mercoledì 24 giugno 2015

True Detective: Episodio 2x01 - The Western Book of the Dead


Penso che non sia un mistero che la seconda stagione creata da Nic Pizzolatto sia uno dei titoli più roventi tra le serie tv estive, questa settimana è andato in onda il nuovo episodio… Impossibile non dire qualcosa in merito.

A mio avviso solamente Better Call Saul ha esordito con un tale gorilla di aspettative appollaiato su una spalla, perché Marty e Rust (e la Daddario via!) sono rimasti nel cuore a molti spettatori. Essendo una serie antologica, con la seconda stagione cambia tutto, questa volta la storia è ambientata a Vinci (Vedi Vidi) in California e i “True Detective” sono ben tre, con qualche altra gustosa aggiunta nel cast.

Personalmente posso dire che solo sulla base del Cast (di attori e tecnico) questa serie si è messa dalla parte della ragione, coinvolgendo tutte persone che di riffa o di raffa mi stanno simpatiche. Iniziando proprio dal regista, ovvero quel Justin Lin, uno che con il suo talento visivo e le sue idee balzane, è da annoverare tra i principali fautori del successo della saga di Fast & Furious. Ora, criticatemi, ma a livello di estro creativo, io ritengo Lin molto più vulcanico di Cary Fukunaga, se avete visto “Better Luck Tomorrow” sapete di che parlo…

L’Irlandese sopracciglione e con baffoni da “Pornobaffo” Colin Farrell interpreta Raymond "Ray" Velcoro, il Detective di Vinci con un lievissimo problema con l’alcool e con la gestione della rabbia. Il primo episodio ci mostra quanto il ragazzo sia bello incasinato, sua moglie è stata vittima di una violenza sessuale (ci siamo già messi in zona Game of Thrones) e 9 mesi dopo è nato il loro bambino, un cicciotto con i capelli rossi (a ricordarci le origini Irlandesi di Farrell? Vedremo…) che è una calamita per i bulli.

"Porco il mondo che c'ho sotto i piedi!".
Nella porzione di episodio dedicata a Ray vediamo il suo passato da poliziotto in divisa (sosia di Vito Catozzo se volete sapere la mia…) e i suoi legami con il malavitoso e facoltoso Francis "Frank" Semyon. Ma il top dell’episodio è sicuramente la scena del tirapugni, a mio avviso la migliore campagna contro il bullismo possibile immaginabile… Ditemi se non farebbe calare il numero di bulli a scuola se facessimo tutti così?

L’altra Detective è Antigone "Ani" Bezzerides (hanno tutti un nome tra virgolette in questa stagione…) interpretata da una sfattissima Rachel McAdams, ragazza dalla filmografia tutta matta che abbiamo visto sgambettare dietro allo Sherlock Holmes di Guy Ritchie e in uno degli ultimi Wes Craven degno di essere guardato (Red Eye). Qui ha un ruolo abbastanza ingrato, visto che ha un padre santone interpretato da David Morse e una sorella ehm…. Artista, interpretata da Leven Rambin che si gioca anche un Look alla Lamù…

Sarà un amore strano questo qua (uoouoooo)
Il Trio allerta e pieno di brio (si fa per dire) si conclude con Taylor Kitsch e visto che ognuno interpreta un personaggio preso dagli anni ’80, qui lo vediamo nei panni di un poliziotto motorizzato della stradale di nome Poncherello ehm… No, Paul Woodrugh, però giuro che somiglia ad Erik Estrada in “Chips”.

Kitsch è quello più incasinato di tutti, malgrado la fidanzata latina e svestita che si rotola nel suo letto, lui ha le cicatrici esteriori (di un passato da soldato) e i tormenti interiori che terranno banco nei prossimi episodi. Kitsch a mio avviso è bravo, a me in “John Carter da Marte” era piaciuto, ma forse sono uno dei pochi sul Pianeta che pensava che quel film fosse una discreta bombetta…

Ho dovuto aspettare il 2015 per assistere ad un rilancio dei mitici CHiPs...
La rossa Kelly Reilly interpreta la socia in affari di Frank Semyon e qui arriviamo alle note dolenti…. Vince Vaughn.

