giovedì 30 luglio 2015

Burying the Ex (2015): Hey Joe, where you goin with that screenplay in your hand...


Preparate la corda insaponata, le pietre più pesanti e i forconi più appuntiti. Accumulate la legna migliore per il rogo più grande che si sia mai visto, vi devo parlare del nuovo film di Joe Dante e c’è qualcosa che vi dovrò dire che molto probabilmente non vi piacerà…

Cosa faccio? Inizio una lunga premessa in cui vi spiego perché voglio bene a Joe Dante? Uno di quei filmaker che abbraccerei fortissimo come se fosse il Pisolone, solo per il fatto di esistere e fare film su questo gnocco minerale che ruota intorno al sole. Cresciuto alla scuola di Corman ed esploso in quella di Spielberg, gli anni ’80 e parte dei ’90 sono stati suoi, grazie al suo Cinema fantastico, Horror, per ragazzi, ma soprattutto divertente, perché la leggerezza e la capacità di divertire sono solo alcuni dei multipli talenti di Dante, oltre al nome più figo della storia, ovvio.

Non ho voglia di ripercorrere qui le tappe della carriera di Joe Dante, solo perché vorrei farlo in maniera più approfondita in altra sede, ci tengo comunque a sottolineare l’assurdità legata la fatto che un talento del genere, venga relegato a rare apparizioni tv (due episodi per la serie Masters of Horror, ma anche regie disparate per le cose più disparate, da "CSI: NY" ad "Hawaii Five-0", passando per "Salem"), quando solo nel 2009 ha sfornato uno dei pochi titoli in 3D veramente degni di questa troppo pubblicizzata (e ruba soldi) abitudine cinematografica, quel “The Hole” che ancora oggi considero bello bello in modo assurdo, magari solo io, ma chissene…

Joe Dante non perde l’ironia e la leggerezza nemmeno per “Burying the Ex”, ma da come avrete intuito dalla mia lunga premessa (e dai forconi nelle vostre mani) non è da considerarsi proprio tutto pesche e crema…


"Io prendo un cono due gusti, pesche e crema, tu cosa vuoi invece?" , "Direi un cono pizza e fichi, grazie".
Ora, al costo di passare per il fanboy che si rifiuta di parlare male di uno dei suoi beniamini, dirò che secondo me tutti i difetti del film sono nella sceneggiatura di Alan Trezza, quindi se volete linciare lui al posto mio, fate pure, ma permettete che sia io a tirargli il primo sassone sul grugno…

Max (Anton Yelchin) ed Evelyn (Ashley Greene, bisogna essere bravissimi per farsi odiare dal pubblico e lei lo è) sono una strana coppia che ha in comune solo tanto ottimo sesso scambiato per affiatamento. Lui ama i film Horror classici e colleziona poster (italiani) dei capolavori degli anni ’50 e ’60. Lei è una fondamentalista vegana, fissata con il riciclaggio, che lo costringe a girare in monopattino per non aumentare il livello di Co2 nell’aria. Lui vuole vedere per la milionesima volta Cat People e I walked with a zombie, lei gli butta via i poster per rendere l’appartamento eco-sostenibile. Avete capito le premesse, no? Ok, ora la situazione peggiora…


Referto No. 1 LUI: L'Odioso protagonista e i suoi bellissimi poster.
Max ha un fratell(astro) sesso-maniaco che sembra finito in questo film dopo essere rimasto chiuso fuori da una commedia di Judd Apatow, o di Kevin Smith. Se ad interpretarlo ci fosse stato Jonah Hill o Seth Rogen nessuno si sarebbe stupito. Il fratello è talmente, odioso/laido/schifoso che per contrasto Max dovrebbe (condizionale obbligatorio) starci simpatico da subito… Ma personalmente quando vedo Anton Yelchin mi gratto, perché il suo nome è sempre associato a film che mi hanno quasi sempre fatto storcere il naso.

Inoltre, Max è uno stronzetto senza palle, per quanto stia male con Evelyn non ci pensa nemmeno a mollarla, anzi, ci pensa, ma non ha il fegato per farlo e, non pago, le giura amore eterno sul mamozzo di un diavoletto che garantirà la sua diabolica influenza sulla coppia. Cosa ci insegnano i film americani? Che se ci metti più di tre secondi ad attraversare la strada, sicuramente un grosso Bus metallizzato ti farà fare la fine della rana di “Frogger” ed è proprio quello che succede ad Evelyn, sollevando Max dall’onere di doverla scaricare.


