lunedì 29 giugno 2015

The Salvation (2015): Per lo “Smørrebrød Western” dovremo aspettare ancora un po’…


Il regista Danese Kristian Levring arriva dal movimento Dogma 95 e guardando il suo Western “The Salvation” non lo si direbbe minimamente…

Ora, quello che ho notato leggendo in giro è che quando si parla di un film proveniente da un Paese che non sia sempre uno dei soliti noti, la tendenza comune è quella di accorpare il titolo ad altri di riferimento del Paese da cui il film proviene. In questo caso essendo danesi sia il regista che il protagonista è necessario per forza tirare in mezzo Von Trier… Ok, F-f-fatto? Ora posso parlare del film? Grazie.

La cosa che mi ha attratto della pellicola è principalmente il fatto che si tratti di un Western cosa che per me è più che sufficiente per vedere un film. Il suo cast, poi, sembra assemblato per essere volutamente di richiamo: Mads Mikkelsen, Eva Green, Jeffrey Dean Morgan, Eric Cantona, Jonathan Pryce…. Tutta gente ammirevole, tutti nomi validi, ma io, per motivi facili da intuire, guarderò sempre un film con Jonathan Pryce, solo per il fatto che c’è Jonathan Pryce, se poi è un Western, saluti e baci!


Ecco che fine aveva fatto Sam Lowry, si era nascosto nel vecchio West...
Anche se poi scopro, senza troppa sorpresa, che Jonathan Pryce è solo una delle tante facce che copre uno dei tanti ruoli standard tipici del film Western, che in questo film sono il sindaco corrotto, lo sceriffo fifone, il beccamorto… C’è anche il ragazzino che si ostina a fare da spalla all'eroe, insomma, ci sono tutti i classici del genere.

L’originalità non è proprio la forza di “The Salvation”, né per messa in scena, né per la storia:
un uomo di poche parole (Mikkelsen) arriva nel nuovo mondo, pochi soldi e tante buone intenzioni (sembra quasi una metafora della vita professionale di Kristian Levring), il solito gruppo di male intenzionati, al soldo dei ricchi e potenti di turno, uccidono la famiglia del protagonista. Il buono, guarda caso anche biondo, per vendetta, aiuterà la cittadina, presa in ostaggio dai cattivoni.


Il primo che si muove, diventa la portata principale nel prossimo episodio di "Hannibal".
Ricchi potenti, corrotti e cattivi, poveri di buon cuore, i personaggi già visti di cui sopra, il tutto con una fotografia patinatissima, che se non fosse per il minimo sindacale di polvere, sembrerebbe un filmino girato nella parte Western del parco di Gardaland.

Solo per il look, i costumi, i colori, sembra che Levring più che ai classici, si sia ispirato a cose più post moderne tipo “The quick and the dead” di Sam Raimi o la serie Tv “Le avventure di Brisco County Jr.” per chi se la ricorda. Oh! Parlo solo dei costumi eh? Perché se Levring avesse fatto un Western come i due citati sopra, sarebbe il mio nuovo film preferito.


Ci sono un Danese, un bambino ed un cavallo che entrano in un Saloon...
Purtroppo nel calderone del già visto, il film ha tutte le facce giuste: Jeffrey Dean Morgan a fare il cattivone, persino Eric Cantona sembra un caratterista Western, che si toglie lo sfizio (da buon Francese) di parlare male dei Tedeschi. La sparatoria finale non è male, ma il film è talmente convenzionale da sapere tanto, troppo di già visto.


Au revoir Cantona
In soldoni, la vera forza sta proprio nel cast azzeccato, specialmente per i due protagonisti: Mads Mikkelsen quando non cucina la gente in “Hannibal”, ha una carriera basata sulla sua mono espressività, sul carisma che emana e la presenza scenica, guarda caso, fa coppia con una Femme Fatale muta, che ha la faccia, il corpo e soprattutto gli occhi di Eva Green, anche se purtroppo, si tiene tutti i vestiti addosso, evento ormai rarissimo visti gli ultimi titoli della filmografia di questa signorina.

Eva Verde riesce comunque a recitare tutte le varianti del mutismo in maniera eccezionale, soltanto con l’espressività delle sguardo, bravissima, anzi per restare in tema… Giù il cappello!


"Sguardo incazzato su occhi smeraldo", Eva Green, Olio su tela 50x120.
Insomma, un Western composto da facce, ma tutte quelle giuste, a cui però, da aggiungere non c’è davvero altro e, giusto per chiudere il discorso, la Danesità di regista e protagonista, come il Background di Levring nel movimento Dogma 95 non si vede… Quindi tranquilli, per poter parlare di “Smørrebrød Western” dovremo aspettare ancora un po’.

8 commenti:

  1. "Smørrebrød Western" è una trovata geniale: credevo di aver raggiunto il massimo con il "Kiwi Western" riguardo ad un film neozelandese :-D
    Kristian Levring nel Dogma95 ha diretto quel capolavoro assoluto che è "Il re è vivo" (2000), quindi ha la mia cieca approvazione per il resto della vita: però sono curiosissimo di vedermi questo suo western "uguale/diverso" ;-)

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  2. Bene mi fa piacere che ti sia piaciuta la definizione ;-) "il re é vivo" lo conosco ma non l'ho mai visto, dovrò rimediare ;-) Fammi sapere come lo troverai questo film, a mio avviso il suo dovere lo fa, é poi ha tutte le facce giuste ;-) Grazie per il commento, cheers!

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  3. Mi verrebbe da dire: "ci ha provato".
    Però Kristian Levring non è proprio il primo che capita...

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    1. Probabilmente si é tolto lo sfizio di poter dire "ho fatto un western" ;-) Cheers!

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  4. Ti dirò, a me incuriosisce proprio per Mikkelsen, attore che adoro.
    Però a sapere che la Green non si spoglia mi scende una lacrimuccia...

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    1. In effetti è uno dei pochi film recente in sui purtroppo resta vestita, anche se forse doveva bilanciare con i vari 300/Sin city 2, in cui è facile immaginare a cosa fa riferimento il 2 ;-) Detto questo Mikkelsen è un grande, è dai primi film di Refn che lo apprezzo, con quella faccia e le sue "Duck-Lips" reciterà fino a 95 anni ;-) Cheers!

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    2. Alla fine visto e... beh, la penso come te. Non brutto, ma comunque ci si poteva aspettare decisamente di più.

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    3. Concordo, intrattiene senza inventare nulla, ma ormai si vedono così pochi Western che quei pochi, bisogna buttarcisi a pesce ;-) Cheers!

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