venerdì 28 agosto 2015

RIP Darryl Dawkins: Non è morto, è tornato sul suo pianeta…


I soprannomi uno se li guadagna sul campo e se lì tiene tutta la vita, Darryl Dawkins ne aveva una collezione, Master of Disaster o Baby Gorilla, per via delle dimensioni, ma il più bello lo ha inventato Stevie Wonder, che lo ha ribattezzato Chocolate Thunder.

Primo giocatore della storia a passare direttamente dal liceo alla NBA nella quale esordì a 18 anni nel 1975. 2.09 metri di altezza per 135 kg, dei piedi da ballerino e delle Mercedes nelle braccia, con quel corpicino e le schiacciate tonanti, ogni tanto mandava in pezzi qualche tabellone, per lui la NBA fu costretta a cambiare i canestri per sostituirli con una versione rafforzata.

Due finali NBA disputate con i Philadelphia 76ers di Doctor J, nel 1977, perdendo contro i Portland Trail Blazers,  e nel 1980, un'altra sconfitta contro i Los Angeles Lakers, finale appena appena storica, con Kareem Abdul-Jabbar infortunato, e un rookie a sostituirlo, un ragazzino esordiente di nome Magic Johnson, che segno solo 42 punti quella sera.

Lo vedete quel canestro lì dietro? Ecco, vogliamo ricordarlo così, ancora integro...
A 32 anni il suo esordio nel campionato Italiano di basket di Serie A, nell'allora Ipifim qui a Torino, e vi assicuro che il Pala Ruffini ancora si ricorda delle sue schiacciate, dove era abitudine interrompere le partite per sostituire il tabellone, e dal campo tirava un irreale 80%.

Ci ha lasciato oggi a 58 anni, ufficialmente per un attacco cardiaco, ma non ci credo, secondo me è tornato su Lovetron, il pianeta da cui dichiarava di essere arrivato. Spero che su Lovetron si siano organizzati per rafforzare la struttura dei canesti…

Extra terreste, portami via...

Ciao Darryl, se stasera sentirò rumore di vetri infranti saprò che sei tornato a casa.

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