venerdì 5 giugno 2015

Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan (1973): Il manuale del perfetto sequel


Il Venerdì qui alla Bara Volante è il giorno dedicato a John Milius, abbiamo già parlato del clamoroso Dirty Harry, quindi oggi è il momento di parlare del suo seguito Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan.


L’uscita di Dirty Harry nel 1972, non solo regala al mondo una pietra miliare della cinematografia, ma scatena un putiferio a livello morale, tra accuse di proto Fascismo e successo al botteghino, persino le situazioni di polizia reali vengono influenzate dal film di Don Siegel. Quando un agente di polizia si trova a prendere in considerazione un'azione fuori dalle regole, in nome di un bene superiore, questa situazione prende il nome di “The Dirty Harry Problem”… Storia vera!

Il rischio di un sequel è quello che per dare al pubblico ciò che vuole (ovvero altro Dirty Harry) si rischia di svalutare e sovraesporre il personaggio. Ma siccome nel 1973 le Major ancora ci tenevano a produrre film decenti e a fare soldi (nel 2015 la seconda voce è più che sufficiente…), la Warner affida di nuovo il caso Dirty Harry a John Milius, che firma il soggetto del film, mentre la sceneggiatura viene scritta a quattro mani con Michael Cimino, che solo un anno dopo dirigerà proprio Eastwood nel bellissimo “Una calibro 20 per lo specialista”, di cui un giorno dovrei anche decidermi a scrivere su qualcosa come si deve…


"Da grandi vogliamo essere dei Callaghan anche noi".
Per me la questione è tutta da ricercare nelle enormi polemiche che hanno seguito il primo film, quindi questo sequel, pare cercare in tutti i modi di ridimensionarsi, ma senza calare le braghe, è chiaro l’intento di smussare qualche angolo, ma per nostra fortuna si possono fare soldi al botteghino, anche senza svendersi completamente.

Alla regia c’è Ted Post che aveva già diretto Eastwood in “Impiccalo più in alto”, già regista del peggior film della saga “Il pianeta delle scimmie” (“L'altra faccia del pianeta delle scimmie” il remake di Burton è così brutto che nemmeno lo considero) e che prima ancora aveva fatto solo tv, con parecchi episodi di “The Twilight Zone". Proprio dalla tv arrivano anche altre facce note, uno dei giovani agenti al centro del film, è interpretato da David Soul, il biondo di “Starsky & Hutch”.

“Magnum Force” da noi diventa “Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan” (che belli i titoli italiani degli anni ’70!), forse prendendo ispirazione dai fantastici titoli di testa: un bel primo piano sulla pistola di Callahan.


Migliori titoli di testa di sempre... e se non vi piacciono preparatevi al fuoco!
Tutto il film è una riflessione su come Harry Callahan abbia alzato il livello della lotta contro il crimine, in pratica è Dirty Harry che riflette sul “The Dirty Harry Problem”.
Un vigilantes uccide i maggiori criminali di San Francisco, lo fa sempre con lo stesso modus operandi, travestito da poliziotto, avvicina le vittime in auto, li fa accostare chiedendo patente e libretto e poi li uccide dentro le loro auto. Le vittime selezionate solo persone palesemente colpevoli, specialmente agli occhi dell’opinione pubblica.

A differenza del primo film, la distinzione tra buono e cattivo non è più così netta, la cura e il male ora si assomigliano, i giovani agenti freschi di accademia, sono stati ispirati dall’Ispettore Callahan, che è costretto ad affrontare le conseguenze del suo modo di agire.
Milius e Cimino dedicano parte dello script anche ad esplorare il personaggio di Harry Callahan, lo vediamo interagire con altre persone, ha un nuovo partner (nero), per altro una faccia notissima, vi ricordate il dirigente della OCP di colore in “Robocop”? E' lui, più giovane e con l’afro in testa, ma è lui!


"Dimmi un pò ragazzo, ti sei presentato al colloquio con la OCP con quella zazzera?".
Callahan si intrattiene con una trombo amica (chiamarla fidanzata mi sembra eccessivo), che guarda caso è un'orientale anche un po’ Hippy, qui mi immagino Milius fare gli sguardi scuri a Cimino, evidentemente fan del fenotipo femminile in oggetto (sì, stavo pensando proprio alla protagonista femminile di “L'anno del dragone”). Pensate che Harry ha persino un vicino di casa Gaio che non si fa i fatti suoi quando lo vede armeggiare con la posta.
Questo giusto per ribadire che gli autori sono stati molto attenti a dare un'immagine più umana al personaggio e nei film successivi questa tendenza sarebbe continuata, anche con il cambio degli sceneggiatori.


"Ferie revocate CallaHAn, torna subito a lavorare...".
Quello che manca a “Una 44 Magnum per l’ispettore Callaghan” sono forse le frasi ad effetto di Callahan, vuoi anche per l’assenza di Siegel, sembra tutto un po’in misura minore, come se il primo film andasse a volume dieci, mentre questo a otto, non so se ho reso l’idea. Anche le musiche di Lalo Schifrin sono meno protagoniste, ci sono e riempiono bene le scene, ma non giganteggiano come nel primo capitolo della saga.

Detto questo, “Magnum Force” fila via che è una meraviglia, Hal Holbrook il superiore di Dirty Harry è una vera carogna, ad ogni visione mi gusto il modo in cui Holbrook pronuncia “Callahan” con la “Ha” bella aperta. La scena della gara di precisione è favolosa, ogni volta che vedo Callahan sparare alla sagoma del poliziotto faccio “Noooo! Ha perso!” (Storia vera). Che poi a ben pensarci è una super scena: Harry spara alla sagoma di un poliziotto davanti a David Soul (Davide Anima), come a dire “Fai occhio biondino”, ma in realtà è tutto un modo per mettere le mani su un proiettile proveniente dal revolver dello sfidante.


