sabato 4 luglio 2015

La profezia dell'Armadillo di Zerocalcare: Zero uno di noi (solo che lui disegna meglio)


No sul serio, mi rifiuto di spiegarvi chi sia Zerocalcare, passare pure al paragrafo successivo.

Anche rileggendolo a distanza di tempo “La profezia dell'Armadillo” resta coinvolgente, perché Michele Reich all’anagrafe (e secondo la questura) in arte Zerocalcare, fa fumetti pescando dai cassettini della memoria.

L’autore romano applica alle persone che conosce le fattezze di personaggi dei cartoni animati, dei fumetti e dei videogames, ufficialmente lo fa per difendere la privacy delle persone, di fatto, oltre ad ottenere un effetto comico micidiale, riesce a fare leva sui ricordi comuni ed è proprio qui che Zerocalcare dimostra di avere una marcia in più rispetto agli altri.

I personaggi che sceglie provengono tutti da un'iconografia nerd anni ’80 fine anni ’90, quella con cui sono cresciuti tutti quelli che oggi hanno 30 anni, non mi è mai capitato di non riconoscere uno di questi personaggi, probabilmente perché sono coetaneo di Zero (nati persino lo stesso mese), quindi mi ritrovo con i piedi immersi nello stesso Humus culturale e quando l’autore parla della sua fase Grunge o della sua passione per i dinosauri, non mi devo impegnare per niente per riconoscermi anche io.

Personalmente la mattina faccio proprio così, uguale identico.
Il formato de “La profezia dell’armadillo” è molto simile a quello delle storie che Zerocalcare pubblica anche sul suo Blog, racconti autoconclusivi a sfondo tematico, dove una lunga trama orizzontale relativa alle vicende di Camille, si dirama lungo tutti i racconti.

Di fatto la storia è una specie di romanzo di formazione al contrario, in cui Zero fa i conti con il suo rifiuto dell’età adulta e alla generale incapacità di rinunciare alle sicurezze e alle illusioni dell’infanzia. Un'eterna lotta che spesso lascia qualche caduto sul campo e proprio come tutte le persone che si rifugiano spesso nell’ironia per cercare di decrittare la vita, Zerocalcare è bravissimo ad alternare movimenti comici che vi faranno sinceramente ridere, ma anche ad accompagnarvi attraverso atmosfere malinconiche e spesso il contrasto tra questi due sentimenti arriva nel giro di mezza vignetta, senza risultare mai fuori luogo.

Sono sicuro che tutto questo vi ricorderà qualcosa (Armadillo escluso).

Il motivo del successo di questo ragazzo di Rebibbia (Regna!) è facile da comprendere: oltre ad un assoluto controllo del media fumettistico, Zero sa creare empatia, è facilissimo riconoscere nelle sfighe della sua vita, gli stessi scazzi quotidiani che ognuno di noi ha. Persino i personaggi che fanno da contorno alle storia, hanno gli stessi tick dei nostri amici e parenti…. Abbiamo tutti una Lady Cocca come mamma, non fate finta che non sia così.

A mio avviso Zerocalcare riesce con i suoi fumetti ad essere Monicelliano e allo stesso tempo a regalarci un quadro preciso di una nazione (e di un'intera generazione) che riesce ad identificarsi con le sue storie, esperienza che può risultare straniante per chi di voi non è mai stato Punk o di sinistra.

Se Zero ha un Armadillo a fargli da coscienza, noi in qualche modo abbiamo le sue storie con cui confrontarci e ritrovarci, motivo per cui tutti, anche chi non ha mai letto un fumetto in vita propria, dovrebbe leggere le storia di Zerocalcare, provare per credere.

10 commenti:

  1. Mitico autore e mitico personaggio: l'ho conosciuto tardi ma sto recuperando ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Verissimo, il suo blog è una lettura fissa e i libri sono anche meglio, personalmente mi immedesimo molto con le sue storie, e non credo solo io... Pian piano arriveranno i commenti anche degli altri libri ;-) Grazie per il commento, cheers!

      Elimina
  2. Voglio esser sincero. Lo stimo tanto come persona e come autore, ma non riesco a leggere più di una sua striscia al giorno.
    Non do dirti il perchè... Ma proprio non ce la faccio.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Strano, perchè secondo me anche nelle storie lunghe a volte mantiene la struttura delle strisce, quando non lo fa, comunque non perde in leggibilità, beh meglio poco tutti i giorni allora ;-) Cheers!

      Elimina
  3. Ecco, a parte qualche striscia del suo blog (il 'chittesencula' in salsa dantesca era geniale!) non ho ancora letto un suo fumetto .___. mea culpa.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il "chittesencula" è l'arma definitiva delle discussioni ;-) "Ogni maledetto Lunedì su due" è la raccolta di strisce del Blog, questo te lo consiglio, ha una struttura tipo strisce a fumetti ma racconta una storia lunga, te lo consiglio ;-) Cheers!

      Elimina
  4. Ovviamente anch'io adoro lo Zero, d'altra parte siamo tutti coetanei e figli di Lady Cocca. Lo seguo nelle strisce, ma lo adoro ancor di più nei libri (ovviamente li ho letti tuuutti), perché oltre alla consueta ironia nerd ci ritrovo anche tanto cuore. Tanti fatti suoi, insomma. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Pensavo di capire così bene le sue storie e le sue gag proprio per una questione anagrafica, anche perché utilizza i riferimenti (pop)culturali che abbiamo anche noi, ma visto il meritatissimo successo che sta mietendo, evidentemente il suo modo di fare fumetti, cuore in mano e ricordi a portata di mano risulta universale;-) Sto rileggendo i suoi libri quindi piano piano arriveranno i commenti... Cheers!

      Elimina
  5. Per me è un genio. Punto. Il tipo di ironia che piace a me, intelligente e brillante, non da rutti e soliti idioti. Però il suo lavoro che ho preferito paradossalmente è quello più serio: Dimentica il mio nome!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Concordo sulla genialità di Zero, mi fa proprio ridere forte e in attimo ZAK! Magone, devi avere un gran talento per gestire questa cosa. Dimentica il tuo nome lo sto rileggendo proprio in questi giorni, assolutamente un apice ;-) Cheers!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...