domenica 12 luglio 2015

Un polpo alla gola di Zerocalcare: Stand by me (Made in Rebibbia)


La prima cosa che colpisce del secondo libro di Zerocalcare, dopo l’ottimo La profezia dell’Armadillo, è che Zero abbia fatto un ulteriore passo in avanti nella sua evoluzione come fumettista, passando da storie brevi con un filo rosso comune, ad un’unica grande storia (192 pagine) divisa in tre sezioni: infanzia, adolescenza e maturità…. O adolescenza lunga se preferite.

La storia inizia come iniziano tutte le grandi avventure (tra maschi): “Scommettiamo?”.
Nella prima parte Zerocalcare delinea tutti i personaggi di questa sua versione made in Rebibbia di “Stand by me”.


La parola chiave che fa iniziare tutte le grandi sfide maschili...
Zero e i suoi amici nel bosco vicino alla loro scuola, il Voltaire, ritrovano un teschio, in mezzo abbiamo un Bidello inquietante tipico dei film dell’orrore e una maestra che requisisce i giochi dell’infanzia facendoli scomparire per sempre. Inoltre, il famigerato polpo del titolo, il senso di colpa eterno che blocca la gola del protagonista, le emozioni e le voci interiori di Zerocalcare, impersonate da personaggi presi a piene mani dall’immaginario collettivo: David Gnomo (e le sue poiane), i tre porcellini, quel culturista crucco di He-Man, Darth Fener, Che Guevara, Luke Skywalker, Kurt Cobain, Kenshiro, Joe Strummer e ovviamente mamma Lady Cocca, abbiamo anche un pescegatto che sopperisce al solito Armadillo, per una volta lasciato fuori dalla storia. Insomma, Zero pesca a piene mani dalla sua (e dalla nostra) infanzia e adolescenza.


Kurt, Joe e il Che... Adolescenza, ci siamo passati tutti.
La storia vi farà divertire e ogni tanto vi stringerà la gola, come i tentacoli del polpo, lo sforzo dell’autore è quello di creare una storia lunga più articolata della classiche storie auto conclusive alle quali era abituato fino a quel momento della sua carriera, ci riesce secondo me piuttosto bene, grazie anche ad un paio di pagine finali che mettono al loro posto tutti gli elementi mancanti.


Con una sola battuta, Zero ha cambiato la percezione di He-Man per sempre.
Questa storia di formazione riesce ad essere un giallo, capace di coinvolgerti proprio per la familiarità di molte situazioni e alcune dinamiche, inutile raccontarvi i passaggi, fate prima a leggerlo, anche perché il modo di fare fumetti di Zerocalcare si legge liscio e fluido velocemente, divorando le pagine.

Se “Stand by me” avesse avuto l’accento romanesco e avesse anche fatto ridere, sarebbe stato “Un polpo alla gola” proprio vero che “Nessuno guarisce dalla propria infanzia”.

2 commenti:

  1. E' il primo Zerocalcare che ho letto, stupendomi di quanto fosse un prodotto completo e ricco: ero convinto fosse una insieme di gag e invece ho scoperto un testo denso. Davvero una bella sorpresa.

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    1. Vero, tra tutti quelli che ha scritto é il libro che non utilizza la divisione in capitoli, ci sono le tre fasi della vita dei protagonisti, ma sono raccontare in maniera omogenea.... E poi si ride, ci sono dei passaggi davvero spassosi ;-) Grazie per il commento, cheers!

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