sabato 1 agosto 2015

Miracleman - Libro Terzo - Olimpo: il superuomo spiegato da Alan Moore


“Ecco io vi insegno il Superuomo: egli è questo fulmine, egli è questa follia"
Friedrich Nietzsche, Così Parlò Zarathustra.

Quel bastardo di Johnny Bates mi ha guardato, dalla copertina del numero 15, un mese intero, il tempo che ho dovuto attendere per mettere le mani sull’ultimo numero di “Miracleman”, il sedicesimo, quello che conclude il terzo libro “Olimpo”, ma anche la run di Alan “Scrittore originale” Moore su questo personaggio.

Moore anticipò i tempi, nei fumetti moderni è normale suddividere le storia in story-arc più brevi da raccogliere in volume, il mago di Northampton aveva già pensato a questa storia in tre libri. Tre volumi che trasformano per sempre il protagonista delle strisce (molto naif) creato da Mick Anglo negli anni ’50, nel super eroe revisionista degli anni ’80.

Immaginate di avere questo bastardo, che vi guarda in questo modo dal comodino per un mese di fila...
Il libro primo, Il Sogno di un Volo, parla della riscoperta del potere, sia per Mike Moran che per il suo nemico, Johnny Bates ovvero Kid Miracleman. In questo volume troviamo il loro scontro ma anche il primo “credente” della Neo-Divinità nota come Miracleman, ovvero Evelyn Cream, primo grande alleato del personaggio.

Il secondo libro, La Sindrome del Re Rosso, è basato sul rapporto padre-figlio tra Miracleman e il dottor Gargunza, il titolo che cita ad Attraverso Lo Specchio di Lewis Carroll (sequel di Alice nel Paese delle Meraviglie) omaggia il dormiente Re Rosso che sogna la realtà stessa e, svegliandosi, potrebbe mettere fine al mondo come lo conosciamo.

Il primo libro presenta il Dio, nel secondo, gli fa fare i conti con le sue origini e la sua umanità, ma è il terzo libro quello che cambia per sempre il personaggio e la storia.

L’Olimpo del titolo è composto da Divinità che hanno le sembianze dei super esseri che popolano la Terra, Miracleman è ovviamente lo Zeus della situazione, Miraclewoman copre il ruolo di Afrodite e il Warpsmith incarna Mercurio. Ma su tutto resta la meditazione di Moore sul concetto di Oltreuomo. Il distacco tra Mike Moran e Miracleman è totale e viene rappresentato da un simbolico funerale per la controparte umana del protagonista.

L'Olimpo supereroico di doppia M.
Moran scompare e Miracleman si dedica a fare il Dio a tempo pieno, Moore utilizza una scrittura più lirica, sfruttando moltissimo le didascalie più che i dialoghi, le vette di questo tipo di narrazione si raggiungono nel capitolo IV, dove la danza del protagonista incarna la filosofia di Nietzsche espressa in “Così parlò Zarathustra” ovvero: "Io crederei solo ad un dio che sapesse danzare".

Ma l’ascesa di Miracleman coincide con il momento più basso della vita del giovane Johnny Bates, che sopporta ogni genere di soprusi, nel tentativo di contenere il male (Kid Miracleman) al suo interno, se la “morte” di Mike Moran è consenziente, il ritorno di Kid Miracleman è drammatico ed è Londra a farne le spese, nel capitolo più drammatico e violento di tutta la serie. “Nemesi” anticipa di 30 anni i fumetti violenti moderni, John Totleben riempie le tavole di violenza che risulta disturbante ancora oggi.

In un finale che è stato (malamente) rubacchiato da Zack Snyder in “Man of Steel” (anche questa Zack… anche questa…) l’ultima scena è durissima, non rivelerò nulla per non rovinarvi la lettura, ma quel finale mette in discussione chi sia la vera “Nemesi” della storia.

“Lo scrittore originale" aveva già trattato il tema del Superuomo di Nietzsche in altri suoi fumetti. Ad esempio, in quello stra-Capolavoro di “Watchmen” i Superuomini erano addirittura due: Ozymandias ed il Dottor Manhattan.

John Totleben è così bravo che può disegnare anche l'utopia.
Il primo era un umano dotato di potere e intelletto, ma pur sempre umano, quindi destinato a cadere come il suo nome annuncia (i fan di Breaking Bad lo sanno bene…), l’altro, invece, perde progressivamente la sua umanità, la capacità di provare empatia, sacrificata sull’altare della comprensione totale del mondo e della realtà a tutti i livelli.

