venerdì 19 giugno 2015

Il Vento e il Leone (1975): l’Eroismo delle cause perse


C’è stato un tempo in cui una grande casa di produzione di Hollywood, finanziava un film ad alto budget in cui il protagonista, interpretato da uno degli attori più famosi, pagati e ammirati dalla donne di quel periodo, interpretava un capo tribù berbero musulmano con la propensione a decapitare i nemici, a rapire belle madri di famiglia bianche, per alimentare la sua crociata contro l’imperialismo Americano. Il cattivo del film? Solamente uno dei più amati presidenti della storia degli Stati Uniti.
Non credo che nel 2015 qualcuno finanzierebbe un film del genere, ma nel 1975 è successo e si intitolava: “Il Vento e il Leone”. Benvenuti ad una nuova puntata di...




Se non ne avete mai sentito parlare è perché il film incassò due lire (strano!), se invece lo conoscete, è perché probabilmente avete avuto un padre come il mio. Tenetevi forte, momento amarcord in diretta dall’infanzia del vostro amichevole Cassidy di quartiere:
uno dei più grandi acquisti della vita di mio padre è stato senza ombra di dubbio un videoregistratore, uno dei primi usciti, laggiù da qualche parte nelle nebbie degli anni ’80. Il fantascientifico macchinario era una specie di tank del peso approssimativo di un pianeta di piccole dimensioni. Quell’oscuro monolite sdraiato è stato probabilmente il principale artefice della mia passione per i pulsanti da schiacciare e del cinema, quella scatola delle meraviglie l’ho letteralmente fatta piangere per i chilometri di nastro che le ho fatto srotolare. Tanto super lavoro richiedeva costante manutenzione, quindi il vero smanettone di famiglia, mio padre, ogni tanto doveva “ritarare” nuovamente il videoregistratore, onde evitare audio distorto e video con strane righe… Bella la vita nell'era del Blu-ray eh?

"Quindi questi Raggi-Blu non hanno bisogno di essere riavvolti? Che razza di diavoleria è mai questa!".
Beh, insomma, poiché i VHS originali costavano come il prodotto interno lordo di un piccolo stato africano, i film si registravano tutti dalla tv (allora ancora li trasmettevano) e la cassetta “master” da utilizzare per verificare che il videoregistratore funzionasse a dovere, era proprio “Il vento e il leone”. Registrato da un passaggio tv sulla Rai, a detta di mio padre, bene, ma così bene, da poter fare invidia ad una visione in sala. Risultato: che il videoregistratore fosse rotto o funzionante, quella cassetta ha girato per un numero considerevole di ore durante la mia infanzia… Adesso fate ciao ciao con la manina a Mr. Cassidy Senior, che sicuro come la morte e le tasse, quella cassetta la conserva ancora gelosamente nei suoi archivi, anche se il videoregistratore ormai ci ha lasciati, come un grande guerriero del passato.

Dopo questa storiella, serve anche che vi dica che per me questo film è un Classido?


“Il Vento e il Leone” è prima di tutto un gran film di avventura, basato su eventi storici reali, ovvero: il rapimento di Ion Pedicaris da parte di una tribù berbera nel 1904. Questo spinse il presidente Teddy Roosevelt ad inviare i marines in Marocco che in quel periodo era già politicamente una polveriera, Francesi, Tedeschi ed Inglesi avevano già le loro truppe schierate nel Paese. La risposta del risoluto presidente ha rischiato di diventare il Casus belli di quella che sarebbe potuta essere una Guerra Mondiale, in linea di massima, sapete poi come è andata, magari ne avete sentito parlare…

John Milius prende gli eventi come spunto di partenza, facendo quello che gli è sempre riuscito meglio: fregarsene di tutto e raccontare la sua storia.
Ora, la posizione politica di John Milius è piuttosto nota, forse è più conosciuto per quella che per i suoi straordinari film ed è anche il motivo per cui ho deciso di affrontare di petto il “problema” e spararmi questa mini retrospettiva Miliusiana. Sì, perché, dovrei farvi notare che un ammiratore di Roosevelt come lui ha comunque scelto deliberatamente di abbracciare una posizione contraddittoria nei confronti del Presidente, spesso rappresentandolo come un cretino.
Ma onestamente non ho voglia di parlare ancora di Milius e di politica, preferisco parlare del film, che secondo me è straordinario.

