domenica 28 giugno 2015

La lega degli straordinari gentlemen - Black Dossier: Un esperienza meta-fumettistica


Alan Moore è il più grande scrittore di Fumetti di sempre, è LO scrittore, non c’è niente da fare, questo è un dato di fatto.


Se pensate che il meglio lo abbia sfornato negli anni ‘80, allora invito tutti a leggersi, per prima cosa La Lega degli Straordinari Gentlemen e soprattutto questo “Black Dossier” che può essere letto anche se non avete letto tutti i numeri dedicati alle avventure della Lega, poiché il Dossier Nero è stato concepito come guida nell’universo Steampunk creato da Moore e O’Neill.

Do per scontato che conosciate i personaggi de La Lega degli Straordinari Gentlemen e non mi addentro troppo nella storia, dico solo che il tutto parte da un certo momento nella vita di Mina e Allan Quatermain.

Continuando nella sua operazione filologica/storica, Moore ci mostra un Inghilterra uscita a fatica dalla dittatura del Grande Fratello descritto da Orwell in “1984”, in cui i due avventurieri si ritrovano, dopo aver fatto le scarpe ad un agente segreto donnaiolo, belloccio e pieno di gadget High Tech di nome ehm… Jimmy (occhiolino, occhiolino) per le mani il Black Dossier, che contiene tutta la storia segreta d’Inghilterra e della Lega.

Il suo nome è Jimmy... Al Servizio segreto di sua Maestà.
Mentre la storia procede, evolvendosi in un Thriller Pulp farcito di personaggi presi dalla letteratura (divertitevi a coglierli tutti, ma non c’è la farete, sono milioni!), Mina e Allan si concedono una sbirciata al Dossier e voltando pagina, noi lettori, ci troviamo a leggere quello che anche i personaggi nella storia stanno leggendo, in un'esperienza meta-fumettistica che si fa TOTALE andando avanti nella lettura.

Non si può non lodare il lavoro della Bao Publishing che ha saputo ricreare il Dossier fisicamente, se al vostro volume togliete la sovra copertina, sarà come avere per le mani lo stesso identico libro che i protagonisti sfogliano nella storia. Nella parti in cui il dossier passa dal fumetto alle parti di testi, la Bao ha addirittura cambiato la tipologia della carta, un lavoro davvero impeccabile, per altro reso monumentale se si considera la difficoltà di traduzione dell’opera in Italiano, sì, perché dal punto di vista linguistico Moore ha davvero esagerato…

La lettura è un Tour de force testuale incredibile, si passa da un dispaccio scritto nella Neolingua di Orwell, ad un saggio di occultismo di Oliver Haddo (personaggio visto nel terzo volume della Lega, ispirato ad Aleister Crowley). Tutta la storia di Orlando ci viene raccontata come se fosse una di quelle avventure a puntate che venivano stampate sui quotidiani, ma il colpo di genio lo troviamo nella metà esatta del volume.

Nel mezzo del volume (di nostra vita) troviamo una Tijuana Bibles, un piccolo fumettino umoristico/pornografico ispirato al mondo creato da Orwell. La cosa divertente è che ritrovarsi a leggerlo, nascosto tra le pagine del Black Dossier, aumenta il senso di immedesimazione, anche perché le bibbie di Tijuana non si leggevano mica tenendole in bella vista, ma sempre nascondendole tra le pagine di qualcosa di più presentabile… Per altro, è una tipologia di fumetto che Moore aveva già citato in una delle sue opere, infatti, in “Watchmen” Silk Spectre ne riceveva in omaggio una, in cui era lei stessa la protagonista.

Non potrete mai più leggere "1984" guardandolo con gli stessi occhi...
Ma il Mago di Northampton è un vulcano, si inventa persino un racconto mai completato di Shakespeare dedicato alla Regina Gloriana (di cui nel Black Dossier si scoprono le vere origini) e a proposito di lettere da non fare in pubblico (vi assicuro che leggere questo fumetto sul Bus è un'agonia!) troviamo anche un racconto in prosa con protagonista la celebre libertina Fanny Hill, con tanto di illustrazioni in cui O’Neill si è davvero scatenato… Consideratevi avvisati.

Inoltre, troviamo racconti in stile Lovercraft, schemi delle varie versioni del Nautilus, le descrizioni delle contro parti Francese e Tedesca della Lega (voglio un volume dedicato alla Lega Francese, solo per il personaggio di Belfagor!) cartoline illustrate con le dediche scritte dal pugno dei personaggi, servono a colmare le porzioni di storia non narrate relative al passato di Mina e Allan. No, sul serio, questo fumetto ti bombarda di materiale letterario in tutte le sue forme più disparate!

Il passaggio che ho trovato più ostico è stato sicuramente il romanzo Beat, scritto da Sal Paradise (quello di “On the Road”) con protagonista Mina e Allan. Qui Moore utilizza la prosa istantanea tipica delle poesie di Ginsberg o di Kerouac. La storia è popolata di personaggi geniali, come quello proveniente dalla dimensione parallela, sempre contornato dalla sua adorate bambole Olandesi, ho deciso di fare del suo saluto ben augurante (“Pane e poppe!”) un tormentone da usate nella vita reale.

