giovedì 18 giugno 2015

Tomorrowland (2015): Sogno un futuro senza Damon Lindelof


Ero riuscito a tenermi a debita distanza da questo “Tomorrowland” non un articoletto che parlasse della trama niente, solo un trailer visto al cinema e un paio di nomi: George Clooney, ma soprattutto Brad Bird, non mi serve sapere altro grazie.

Casey (Britt Robertson) è una giovane ragazza curiosa e afflitta da inguaribile ottimismo, un giorno entra in possesso di una spilletta che, come l’Anello per Frodo, dà il via alle sue avventure. La misteriosa spilla regala l’accesso ad una città futuristica che esiste in un piano parallelo della realtà. Con l’aiuto di una ragazzina robot di come Athena (Raffey Cassidy… Bel cognome) fa la conoscenza di Frank Walker (George Clooney) un disilluso esule del mondo noto come Tomorrowland…

Penso non ci fosse un nome migliore di Brad Bird per riportare in scena le storie di avventura e fantascienza degli anni ’80, quelle portate ai massimi livelli da Steven Spielberg per capirci, sponsorizzato dai petrol-dollari della Disney, Bird dimostra di saperci fare, basta guardare la lunga carrellata sulla città di Tomorrowland, per capire che il vecchio Brad è un regista con i piedi ben saldi nell'animazione e lo sguardo dritto e aperto nel futuro, come cantava Bertoli.


"E' tutto talmente futuristico che mi viene quasi da vomitare...".
Ma per mostrarci questo futuro, Bird sembra rifarsi anche e soprattutto al passato, come detto, il Cinema Spielberghiano, ma anche un certo gusto Steampunk nell’estetica, non è un caso se il film inizia proprio alla fiera universale di New York del 1964, dove incontriamo il giovane Frank orgoglioso della sua invenzione, un Jetpack che sembra uscito dalla pagine di Rocketeer (a proposito di Steampunk).

Evidentemente Clooney deve averci preso gusto a svolazzare in giro per i film con un Jetpack in spalla, ha guadagnato un sacco di ore di volo in “Gravity”…


"Da grande farò l'astronauta e salverò Sandra Bullock!".
Cosa funziona tantissimo in “Domanilandia”? Secondo me la chimica tra i due protagonisti, lo scontro tra il burbero Frank di Clooney e l’ottimista e spaccatimpani Casey non è male e, per fortuna, non cade nei soliti schemi padre/figlia. Britt Robertson non riuscivo ad inquadrarla, poi nella scena in cui persino Athena gli dice di smettere di urlare ho capito… Era l’urlatrice di “Under the dome” e anche qui non ha perso la (cattiva) abitudine.

"Solo perché le orecchie degli spettatori in prima fila stanno sanguinando non vuol dire che io stia urlando".
A mio avviso hanno saputo fare un buon lavoro mostrandoci in parallelo la vita di Casey e quella del giovane Frank nei flashback. Frank figlio di un contadino vede Domanilandia come una possibilità di riscatto, mentre la ragazza-prodigio ha un'incrollabile fede del potere e nella volontà di cambiare le cose. Il valore dell’incondizionato entusiasmo e dell’incanto sono la base del film e sono anche quelli richiesti allo spettatore per farsi coinvolgere dal giochino, senza porsi troppe domande su svariati passaggi di trama dubbi e un ritmo che tende ad impantanarsi più e più volte, specialmente nel pre-finale.

Menzione speciale per Raffey Cassidy, la sua Athena sembra la Super Vicky dell’era degli Smartphone, la sceneggiatura la fa costantemente correre sul filo sottile della saccenza e dello spaccamento di maroni, ma per fortuna grazie ad un paio di scene d’azione (PG-13 off course) e QUEL finale, riesce comunque a non risultare odiosa.