Referto No. 2 LEI: Prima di finire come la ranocchia di "Frogger".
Seguendo il vecchio adagio, “Chi muore giace, e chi vive si dà pace” Max fa la conoscenza di Olivia, una ragazza impacciata con le ciocche viola, che ama gli stessi film di Max, ma proprio gli stessi uguali identici, praticamente la sua versione al femminile… Solo che come bonus extra, è anche fatta a forma di Alexandra Daddario (cereali sputazzati dal naso).


Referto No. 3 L'ALTRA: Visto di peggio in vita mia...
Ma l’ombra della Ex questa volta è un po’ più influente del solito, perché Evelyn torna in versione Zombie, decisa a tenersi Max per sempre e se prima non riusciva a scaricarla, figuriamoci se può farlo ora che è tornata dal regno dei morti solo per stare con lui.

Iniziamo subito con i PRO: il cast scelto da Joe Dante funziona, Max è il classico protagonista a cui viene voglia di gridare “Ma che cazzo fai idiota!” ogni volta che fa una scelta (sbagliata), è un personaggio che ho trovato petulante e fastidioso, Anton Yelchin lo interpreta bene, il fatto che non abbia un buon feeling con questo attore per una volta aiuta.

Ashley Greene, come detto, è molto brava a fare la parte di un personaggio odioso (in vita) e insopportabile da non-morta, per essere convincente e non scadere nel macchiettistico con un personaggio del genere, devi essere brava, lei per fortuna lo è.


Ed è anche bella.... Anche se vedendola così uno non lo direbbe...
Alexandra Daddario si spoglia (sì, si spoglia) del ruolo di bellona e risulta convincente nella parte delle tenera affetta da goffaggine, in ogni caso le scene in favore di decoltè (alla voce si spoglia, di cui sopra) non mancano, giusto perché Joe Dante è un regista Horror, quindi vuole vedere i vostri nasi esplodere in un geyser di sangue zampillante su queste scene.

Si ride, più che altro si sorride, perché comunque il film mantiene la sua leggerezza, anche se le svolte della trama sono tutte facilmente intuibili con svariati minuti di anticipo, quello che ho trovato insopportabile (oltre a Max) è il contenuto dello script.

Alan Trezza adatta per il grande schermo un cortometraggio da lui stesso scritto e prodotto in precedenza, si vede perché il film ha una durata di 1h e 29 minuti canonici e contiene molte scene che servono solo a stiracchiare la storia quel tanto che basta per raggiungere il minutaggio standard. Ne volete una superflua? Max che balbetta una spiegazione alla polizia, è inutile ai fini della trama, ma me la sono goduta lo stesso solo per la presenza del mitico Dick Miller, ditemi cosa volete, ma ancora oggi quando vedo quell’uomo mi ritrovo a sorridere come uno scemone puntando il dito verso lo schermo…

Quello che mi urta più di tutto nello script di Trezza è la banalità del soggetto, la figura dello Zombie si è sempre prestata a fare da metafora, il Maestro (Zio) George A. Romero (omaggiatissimo in questo film, i protagonisti vanno ad una proiezione notturna de “La notte dei morti viventi” in un cimitero… Barbaraaaaa i morti ti prenderanno!) ha elevato questa specialità a forma d’arte. Trezza deve aver pensato che utilizzare lo zombie come metafora di un rapporto amoroso che non vuole morire, doveva essere la cosa migliore capitata agli Zombie dai tempi delle vittime lente che fuggono con i pesi alle caviglie.


Ci voleva Joe a mostrarci una scena di resurrezione classica fatta alla vecchia maniera...
Il risultato, però, è scandalosamente sessista, il personaggio di Evelyn è un'enorme forzatura, perché qualcuno che ricicla dovrebbe essere visto come una persona orribile? E allo stesso tempo, perché un ragazzino senza il fegato di parlare onestamente alla sua fidanzata dovrebbe essere da considerarsi un virtuoso? Per tutta la pellicola Evelyn non ha una singola sfaccettatura positiva, incarna quella forza castrante che ti costringe a mangiare le verdure quando vorresti sfondarti di pizza sul divano davanti alla tv. Max, invece, è per metà un ragazzino immaturo che non vuole crescere e per l’altra metà un paraculo che, tutto sommato, si gode i vantaggi di avere una fidanzata (aprire il libro al capitolo: Sesso).

Il terzo vertice del triangolo è Olivia, ora, ditemi pure che esagero e cerco messaggi dove non ci sono, ma trovo assurdo lanciare il messaggio “Hey ragazzi di tutto il mondo, la vostra fidanzata/moglie è un'odiosa stronza che non vi permette di fare quello che volete, ma là fuori sappiate che esiste una ragazza uguale identica a voi che non aspetta altro che conoscervi”.