"Mettitelo in testa Cassidy, io non sbaglio mai un colpo".
La scena della sparatoria con i criminali al porto è coordinata alla perfezione, con Eastwood che resta appeso al cofano della macchina con una mano (nell’altra, ovviamente, impugna la 44 Magnum), ma il Top del Top di questo film sono sicuramente i 10/15 minuti finali. Callahan fugge in auto con dietro gli inseguitori in motocicletta, un'esaltante scena piena di sgommate, che si conclude con quella che forse è la sola frase epica pronunciata da Callahan per tutto il film, ma che per me vale da sola tutta la pellicola, mi sono ritrovato a citarla, più o meno volontariamente centinaia di volte nella mia vita: “A man's got to know his limitations”.

"Accosti immediatamente! Ha il fanalino posteriore destro rotto!".
L’apice emotivo dello script di Milius e Cimino resta, comunque, lo sconto faccia a faccia con i giovani agenti.  Messo di fronte ad un ideale paternità del plotone di vigilanti, Dirty Harry si schiera, anche lui è contro il Sistema, che però resta l’unica cosa che separa l’umanità da caos. Finchè qualcuno non ne inventerà uno migliore, lui continuerà a difendere (anche se a suo modo) questo, nel tentativo di farlo rispettare. Se sentendo queste parole vi viene in mente un pezzo dei Megadeth, tranquilli, tutto sotto controllo…

Il film fu un successo che non scontentò i fans e fece ripensare anche qualche critico, forse in virtù dell’ampliamento del pensiero e del personaggio di Callahan. Eastwood titaneggia come sempre, con la sicurezza di chi sa di essere di nuovo dentro la giacca del personaggio per cui sarà ricordato. E' una bella lotta, però, tra la giacca di Tweed con le toppe sulle maniche, o il Poncho marrone del Pistolero senza nome (Yeah!).


"Nel mio armadio ho solo Ponchi marroni, giacche di Tweed e confezioni di proiettili Magnum".
Ted Post non è Don Siegel e in certi passaggi si vede molto (anche troppo), ma “Magnum Force” resta un raro caso di sequel ideologicamente fedele al personaggio, ovvero come fare soldi senza tirare un calcio al secchio del latte sprecando tutto il lavoro fatto, a suo modo, un esempio che ancora oggi a livello di marketing dovrebbe essere studiato, mentre, a livello di intrattenimento, è sempre una figata!

Sugli altri film dell’Ispettore Callahan, ci torno appena possibile, stessa cosa per quelli del Signor Milius, ho appena iniziato…

12 commenti:

  1. Eastwood a me piacerebbe pure sbattuto in faccia...film visto e rivisto decine e decine di volte...

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    1. A chi lo dici, smorza i toni rispetto al primo, ma avercene di sequel come questo, con un Clint così poi ;-) Grazie per il commento, Cheers!

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  2. Forse quello del genere/tipo/periodo invecchiato peggio? Ma forse...

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    1. Mamma mia! Tra una regia quasi televisiva ed una narrazione con cui il film stenta quasi a decollare oltre alla scena dell' omicidio nella macchina che fa quasi storia a se... aggiungiamoci la citata vicina ed abbiamo un pò di quello che reputo il peggio del cinema anni 70! XD

      "sono stati molto attenti a dare un'immagine più umana al personaggio "

      Già! Pure troppo! Quando due grandi come Milius e Cimino si mettono insieme ed esce un film così... niente è garantito nella vita come si suol dire! XD
      Il finale con la dinamite nella macchina mi ha lasciato basito. Ispettore ma che fai!?! °_O Boh!
      Il titolo italiano è storico! ^^ Da piccolo pensavo fosse questo il primo del mitico Callaghan!

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    2. Rispetto al primo è un passo indietro, ma bisogna anche tenere conto del polverone sollevato da "Dirty Harry". Cheers!

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  3. Mi allineo al tuo "ma forse", a questo punto voglio rivedermi il capitolo successivo, poi ti saprò dire qualcosa in merito... Cheers!

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  4. Mi vergogno ancora a dire che non li ho ancora recuperati... Uff... Il tempo è poco

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    1. Ti capisco bene "Così tante cose da fare... E così poco tempo" (CIT.), prossimamente parlerò anche degli altri, tanto non scappano, fai sempre in tempo a recuperarli ;-) Cheers!

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  5. Alle medie li avevo stravisti, anche se in ordine sparso. Ricordo poco o nulla, ma il mio amore per Clint nacque così

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    1. Ti capisco bene, è una bella lotta decidere se ho iniziato ad apprezzare Clint per il suo Ispettore o per lo straniero senza nome, forse vince quello con il cappello, ma di poco ;-) Grazie per il commento, Cheers!

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  6. Molto diverso dal capostipite per regia difatti Ted Post (Impiccalo più in alto, gran film) non è Don Siegel...ma l'aggiunta di Cimino in fase di sceneggiatura è molto accativante. Lalo Schifrin sempre presente e sempre molto gradito.

    Due scene non mi scorderò mai, escludendo il mitico incipit, il tiro a bersaglio al poligono dove lui stende tutte le sagome dei poliziotti ed il mitico finale con la frase "Ogni uomo dovrebbe conoscere i propri limiti".

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    1. Era necessario abbassare un po' i toni nemmeno un tipo estremo e deciso con Milius si aspettava quel casino, ma è comunque un ottimo modo per farlo aprendo al grande pubblico. La scena del poligono é una delle migliori di tutta la saga (prima o poi riuscirò a scrivere anche i commenti degli altri film) la frase poi in certi momenti della vita capita di citarla non a caso. Cheers!

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