"Sono 50 kg comprese le lentiggini, ma se voglio ti spezzo tibia e perone in 9 punti".
Ora, però, passiamo ai punti dolenti del film…
Da un creativo come Brad Uccello ti aspetti sempre qualcosa di più, per quanto la scena della Tour Eiffel urli fortissimo Steampunk ad ogni fotogramma, mi è sembrata davvero poca cosa e, in tutta onestà, non basta un negozietto pieno di ciarpanate Nerd vintange per farmi sciogliere, per altro, mi è sembrata l’ennesima occasione per la Disney per ricordarci che ora, i diritti di sfruttamento su Guerre Stellari sono saldamente nelle loro mani… Avverto una perturbazione nella Forza.

Ho apprezzato moltissimo la sparatoria con i raggi che fermano il tempo, anche se tutta questa cosa del mondo parallelo, troppo spesso rischia di sembrare una versione Disneyana del finale di “Interstellar”, purtroppo non tutte le scene d’azione sono pesche e crema, troppo spesso ho avuto la sensazione di assistere ad un film videogames, tutto strutturato come un vai lì, prendi quell'oggetto, fatto! Ora corri d’altra parte e sconfiggi il mostro di fine livello.


"Robot, Jetpack e la Tour Eiffel volante...What else?"
Per ogni momento d’azione, poi, il ritmo inciampa in momenti verbosi ed inutilmente espositivi, ovvero i famigerati Spiegoni…

Quello che noto nei film odierni è che soffrano tutti un po’ troppo spesso della sindrome di dover per forza sorprendere, cercando qualcosa di nuovo e mai visto, fino qui non ci sarebbe nulla di male, peccato che allo stesso tempo, siano afflitti dal terrore atavico di perdersi il pubblico lungo il percorso, il risultato è che in “Tomorrowland” non succede NULLA se prima non c’è stato uno spiegone, o comunque, appena la trama ha una svolta, anche piccola, stai sicuro che arriverà un tedioso momento espositivo a tagliare i cavi del Jetpack. Il risultato è che il film invece di decollare, precipita…

Ora io non vorrei accanirmi, ma come minchia è possibile che tutti i film in cui compare Damon Lindelof si trasformano in un casino? Lo stramaledettissimo Cioccolatino Lindelof, l’uomo dallo spiegone facile, ma mai quando serve (COFF Coff… LOST! Coof CoOf!), quello capace di far schiantare un aereo e far uscire illeso solo il protagonista del film, sempre lui…

"Qui è dove devo cantare 'The man of constant sorrow' o è dove ci tocca un altro spiegone?".
Ho avuto già diverse occasioni per parlare male di Cioccolatino Lindelof, ma io mi chiedo: cacchio è possibile che ancora qualcuno gli faccia mettere mano a delle sceneggiature? E’ un po’ come chiamare un idraulico per un tubo che gocciola, ritrovarsi con la casa allagata e poi consigliarlo ad un amico bisognoso. A meno che tu non voglia fare un torto a qualcuno, è un suicidio chiamare Lindor… O forse è proprio questo il problema: gli Studios si rimbalzano Lindelof come una patata bollente, cercando di boicottarsi uno con l’altro!

La mitica città di Fantàsia... Ah no, di Domanilandia.
Per essere un film che guarda al futuro, pescando a piene mani dal passato, “Tomorrowland” troppo spesso si perde a fissare il proprio ombelico, il risultato è che quel “Sense of Wonder” necessario ad apprezzare una storia di ottimismo a tutti i costi come questa, viene smorzato dall’eccesso di verbosità inutile, da un cattivo, con il volto dell’Ex Dottor House, Hugh Laurie usato poco e malamente, il che è un enorme peccato, perché per una volta, il nemico non è l’alieno invasore, ma un Americano, maschio, bianco che non sa più sognare e si abboffa a piene mani dal buffet dell’Apocalisse che ci viene servita già pronta.


"It's not Lupus".
L’Ottimismo sempre e comunque è la cura Disneyana per creare il migliore dei mondi (occidentali) possibili, solo che 30 anni fa, era più facile credere a storie dello stesso tipo, fatte con meno soldi, divi, spiegoni, ma con le stesse musiche, perché non credo di aver sentito una singola traccia musicale originale per tutta la durata di “Tomorrowland”, anzi, mi sono sembrate tutte piuttosto scopiazzate da altri film della stessa tipologia.