Mandare il messaggio che là fuori nel mondo, ci sia la Daddario, pronta a Daddarvela, solo perché siete dei nerds con il poster originale di “Il pozzo e il pendolo” in casa, mi sembra una fantasia adolescenziale ridicola su cui basare un film, se sto esagerando decidete voi, sasso sul mio naso o su quello di Alan Trezza, la scelta è vostra.

Il romanticismo secondo Alan Trezza, anni 14 e tanta voglia di trovare una fidanzata prima o poi...
Come mai Joe Dante abbia scelto proprio questa sceneggiatura, io proprio non lo so, forse in virtù della leggerezza più che del fastidioso sessismo con sui sono tratteggiati i personaggi, lo dico ancora una volta e poi giuro che non tornerò più su questo argomento, farsi distrarre dalla presenza della Daddario e dalle numerose citazioni cinematografiche, ha solo l’effetto negativo di legittimare il (a mio avviso brutto) lavoro di Trezza, uno che più che scrivere film per Joe Dante, dovrebbe affrontare i suoi problemi irrisolti con le donne.

Avendo accettato il film, Joe Dante da parte sua lavoro (bene) con il cast, gestisce al meglio il risicato budget, usando pochi, ma funzionali effetti di make-up (e qualche moscone digitale attorno alla testa di Evelyn). Per il resto coglie l’occasione per rendere omaggio a tutta quel Cinema che ha formato lui e, diciamolo anche noi, attraverso le citazioni di cui vi parlavo poco fa.

In casa del protagonista ci sono i poster in versione originale italiana de “Il pozzo e il pendolo”, “Zombie in soffitta” e “Terrore dallo spazio profondo”. In Tv si vedono spezzoni di film come “Il bacio della Pantera” e “La Frusta e il Corpo” di Mario Bava, ma si va anche alla caccia del DVD di “Gore Gore Girls” e Dante omaggia anche il suo maestro Roger Corman con “Attack of the Crab Monster”.

Una delle scene più importanti del film ha come location il Forever Cemetery che ospita le spoglie e la statua di Johnny Ramone, un altro che era un grande appassionato di fumetti e film dell’orrore.


Hey! Oh! Let's GO!!!!!! (Ciao Johnny, ci manchi un casino...)
Perché Joe Dante lo fa? Perché lui è così, un affettuoso omaggio ad un'epoca d’oro che ancora oggi trova appassionati e che Dante non ha mai smesso di omaggiare dai tempi di “Matinee” che se ci penso mi viene da piangere per quanto è bello “Matinee”.

Ora se vale la pena giudicare “Burying the Ex” migliore dei suoi effettivi meriti, per via di tutti questi omaggi io non lo so, sono sicuro che anche se questo script non è il massimo, a Joe Dante io gli voglio bene comunque, se smette di frequentare Alan Trezza è meglio, però gli voglio tanto bene e prima di accendere il fuoco sotto la mia pira, almeno fatevi vedere “Matinee” un'ultima volta!

22 commenti:

  1. io mi sono divertito in maniera suina a vedere questo film, chissenefrega dei messaggi nascosti o della sceneggiatura banalotta....

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    1. Quando c'è di buono in questo film è tutto merito di Joe Dante, i passaggi negativi sono colpa di Trezza, non ho dubbi ;-) Per il resto l'omaggio agli Horror di Joe é l'ennesimo motivo per cui gli vorrò sempre bene ;-) Grazie per il commento, cheers!

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    2. Anche io mi sono divertito nonstante le "banalate", nel film si respira proprio aria horror anni 80, soprattutto nelle ambientazioni...cimitero, negozio

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    3. Vero Dante omaggia tutta un era e lo fa con grande e palese amore, si vede e per questo non puoi che volergli bene ;-) Cheers

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  2. No ma lui è UiktorUiktor-Chekov di ST!!! Edddov'è la foto della Daddario che le esce???

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    1. Infatti é l'unico personaggio in cui lo ho apprezzato, quel film é un miracolo dal punto di vista del casting (secondo me stesso io). Non c'è la foto perché non le esce, per quelli devi bussare alla porta di True Detective (detto "Detectiveri") episodio 1x02 intitolato non a caso Seeing Things, a mio avviso un palese riferimento alla coppia. Qui al massimo assistiamo ad una (vertiginosa) panoramica del decolté, cardiopatici astenersi ;-) http://1.bp.blogspot.com/--ZmExYNuq4A/VZv9216-x3I/AAAAAAAA5ps/OyKW0bvCNEY/s1600/burying-the-ex-alexandra-daddario03.jpg Cheers!