Il suo saluto è già una frase di culto.
Ovviamente il punto più alto dell’esperienza meta-fumettistica si raggiunge nelle ultime pagine del volume, quando i protagonisti indossano gli occhiali 4D (quattro perché in un fumetto stampato su carta, il numero di dimensioni risulta differente… Genio! GENIO!!) anche il lettore deve fare la stessa cosa, inforcando gli occhialetti allegati al fumetto… No, decisamente non si può leggere il Black Dossier sull'autobus.

Questi li troverete in allegato al volume... Ora provate a dirmi che non avete tantissima voglia di leggerlo.
Il finale è totalmente meta-fumettistico, perché il personaggio di Prospero parla direttamente con il lettore e, siccome è ritratto con delle sembianze del tutto simili a quelle di Alan Moore, è un po’ come se nelle sue parole, fosse spiegato tutto il senso dell’opera. Ci viene spiegata la sua concezione di arte e di letteratura, fornendoci una (ennesima) chiave di lettura a tutto il volume.

C’è veramente da perdersi leggendo il “Black Dossier”, Moore va a ruota libera tra Da Vinci, Enea, la guerra di Troia, Orwell e Vonnegutt. Nel suo delirio galoppante, omaggia il fumetto in tutte le sue forme, da quello 3D a Weird Tales, passando per quello erotico e i Tijuana Bibles. In tutto questo fantastico casino, Kevin O’Neill non perde il suo stile Punk, ma anzi si destreggia alla grande tenendo il passo del suo straripante scrittore.

Cosa volete che vi dica, quando pensi di aver visto tutto, Moore fa di più. Se n’è andato dal mondo del fumetto sbattendo la porta, ha fatto dichiarazioni in cui ha insultato tutto l’ambiente e fatto incazzare chiunque lettori ed addetti ai lavori, ma da un anarchico come lui vi aspettavate qualcosa di diverso?

Non disturbate, Genio al lavoro...
Chi sostiene che Moore è spocchioso e che si è montato la testa, forse non legge fumetti da parecchio tempo, perché spesso sono sempre la stessa storia riscaldata. Se poi Moore sostiene che nessuno è riuscito ancora a fare meglio di una storia che lui ha scritto 30 anni fa (Watchmen) cosa gli dite? Non ha forse ragione lui?

Cercate questo “Black Dossier”, sfogliatelo, leggetelo, ditemi se non vorreste che tutti i fumetti avessero questo livello di creatività, che riuscissero a spaziare tra letteratura alta e bassa, senza limite di genere, permettendosi trovate che gli altri media non possono permettersi. Ditemi che preferite i fumetti omologati fatti in serie uno identico all'altro, ditemi che Alan Moore non ha ragione. Ditemelo, però ci dovete credere mentre lo fate.

8 commenti:

  1. Recensione spettacolare: sono infiammato e voglio colmare le mie molte lacune nell'opera di Moore.
    Citi ghiotti pseudobiblia e io impazzisco per i "libri falsi". Tempo fa trovai un vecchio romanzo di Westlake dove rievocava il periodo in cui scriveva porno, citando veri libri suoi in una falsa storia! Peccato non abbia citato le Tijuana Bibles :-D
    Grazie delle infinite dritte e... a quanto ho capito sei un Bus-Lettore irriducibile ^_^

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    1. Ti ringrazio ;-) Mitico Westlake, anche se lo conosco più per i film tratti dalle sue opere... Qui Moore salta di palo in frasca cambiando 10 stili, te lo consiglio caldamente ;-) Ah si, faccio grandi letture sul Bus, anche se leggendo "Black Dossier" mi nascondevo dietro ;-) Grazie per il commento, Cheers!

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  2. Sono ancora fermo al secondo volume.
    Terzo e quarto sono in programma.
    Io posseggo i primi due dell'edizione precedente pre Bao, spero non ci siano differenze di sorta.
    Molto accorata latua recensione, che mi tira su il morale visto che in genere questi ultimi due volumi dividono parecchio gli appassionati, segno che la personalità di Alan non è affare di tutti ( anche se dovrebbe esserlo).

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    1. Anche io ho i primi due volumi della Magic Press, il terzo e questo della Bao, quindi vai tranquillo, non ti perdi nulla ;-) Io ho trovato il terzo e questo Black Dossier geniali, fammi sapere quando li leggerai ;-) Per il resto, ho voluto dire la mia sulle ultime affermazioni di Moore, risulteranno spocchiose, però alla fine ha ancora ragione lui, risultati alla mano ;-) Cheers!

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  3. Mi sono divertito molto nel leggerlo. Lo stesso vale per la tua recensione!

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    1. Grazie mille ;-) Vero che è spettacolare? Uno di quei fumetti che tutti gli appassionati di questa arte dovrebbero leggere, anche solo per vedere le potenzialità del media ;-) Cheers!

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  4. Difficile non essere d'accordo sia per quel che riguarda il volume che per le opinioni su Moore,dico solo che ho sempre trovato spunti d'interesse perfino nei suoi lavori minori.Invece di continui cross over e gimmick da quattro soldi vorrei più sperimentazioni di questo tipo.

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    1. Concordo in pieno, il fumetto é un media sperimentale con tantissime possibilità creative, meglio un fumetto così che 10 maxi-saghe senza idee;-) Cheers!

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