Il risultato è un film che aveva tutto per conquistarmi, ma che di fatto non ci è mai riuscito davvero. Brad, se vuoi usare il Cinema per ispirare un futuro migliore, prendendo spunto dal passato, proprio dal passato dovresti imparare, per non ripetere gli stessi errori, se c’è uno che può portarci a “Domanilandia” quello sei proprio tu, però cacchio, Cioccolatino Damon Lindelof lascialo a casa prima di partire, è un peso morto che non ti serve...

14 commenti:

  1. A me non è affatto dispiaciuto. Ha tanti punti di forza sui quali sono d'accordo con te e alcuni punti deboli (che hai riassunto perfettamente) ma per una serata "da tornare bambini" è perfetto!

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  2. Eh ma che figata! Ti dirò che avevo proprio questa netta sensazione, a monte. Poi Lindor è una garanzia di cagarella col trade Marck, come non sottoscriverlo. Gradi citazioni proffuse ma manca 8forse9 quella di hugo Cabret- o sono io che ce ne vedevo un po'?

    Roketeer ce l'ho nel mirino recensivo da tempo, l'unico probema è che non so come imbastirne la struttura dato che ogni tre parole verrebbe fuori DIOCHEFIGACOLOSSALEJENNIFERDIOCHEFIGACOLOSSALEJENNIFERMAAVETEVISTOCHEMANZADASEITONNELLATEODDIONONCISTODENTRO.

    P.S. : comunque una delle tue migliori lette fin'ora

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    1. Hugo era un po’ più meta-cinematografico, beh, fa un pelo anche questo a ben pensarci. In ogni caso ti ringrazio moltissimo, Cioccolatino Lindor alimenta sempre il fuoco della mia tastiera ;-)

      Dopo i jetpack di questo film e Jurassic PORK 3, mi è tornata voglia di rivedere Rocketeer, come ti dicevo, voglio il tuo commento, e se fosse tutto “JENNIFERDIOCHEFIGACOLOSSALE” chissene, da parte mia sull’argomento Jenny sfondi non una porta aperta, una parete divelta ;-) Cheers!

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  3. Ho letto il tuo commento é ho visto che siamo fondamentalmente d'accordo, io probabilmente patisco gli spiegoni Lindelofiani più di te ;-) Ora voglio uno spin-off su Athena ;-) Grazie per il commento! Cheers ;-)

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  4. Io mi chiedo ancora, più che altro, come abbia fatto Lindelof a scrivere le prime due stagioni di "Lost", che sono davvero molto belle. Nulla a che vedere con tutto quello che ha fatto dopo!
    Mi segno piuttosto il film con Ben Hur ;)

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    1. Concordo con te la prima stagione di lost penso sia la migliore "numero 1" vista tra tante serie, dopo? Una tragedia brutta dietro l'altra... Bravo bitta un occhio a 2022 poi fammi sapere come ti é sembrato ;-) Cheers!

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  5. Penso che se fosse uscito 20 anni fa, lo avremmo apprezzato decisamente di più..

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    1. Si, e probabilmente anagraficamente ci saremmo evitati anche Cioccolatino Lindelof ;-) Cheers!

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  6. Sono d'accordo con te sui difetti. Anche per me aveva degli ottimi requisiti. Io a posteriori mi sono innamorata del soggetto e del messaggio che poteva dare, ma il film che avrei voluto è nettamente diverso, anche se non è da buttare nemmeno questo. Nel complesso si guarda bene.
    Avverto anch'io una perturbazione nella forza... brrr ;-)

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    1. La nostra fede nella Forza verrà messa a dura prova nel 2015. Il messaggio del film é molto bello aveva davvero il potenziale per entrare a gamba tesa nei nostri cuoricini cinefili questo film. Cheers ;-)

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    2. speriamo che non prevalga il lato oscuro! Attendiamo con timore e impazienza ;-)

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    3. Pazienza! Pazienza! Se Jedi vuoi essere.... ;-) Cheers!

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  7. eppure continua a non attirarmi...

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    1. Se ti fai tirare dentro al giochino ci può stare, altrimenti i difetti sono purtroppo tutti lì da vedere. Cheers!

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