Cosa vi devo dire, è uno che quando prova a fare il serio, recita nel Jurassic Park sbagliato, o nel remake di Psycho (un film che a mio avviso è il più grande “Troll” della storia del Cinema, una roba che Lars Von Trier darebbe via due dita di una mano per dirigere…) e in condizioni normali fa il cretinetti in commedie da nulla, a mio avviso quell'uomo ha un film nella sua filmografia (Into the wild) il resto, bah… Vediamo se la cura “True Detective” avrà effetti miracolosi anche su di lui.

Episodio molto espositivo (anche troppo) come è logico che sia un primo episodio che ha il compito di introdurre personaggi e dinamiche. Ho notato un atmosfera abbastanza Lynchiana, l’inquietante uomo con (corvo) e occhiali da sole, che si aggira in auto sulla Mulholland Drive mi è sembrato l’omaggio più palese. Ma a giudicare dal finale, in realtà, il film omaggiato forse era “Week end con il morto”… Ormai ho perso il conto delle citazioni anni ’80 di questo episodio!

Party in puro stile Bernie!
Chi l'ha seguito in contemporanea con gli Stati Uniti su Sky (andato in onda alle 3.00 di notte) probabilmente avrà faticato, perché il ritmo non è propriamente boom-boom-boom, ma non venite a dirmi che vi siete innamorati della prima stagione di questa serie per il suo ritmo, perché non ci credo.

Per ora non ho ancora avuto motivi di vero entusiasmo, se non per la scelta musicale (curioso che nell’Internet tutti parlino della sigla e nessuno di questo episodio, bah!), i titoli di testa sono oggettivamente una figata, anche perché se ti giochi “Nevermind” di Leonard Cohen difficilmente puoi sbagliare. Sempre per il discorso “Mettersi dalla parte della ragione” concludere la puntata con “All the gold in California” di Nick Cave e Warren Ellis, bah… Sentito di peggio in vita mia.

Bentornato “Detectiveri” fino a qui tutto bene, aspettiamo per vedere se anche questa volta riuscite a fare la magia.

8 commenti:

  1. ripasso a leggere dopo averla vista...

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    1. Ci leggiamo più tardi e buona visione! ;-) Cheers

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  2. Non ho ancora viso l'episodio per cui non ti leggo, ma confido nella Bara Volante ^_^

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    1. Ti ringrazio per la fiducia ;-) Buona visione! Cheers ;-)

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  3. L'ho finita proprio stamattina. Ritmo iniziale molto lento (ma ditemi se non era così anche la prima stagione) ma ha tante di quelle potenzialità che non vedo l'ora di continuarla!
    Intanto dico solo che il metodo antibullismo di Farrell andrebbe brevettato e sdoganato ovunque (anche se io, per sovrappiù, due pugni ben dati anche al bambinetto li avrei dati, giusto da fargli saltare un paio di dentini) e che a me Vince Vaughn piace parecchio :P

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    1. Concordo, tutte le critiche negative piovute nell’Internet mi sono sembrate esagerate, anche se i quattro protagonisti mettono tanta carne al fuoco tutta insieme.
      Concordo, anche il “Roscio” che si fa fregare le Lebron nuove due cazzotti dati bene se li meritava ;-) Per il resto un tirapugni e passa la paura (del bullo) ;-)
      Ti dirò Vince Vaughn a pelle non mi è antipatico, mi piace anche come recita, è proprio che mi sono rotto di vederlo sempre in quelle commedie sceme che non mi fanno ridere (quasi) mai, tutto lì, voglio la redenzione per lui, “Detectiveveri” pensaci tu! ;-) Grazie per il commento, Cheers!

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  4. Non so ancora bene cosa pensare di Vince Vaughn perchè mi è sempre stato simpatico e in cuor mio tifo per lui, quindi la mia valutazione potrebbe essere poco obiettiva. Sicuramente non mi ha lasciato a bocca aperta in questa puntata, ma penso che le premesse per un'ottima prova da parte sua ci siano.

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    1. Concordo in pieno, non é un episodio straordinario ma promette grandi cose, staremo a vedere, alla fine faccio il tifo un po' per tutti, anche per Vince "Alaska, Alaska o la città di Alaska?" ;-) Cheers!

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