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    2. Temo doverti deludere: che nelle scene più "panoramiche" con Woody ammanettato c'era una carrozzatissima, ma di un paio di taglie più snella, contro-figurina! ;)

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    3. Anche questa è la magia del cinema, sulle contro-figurine di questo tipo De Palma ha sfornato un film riuscito pittosto bene ;-) Cheers!

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  3. Io però non l'ho trovato sessista. Ha sì una prospettiva maschile e lei è un personaggio detestabile, mentre la D'addario è un personaggio inesistente, però io credo che sia più che altro un tentativo, non del tutto riuscito, di riflettere sulla necessità di non accontentarsi e di trovare qualcuno con cui condividere delle cose in comune. E poi, se lei non ne esce bene, non è che lui ci faccia la figura del santo.
    Certo, sono tutti macchiette e sono scritti male. Ma non mi è parso che la sceneggiatura, per quanto scricchiolante, facesse volutamente del sessismo.

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    1. Concordo sul fatto che sia uno script ingenuo e scricchiolante, l'idea del messaggio di cercare una persona simile mi piace come chiave di lettura e ci sta tutto. Da uomo ho visto personaggi femminili stereotipati, ma come ho scritto il meno ammirevole di tutti e proprio il protagonista che ne esce peggio di tutti. Forse ho cercato troppa filosofia nella storia ma essendo una sceneggiatura comunque non esaltante ho provato a separare difetti dello script dai meriti del regista, in generale sono d'accordo con te non é sessismo unilaterale é scrittura scarsotta ;-) Cheers!

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  4. Visto che lo script di questo film risulta depositato dopo quello di "Life Aftef Beth", ipotizzo che Dante abbia voluto fare una storia d'amore zombie perché il tema è tornato nell'aria. (Anche se già girava dai tempi di "Zombie Honeymoon", che ricordo poco ma so che mi piacque)
    Ancora non ho visto questo film ma le rece non mi spingono a sbrigarmi :-P

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    1. Si é possibile ma in ogni caso ho apprezzato più questo di "life after Beth" che aveva un titolo geniale.. Ma solo quello ;-) Cheers!

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  5. Baccio.
    (Scusami, non ho resistito).

    Ovviamente, dato il periodo, non ho visto neanche questa pellicola, anche se spero di recuperarla.
    La Daddario a me però fa paura. Pare Linda Blair truccata e pronta per girare. Ecco, l'ho detto.
    Ah, che liberazione, mi sento meglio.

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    1. "Baccio" entra a gamba tesa nella classifica dei possibili saluti ufficiali de la Bara Volante ;-)

      In effetti, a rischio di passare per quello che fa alternativo a tutti i costi, devi dire che la ragazza ha un attaccatura di capelli invidiabile, sembra che indossi una parrucca, e da qui il paragone con Linda Blair ci può stare... Ora il sotto testo sci-fi è che io sarei l'unico uomo al mondo ad aver guardato l'attaccatura dei capelli della Daddario, ma qui alla Bara si ama molto la Fantascienza, Baccio! ;-) Cheers

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  6. In tutto questo mi rendo conto che ancora non ho visto "Matinee"...

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    1. Nuuuuuoooooooo! Consigliato caldamente prima di "Bastardi senza gloria" il miglior finale ambientato in un cinema ;-) Devo assolutamente commentarlo ma ho dei piani per Big Joe Dante ;-) Cheers!

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  7. A me ha divertito un mondo. :-)

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    1. Ha i suoi momenti, solo per scovare le citazioni, mi sono divertito anche io (grazie Joe!) ;-) Cheers!

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  8. Scritto male, derivativo, banale ma divertente, suvvia. Anche se, obiettivamente, avrei potuto girarlo persino io un film simile, senza scomodare Joe Dante :)

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    1. Concordo, se non fosse stato girato da Joe non lo avremmo quasi notato, ma se non fosse stato diretto da lui, di sicuro non ci sarebbero stati tutti quegli omaggi all'epoca d'oro degli Horror ;-) Cheers!

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  9. Concordo con te. Joe Dante si vede nei dettagli. Ma questa volta è arrivato tardi.
    Ricorda una commediola con la Longoria fantasma, anche se il glamour del trio fa la sua bella figura.
    Devo vedere Matinee e, sul tema, Life After Beth. Lo vedo più indie, almeno ;)

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    1. Life after Beth è decisamente più Indie, ma mi è anche piaciuto meno, Matinee invece è un filmone, uno di questi giorni me lo riguardo per pura soddisfazione personale ;-) Cheers!

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