Fate occhio, e alzate la mano quando vedete John Milius fare il suo cameo in questo film.
Milius preferisce mostrarci la contrapposizione tra i personaggi, piuttosto che i fatti come si sono svolti davvero (che poi è sempre quello che dovrebbe fare il cinema). Ion Pedicaris, noto sciupafemmine, nel film diventa Eden Perdicaris, ricca vedova con tanto di figli al seguito e sullo schermo ha il volto di una tostissima (e bellissima) Candice Bergen. Mentre il Raisuli, il rapitore a capo dei Berberi, ha la presenza scenica di Sean Connery, per tornare sul paragone iniziale, con le dovute differenze del caso, è come se oggi George Clooney interpretasse Osama Bin Laden.

"Con la differenza che io ho troppo stile per finire a vendervi cialde di caffè".
Raisuli rapisce la Signora Perdicaris e i suoi figli per trattare con gli Stati Uniti, vuole tutte le forze di occupazione Europee fuori dal suo territorio. Ottiene l’effetto contrario: gli Yankee sbarcano con i Marines, attraverso un accordo tra il sultano e i Tedeschi, il Raisuli viene fatto prigioniero e sarà proprio la bionda Eden, con l’aiuto delle truppe USA a liberare l’uomo, facendolo partecipare allo scontro con i Tedeschi, tanto epico quanto poco utile alla causa. Mi fa sempre sorridere il fatto che anche nel film in cui Milius critica i suoi Stati Uniti, alla fine i cattivi siano sempre i Tedeschi, ricordatevi della seconda Guerra Mondiale ragazzi!

Per questa signora qui abbiamo quasi rischiato un conflitto mondiale... Ditemi che non ne sarebbe valsa la pena.
“Il Vento e il Leone” ha tutte le caratteristiche del grande film d’avventura, cerca l’epica di “Lawrence d’Arabia” e la mescola con un prodotto che, nelle intenzioni della Major pagante, doveva essere per tutta la famiglia. In questo senso, l’ambientazione nel deserto del Marocco, non fa altro che trasformare il tutto in un grande film Western, in cui l’enormità dei paesaggi colpisce ad ogni visione del film, senza nulla togliere alla qualità del VHS registrato da mio padre, ma la regia di John Milius aveva la sua grossa parte di merito, bisogna dirlo.

Se chiedete al signor Cassidy Sr. vi direbbe che tutto questo è comunque merito solo del suo VHS.
Un'altra cosa che mi ha sempre colpito è il fatto che malgrado la violenza sia quasi sempre omessa (dietro c’era sempre la Major, con la sua ambizione di film per famiglie), ne “Il Vento e il Leone” ci sia uno dei primi schizzi di sangue sparato sulla macchina da presa che io ricordi. Guardando la scena, sembra una cosa venuta fuori per caso, ma comunque conservata nel cut finale del regista, fa riflettere perché se davvero le cose sono andate così, vuol dire che sui set di allora, il sangue finto c’era (e abbondante) mentre nei film moderni, è la prima cosa a scomparire per restare dentro i canoni dello stramaledetto PG-13.
La struttura è molto simile a quella di Dillinger, in quel film protagonista e nemesi erano due uomini ammirabili, due duri tutti d’un pezzo schierati dai lati opposti della barricata, qui, invece, anche se il tipo di contrapposizione è la stessa, è chiaro il fatto che John Milius si sia schierato patteggiando apertamente per uno dei due personaggi.