Da qui in poi entro un po’ nello specifico quindi vi avviso…. SPOILER!

Miracleman mantiene una piccola parte di umanità, la capacità di stupirsi non lo lascia fino all’ultima vignetta, anche se a mio avviso, l’ultimo capitolo è agghiacciante, anche più di “Nemesi”, perché il Dio e il suoi Pantheon, realizzano l’utopia, facendo quello che nei fumetti i Super Eroi non fanno mai, ovvero: usare i loro poteri per risolvere TUTTO.

Ma l’umanità in tutto questo come si pone? Si parla di libero arbitrio, le intenzioni del Pantheon di Dei sono le migliori e i risultati quelli di un Paradiso in Terra, ma l’umanità accetta passivamente questa nuova condizione, qui la critica di Moore alla razza umana è spietata: che siano politici, dittatori, Dei o Super Eroi, l’umanità si farà sempre pecorescamente guidare dal potente di turno.

FINE SPOILER!

Dopo un lungo oblio editoriale, a 33 anni dalla sua pubblicazione, il fumetto di Alan Moore torna e si dimostra invecchiato alla grande, strapotente nei contenuti e modernissimo nelle tematiche, in “Miracleman” troverete la natività mostrare con estremo realismo, la politica, l’ultraviolenza quasi splatter del capitolo intitolato “Nemesi”, ma anche sesso e omosessualità (in un dialogo apparentemente da nulla, la disinibita Miraclewoman, rivela alla sua controparte maschile che la sua spalla Young Miracleman, era in realtà innamorato di lui). Succede tutto in un dialogo da niente, ma con Alan Moore nessun dialogo, vignetta o soluzione visiva è da considerarsi secondaria.

Avete presente quella cosa del caos dentro e della stella danzante? Ecco quello...
Applausi a scena aperta per le matite di John Totleben, già magistrale nel tratteggiare i deliri lisergici di Swamp Thing, qui si supera, considerando che disegnò queste tavole praticamente da cieco, per colpa di un problema agli occhi, capite che “Miracleman” non è un fumetto come tutti gli altri.

Definirlo un fumetto seminale mi sembra riduttivo, è qualcosa che qualunque appassionato di fumetti dovrebbe leggere, ma perché quando parlo dei fumetti del mago di Northampton finisco sempre per dire questa frase?

8 commenti:

  1. Libro assolutamente bello, la vera e propria trascrizione di una mitologia.

    -SPOILER-
    L'ultimo capitolo è quello che lascia più interdetti, l'Olimpo che sorge sulle ceneri delle distruzioni causate da Kid Miracleman, un umanità che segue l'idea di evoluzione di un Dio, pronta o no che sia.
    Ho proprio voglia di sapere come potrà mai Gaiman aver continuato un tale lavoro, anche se aspetterò, prima di affiancare i suoi volumi a questa storia dello Scrittore Originale! :)

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    1. Concordo è un finale agghiacciante, sembra una vittoria invece è un finale che critica la razza umana ;-) Ho letto anche le storie nuova scritte da Neil Gaiman e Grant Morrison, è un albetto con due storie, appena riesco metterò il commento anche di quello ;-) In ogni caso, con tutta la stima che ho per Gaiman (ed è tanta) raggiungere il livello di Alan "Scrittore Originale" Moore sarà veramente dura... Staremo a vedere ;-) Grazie per il commento, Cheers!

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    2. Ma per albetto intendi lo speciale con una storia di Milligan e una di Morrison? In teoria Gaiman lo pubblicheranno tra qualche mese, ha continuato la storia e deve ancora scrivere il suo finale...

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    3. Si quello, scusami era Milligan non Gaiman (la storia disegnata da Mike Allred), mentre Morrison scrive con disegni di Joe Quesada, quell'albo devo ancora commentarlo, l'ho letto un pò di mesi fa ;-) Il ciclo di Gaiman verrà pubblicato a fine anno, e francamente non vedo l'ora ;-) Cheers!

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  2. Da totale digiuno di questi titoli, non posso che fidarmi ciecamente del tuo giudizio ^_^

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    1. Credimi è un fumetto geniale, sono felice di averlo letto, so già che sarà una delle mie ri-lettura periodiche, come Watchmen, per fare un titolo ;-) Cheers!

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  3. Voglio essere sincero: ogni volta mi meraviglio di Moore...

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    1. Concordo, i suoi fumetti sono geniali e sempre attuali, questo Miracleman, sembra uscito oggi pomeriggio, in realtà è stato scritto 30 anni fa ;-) Cheers!

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