conferme vi consiglio il suo cameo in Stretch.


"Kitt vieni a prendermi, riportami da Pamela Anderson..."
Se poi siete fan de “Le cronache del ghiaccio e del fuoco” o di “Giocotrono” allora potrete togliervi lo sfizio di vedere Ciccio George Martin, ucciso malamente da uno squalo, per una volta a morire male è lui e non uno dei suoi personaggi…


Questo è per aver fatto fuori il Mastino maledetto panzone!
Ribadisco, non ci provo nemmeno ad elencarvi tutti i volti noti che si vedono nel film, ma da appassionato di Basket uno ve lo devo proprio segnalare: Mark Cuban.

Ex insegnante di ballo che ha fatto i soldi (tanti, tantissimi) con la Radio su Internet, ha fatto quello che farei io se mi trovassi con gazzilioni di ex presidenti defunti stampati su carta verde da buttare via: si è comprato una squadra NBA (i Dallas Mavericks) e ha iniziato a produrre film. Nel 2009 ha dichiarato “L’anno prossimo i Mavs vinceranno il titolo NBA”, ovviamente non è andata così, ma hanno vinto battendo i favoriti nel 2011, quindi alla fine ha avuto ragione lui. Cuban è un tantino espansivo, alla partite della sua squadra è quello che fa più casino tra tutti i fans ed è anche quello vestito peggio. Qui interpreta solo il Presidente degli Stati Uniti d’America (sempre meglio lui che Kevin James in Pixels se volete sapere la mia) e, a mio avviso, ha già una carriera da caratterista pronta in tutti gli Action DTV… Se non fosse che è già miliardario. Ma la vera notizia è che per fargli indossare giacca, camicia e cravatta, ci sono voluti i ragazzi della Asylum!


Ora voglio Mark Cuban in tutti i film Action.
Menzione speciale ai Quint, già autori di “(The Ballad of) Sharknado” che in questo capitolo si superano, il momento in cui Fin fa il verso ad “Armageddon” è sottolineato da un pezzo intitolato “Bad Ass” per quanto mi riguarda, è già un culto assoluto!


Malgrado il fatto che sia più uno spettacolo da Drive-In applicato all’anno di grazia 2015, “Sharknado 3” non perde la sua grezza autenticità nemmeno ora che è stato sdoganato presso il grande pubblico, anzi Anthony C. Ferrante ha scritto i personaggi e diretto il tutto, con le intenzioni (bellicose) di chi punta a fare Cinema vero. Sapete che vi dico? Trovo più genuina l’orgogliosa e divertita spazzatura di “Sharknado 3 - Oh Hell no”, piuttosto che la spazzatura costosa e pensata a tavolino per fare soldi che arriva in sala, se avete il palato buono, sono sicuro che siete in grado di distinguere tra il Junk Food godereccio e quello precotto e stoppaccioso, come direbbero gli squali di questo film…. GNAM!

16 commenti:

  1. sono rimasta indietro, devo ancora recuperare il secondo... :)

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    1. Il secondo è quello che mi è piaciuto di meno, troppi VIP infilati a forza. Questo anche ha tante (troppe) facce note, ma funziona molto meglio come film, è il più esagerato della saga ma mi ha divertito quasi quanto il primo ;-) Grazie per il commento… Cheers!

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  2. N'à merda...(scusa il francesismo, ma questa volta non ho resistito)...in confronto a questo il primo è cinema d'essai...presto anche dalle mie parti...

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    1. Mai Francesismo fu più indicato ;-) Vero, è il capitolo che esagera di più, mi sono sforzato di far capire che per questo film, non si può tanto applicare il normale metro di giudizio, a mio avviso è la versione mediatica di andare al Drive-In a tirare i pop corn, aspetto il tuo commento ;-) Cheers!

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  3. Mah, ormai purtroppo a me non diverte neppure più, lo guardo giusto per curiosità. David Hasselhoff e il suo infinito potenziale trash poi sono stati sprecati davvero malamente! L'unica cosa che mi ha uccisa dalle risate è stato lo sfigatissimo destino di Munitz XD

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    1. Penso che quella scena sia stata inserita solo per quello che odiavano “Malcolm” ;-) Ormai è una tradizione, finchè avranno pubblico avremo nuovi Sharknado, anche se dopo questo, fare qualcosa di ancora più esagerato sarà veramente difficile ;-) Cheers!

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  4. Titanico come sempre, e grazie per la citazione ;-)
    Sharknado 1 è stato il motivo per cui ho aperto il blog zinefilo e ancora non l'ho recensito! Comunque lo squalo nello spazio è un capolavoro assoluto: voglio fare un quadro con tutti i posti in cui la Asylum ha infilato i suoi squali :-D

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    1. Doverosa citazione, l’Asylum ha fatto tanto parlare di se, spesso anche a caso da chi non conosceva i suoi film prima di “Sharknado” mi sembrava doveroso dare l’indirizzo di casa di uno che invece l’argomento lo conosce bene ;-) Mi prenoto per una copia del quadro, anche in formato tascabile va bene ;-) Cheers!

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  5. Credo di aver compreso appieno lo spirito di Sharknado solo quando hai nominato David Hasselhoff. :D
    Comunque lo guarderei solo per vedere ciccio Martin fare la giusta fine che si merita. Anche a me la cosa del Mastino m'è rimasta sul gozzo!

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    1. The Hoff è la boa umana che ti ricorda che da qui in poi, puoi smetterla di prendere le cose sul serio ;-)
      Tra tutti quelli che ha lasciato per terra, il Mastino è quello che mi manca di più, ma gli Squali hanno fatto giustizia ;-) Cheers!

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    2. Voglio la recensione di Malaspina dell'intera trilogia :-P

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    3. Mi associo alla richiesta! ;-)

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  6. Di sharknado adoravo guardare le recensioni di Yotobi su youtube, sinceramente non ne ho mai visto uno, ma da amante del trash potrei prendere in seria considerazione l'idea di guardarmeli tutti e tre! XD

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    1. Secondo me ti divertiresti un casino, basta entrare nello spirito giusto.... E avere una motosega a portata di mano ;-) Cheers!

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  7. Ormai anche Sharknado è cultura pop. E' bello vedere come gente Frankie Muniz o George R. R. Martin ci facciano una capatina senza problemi...

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    1. Hai detto bene, tutti ne parlano, e quasi nessun altra casa di produzione è riuscita a fare lo stesso ;-) Cheers!

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