"Se volete unirmi a me, afferrate un arma, abbiamo un sacco di posto".
In due momenti del film, Roosevelet e Raisuli, si trovano a parlare del Winchester del Presidente, il primo scrive lettere alla casa produttrice del fucile e poi si esibisce in una gara di tiro organizzata alla Casa Bianca, il secondo si stupisce di non conoscere il modello dell’arma sfoggiata dal suo avversario. Ma il momento in cui Milius mette a contatto i due personaggi è quando gli fa pronunciare la stessa identica battuta, il Presidente dichiara di non voler trattare con “Chi non ha rispetto per la vita umana”, mentre Raisuli parlando proprio di Roosevelet sbotta “Ma quest’uomo non ha rispetto per la vita umana?!?”.

Non si può sbagliare mira e fare una figura da cioccolataio davanti a John Huston, nemmeno se sei il Presidente.
Di fatto i due personaggi si sfidano a distanza per tutto il tempo del film, ognuno a suo modo: Rasisuli cavalca nel deserto, salva donne in pericolo facendo a spadate con chiunque, sfoggiando una joie de vivre tutta sua. L’altro fa propaganda elettorale, tiene a bada i giornalisti con battute sagaci ed è molto preoccupato per un orso impagliato che grazie ad un dialogo come al solito scritto alla grande da Milius, secondo il Presidente sarebbe il vero simbolo degli Stati Uniti d’America.

"Signor Presidente, ci fa l'imitazione dell'orso?".
Questo è il primo film pieno di scene di massa diretto da Milius, non è proprio impeccabile a livello di ritmo, verso metà ha qualche lungaggine di troppo, ma i personaggi tengono sempre altissimo l’interesse, anche se su tutti, uno in particolare fa il vuoto:
Raisuli è il classico personaggio largen that life che rappresenta al 100% il vostro eroe da cinema. Una contraddizione con barba e sciabola che si presenta al pubblico con un'entrata in scena che lo riassume pienamente. Durante un tafferuglio viene inquadrato di spalle tranquillissimo, seduto accanto ad una fontana, si volta solo per sfoggiare un sorriso e la faccia da schiaffi di Sean Connery, salvo poi cadere per terra, nel tentativo di salire a cavallo, appena un secondo dopo aver messo fine alla discussione solo con uno sguardo.

"Il mio nome è Ahmed, Ahmed Mulai al Raisuli il Magnifico, Signore del Rif, sultano dei Berberi".
Un personaggio goffo ed epico allo stesso tempo, come solo i grandi eroi dell’avventura “Per tutti” possono essere, ogni volta pretende orgogliosamente di essere chiamato Ahmed Mulai al Raisuli il Magnifico, Signore del Rif, sultano dei Berberi. Allo stesso tempo rappresenta l’eroe di un mondo al tramonto, davanti alla realtà di essere ormai stato sorpassato dal progresso che avanza, Raisuli si oppone mosso in parti uguali da arroganza, testardaggine e coraggio, quando gli fanno notare che l’esercito di Sua Maestà Britannica è numeroso e ben armato lui risponde fiero: “Quanti cannoni ha questa Regina Elisabetta?!?! Ditele che io ne ho ben 10!!”.

Un personaggio capace grazie ai fenomenali dialoghi di Milius di paragonare se stesso ad un leone e il suo diretto avversario Teddy Roosevelt al vento: “Io ruggisco con sprezzo, ma tu non senti, tuttavia come il leone io devo rimanere al mio posto, mentre tu non conoscerai mai il tuo”.
Ho visto un paio di film in vita mia, con dialoghi appena appena peggiori di questo…

"Non ci posso credere che finirò come l'orso, in un museo… per di più insieme a Ben Stiller!".
Una figura epica e fuori dal tempo, capace di buttarsi nella lotta ridendo gioioso in faccia al pericolo, come se si sentisse vivo solo raccogliendo una spada da terra e lanciandosi all'assalto degli avversari che gli sparano addosso, capace di tirare dentro alla sua visione del mondo chiunque, anche i figli della Signora Perdicaris e con loro tutti quanti gli spettatori. Ogni volta che vedo la scena in cui il ragazzino passa il fucile al volo al Raisuli scatto in piedi esultando, lo faccio davvero giuro!

