domenica 30 agosto 2015

Pretty Deadly: Spaghetti Manga magari no, ma è pur sempre un Western...


Ogni tanto trascino la mia sporca carogna in giro per la fumetteria alla ricerca di qualcosa di gustoso in cui affondare i denti (suona tanto Zombie così, ma tant’è), appena ho visto questo fumetto, ho deciso che io da un Western, mi faccio sempre fregare…

Quello che mi ha fatto tentennare un attimo è stato il nome dell’autrice, Kelly Sue DeConnick. Ho letto alcuni dei fumetti della rossa moglie di Matt Fraction, vi dirò, quasi nessuno mi è piaciuto davvero, ma i disegni di Emma Ríos, mi sembravano davvero fighi e poi gente… Un Western!

Ecco, siccome vivo nel mio mondo immaginario, non sapevo NULLA della mille mila polemiche sollevate da questo fumetto in patria. Pare che sia stato al centro di una corsa disperata a chi ne parlava meglio o peggio, perché se frequentate i siti che parlano di fumetti, avrete sicuramente notato che la cosa più “In” del mondo è il target femminile.


Il dettaglio sugli occhi, che fa subito Western...
Ora che i fumetti spopolano anche al cinema, la moda del momento è aprire le porte di un mondo storicamente maschile (ma perché!?) all’altra metà del cielo, quindi ogni minima cosa che può urtare l’acutissima sensibilità femminile (sembra “Cara Ti Amo” degli Elii…) è mal vista… Ogni riferimento a cose, persone, Milo Manara e il culo della Donna Ragno è puramente voluto…

Risultato che se parli male di un fumetto scritto da due donne, sei un bastardo maschilista, in questo clima rilassato (citofonare Cho, Frank e Whedon, Joss, per conferma) esce “Pretty Deadly” scritto da due donne e di genere Western, questo spiega tutto il gran parlare, spesso a vanvera….


Emma Rios e la sua idea di storytelling.
La prima sensazione è stata quella giusta, il primo volume di “Pretty Deadly” è una origin-Story che ci racconta come sia nata la bella e letale, Deathface Ginny, la figlia della morte con il teschio sul volto, a metà tra mito e Horror, Folklore e leggenda.

Il fatto che quasi tutti i personaggi (positivi e negativi) della storia siano donne, non fa di “Pretty Deadly” un Western femminista, anzi, sono chiari le sue radici che affondano i piedi nel mondo dei super eroi e dei Manga. Kelly Sue DeConnick è alla costante ricerca di dialoghi epici, ma spesso spara solamente in cielo cercando di colpire qualcosa e la storia risulta troppo verbosa, mentre il ritmo, già non proprio brioso di suo, viene pesantemente sforzato da un capitolo centrale che avrebbe potuto intitolarsi “SPIEGONE”…


Esteticamente fighissimo... Peccato sia verboso da morire.
Alla fine a tenere banco sono i disegni di Emma Rios, a metà tra tratto Europeo (specialmente per l’utilizzo delle chine) e Manga, avrei voluto inneggiare allo “Spaghetti Manga” visto l’assist del genere Western, ma non è tutto pesche e crema…

Emma Rios è B-R-A-V-I-S-S-I-M-A a costruire una pagina d'impatto, trovando sempre il modo più spettacolare di incastrare le vignette, il risultato sono alcune belle splash page, o alcune soluzioni visive davvero belle, ad esempio il corvo appollaiato che, ad una prima occhiata, sembra i lunghi capelli neri della ragazza…


Deathface Ginny entra in azione!
Il problema sono le scene d’azione, che risultano troppo statiche ed è difficile capire il susseguirsi dei movimenti,  sembra il classico problema con cui si scontrano i disegnatori che arrivano dalle illustrazioni (tipo i copertinisti) quando devono disegnare un'intera storia, la ragazza dovrebbe lavorare un po’ sul suo storytelling, ma sono sicuro che si farà, le basi sono ottime.

Insomma, “Pretty Deadly” ha generato un vespaio superiore al necessario, il fumetto potrebbe piacere molto a chi di solito legge Manga, anche se lo sfondo Western passa troppo spesso in secondo piano, a mio avviso, liberando la testa da tutti i discorsi “Femministi” (in questo caso le virgolette sono davvero necessarie), forse sarebbe stato meglio giudicare il fumetto per il suo effettivo valore…

12 commenti:

  1. Questo mi ispira! *___*
    Leggo parecchi manga, pur non essendo una fan del fumetto americano su supereroi et similia, e ho come l'impressione che questo potrebbe piacermi, nonostante i suoi difetti. Curiosissima di ammirare soprattutto i disegni dell'illustratrice! ;)

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    1. Infatti è molto più vicino ai manga (anche nella trama) che ai fumetti Americani, i disegni in ogni caso sono molto buoni, la costruzione della pagina di Emma Rios è ottima e regala soluzioni spettacolari ;-) Grazie per il commento, Cheers!

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  2. Mmmmm che chiccona che hai trovato! Splendida contaminazione, da tener d'occhio ;-)

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    1. Questo è quello che succede quando mi sguinzagliano libero in una fumetteria ;-) La lettura ha confermato i miei dubbi, ma anche i pro di questo fumetto ;-) Cheers!

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  3. Ma davvero siete contenti di un fumetto con contaminazioni manga?

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    1. Si se comunque non perde la sua identità, ad esempio senza le contaminazioni non avremmo mai avuto cose come "Scott Pilgrim", se poi le contaminazioni sono puramente estetiche (sto pensando alla nuova serie regolare dedicata a Ghost Rider) alla un pò mi annoia, ma in generale non le vedo come una cosa negativa ;-) Cheers!

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    1. Quello merita, poi ci sarebbero tanti altri esempi validi ;-) Cheers

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  5. Sembra un misto tra "Sukiyaki Western Django" e "Kill Bill" (in versione fumettistica XD)

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    1. In effetti ha un po' del Western di Miike, una vendicatrice tipo Lady Sbowblood per restare in tema Kill Bill ;-) Cheers!

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  6. Non ne sapevo nulla e, sinceramente, a me non ispira proprio questo granché. Sarà per quei particolari che vogliono fare tanto western come quello degli occhi che evidenzi o proprio per la polemica che ne è nata che, se anche c'entra poco col fumetto, mi da fastidio a prescindere.

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    1. La polemica è stata ridicola è gonfiata dal Web, ne sono venuto a conoscenza dopo aver comprato e letto il fumetto… Tanto rumore per nulla, nel fumetto USA ora bisogna tutelare i lettori donna, solo che lo fanno in un modo esagerato, come se non si sapesse che le donne sono di molto più sveglie di noi maschietti ;-) Cheers!

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