Una figura epica e fuori dal tempo, come la balzana idea di sconfiggere da solo l’esercito degli Stati Uniti d’America. Con questo personaggio e questo film John Milius ci racconta l’amore per le cause perse e le imprese impossibili, proprio come dice Raisuli ridendo: "Volete dirmi che non c’è qualcosa nella vita per la quale valga la pena perdere tutto?".

8 commenti:

  1. NOVABBEAIUTO.....Il cammeo di Milius stesso!!!!!!!! Mi mancava nonostante la cieca e feroce passione che ho per questa pellicola..Grazie!!!! :D
    Sai già come la penso io a proposito, nevvero? :)

    (Ti sei perso la colonna sonora che fa paura & delirio)
    Piglio le tue pastiglie colorate e ti lascio le mie goccine, come promesso https://www.youtube.com/watch?v=9O7y2a3f2aQ&feature=player_embedded

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    1. Grazie a te per il link goccine ;-) Per altro, uno dei rari cameo di Milius nei suoi film.
      Lo so come la pensi, ma a breve ripasserò a leggermi tutto dalla tue bande, per puro godimento personale ;-) Ammetto la mia vergognosa colpa… Preso dell’emozione ho dimenticato di parlare di Basil, ma posso dire a mia discolpa che per i prossimo due “Un Milius alla volta” mi sono preso il giusto tempo per parlare del Maestro, giurin giurello! ;-) grazie per il commento… Cheers!

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    2. Anche a me mancava quel cameo! XD

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    3. Quasi una rarità, Milius non è mai stato tanto da comparsate nei suoi film. Cheers!

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  2. Bello, Bello, Bello, Bello.....l'ho già detto che l'adoro????

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    1. Puoi dirlo anche mille volte, qui trovi terreno fertile ;-) E’ l’incudine su cui tutti i film d’avventura dovrebbero essere forgiati ;-) Cheers!

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  3. Grande film! Affascinante, ironico, avventuroso, teso... paesaggi epici e non da cartolina! Chissà come li vedremmo oggi nell' era del digitale e della cromatura al computer.
    Sean Connery! Un attore che riesce a passare con nonchalance da un agente inglese ad un capo berbero, da un anziano archeologo ad un militare russo... secondo me il ruolo di 007 e il suo fascino sempre verde hanno fatto passare un pochino in secondo piano la sua grande carriera!
    Ah, però! Mica l' avevo notato questo tema autoriale di Milius dei due uomini a confronto!?! E dire che c' è anche in CIB ed "Addio al re"!

    "Bella la vita nell'era del Blu-ray eh?"

    Specie quando il videoregistratore ti si "mangiava" il nastro o si dovevano fare operazioni varie alla cassetta! XD In compenso se riattacchi il disco con la colla o lo scotch funziona ancora (chiesto con poca ironia?

    "C’è stato un tempo in cui una grande casa di produzione di Hollywood, finanziava un film ad alto budget in cui il protagonista, interpretato da uno degli attori più famosi, pagati e ammirati dalla donne di quel periodo, interpretava un capo tribù berbero musulmano con la propensione a decapitare i nemici, a rapire belle madri di famiglia bianche, per alimentare la sua crociata contro l’imperialismo Americano. Il cattivo del film? Solamente uno dei più amati presidenti della storia degli Stati Uniti.
    Non credo che nel 2015 qualcuno finanzierebbe un film del genere, ma nel 1975 è successo e si intitolava: “Il Vento e il Leone”."

    Eh, eh! Effettivamente in quel periodo ad Hollywood sembrava tutto o quasi possibile! XD

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    1. Connery è un grande, ha fatto un sacco di film e interpretazioni micidiali in cui ha dato più prova del suo talento, di quanto non avrebbe mai potuto fare interpretando solo Bond. Le operazione alle VHS erano un momento drammatico, altro che E.R. ;-) Cheers!

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