giovedì 4 giugno 2015

Ex Machina (2015): La sorella carina (e letale) di Ultron


"The female of the species is more deadly than the male".
Rudyard Kipling

Spesso i film di fantascienza, anche se basati su forti idee scientifiche o sociologiche, cedono il passo all'intrattenimento, come se fosse una regola che la componente “Science” sia sempre secondaria rispetto a quella “Fiction”. Per una volta Ex Machina riesce quasi a far saltare il banco…

La Soft Sci-Fi parte da un presupposto fantascientifico, per analizzare i rapporti umani che per altro sembrano il filo rosso che unisce tutte le sceneggiature di Alex Garland, che con questo film esordisce anche come regista.

Garland si è divertito ad analizzare i rapporti tra persone, spesso all'interno di una struttura gerarchica, scatenando contro l’umanità gli infetti di “28 giorni dopo” e del suo sequel “28 Settimane dopo”, oppure ha provato a spegnare il sole in “Sunshine” solo per vedere di nascosto l’effetto di paranoia che fa (Vengo anch’io! No tu no!). Se vogliamo dirla tutta, anche il remake di “Judge Dredd” aveva una componente sociologica: sbirri e criminali tutti chiusi dentro lo stesso palazzo che… No vabbè dai, quello era solo un omaggione a “The Raid”.

Riassumere non è il mio forte, ma se dovessi provare a spiegare “Ex Machina” con meno parole possibili, direi che è “Weird Science” (La donna esplosiva), però diretto da uno che ha guardato tantissimi film di Stanley Kubrick in vita sua.

Il programmatore Caleb (Domhnall Gleeson, figlio di Brendan, lo abbiamo visto in “Frank” e sarà nel cast del prossimo… Gulp! “Star Wars”) raggiunge il remoto e isolato appartamento/laboratorio dello scienziato Nathan (Oscar Isaac, bravissimo nell'ultimo film dei Coen e anche lui nel… Gulp! prossimo “Star Wars”), una specie di carismatico Dr. Frankenstein che gira scalzo e beve birra tutto il tempo. Il suo piano è rendere Caleb parte attiva dell’evoluzione della sua più grande invenzione, un'intelligenza artificiale dal robotico corpo ginoide di nome Ava (Alicia Vikander). La “ragazza” ha davvero preso coscienza di sé, o la sua è tutta una complicata macchinazione? In questo senso il titolo “Ex machina” è un discreto colpetto di genio.


"Ho trovato un posto di lavoro fighissimo, il mio capo beve birra tutto il giorno!".
L’appartamento tra le montagne di Nathan è tanto trendy quanto claustrofobico, l’accesso alle stanze è determinato da una carta magnetica che impone una gerarchia agli abitanti della casa, persino la narrazione divisa in capitoli, presentati con scritte bianche su sfondo nero, in qualche modo ricorda lo scandire dei giorni in “Shining”, fine dei paragoni con Kubrick, giuro!

 La classica idea di scienziato eccentrico è minata alla base dal comportamento di Nathan, uno che con barba, birrette e modi easy, cerca di fare il datore di lavoro compagnone e un po’ Hippy, ma allo stesso tempo è innegabile la componente sessuale all’interno delle sue creazioni (come la concubina Kyoko dalla quale non si separa mai), a questo aggiungete la mania del controllo di Nathan su tutti (umani e IA) ed il gioco è fatto. Oscar Isaac è bravissimo a rendere un personaggio che in mano meno talentuose avrebbe rischiato di scadere nel macchiettistico.


...Ed è anche un ottimo ballerino, passo, passo... piroetta!
Ovviamente, per creare un dramma claustrofobico fatto interamente in interni, la storia si deve prendere i suoi tempi, quindi non aspettatevi propriamente azione a go-go. Garland si conferma uno sceneggiatore capace (il monologo sull’action painting di Jackson Pollock è sicuramente un apice), ma come regista è ancora molto legato ai dialoghi, infatti tutta l’evoluzione di Ava e il suo rapporto con Caleb si svolge praticamente solo attraverso i dialoghi. La componente visiva per Garland è quasi tutta legata agli ottimi effetti speciali, le “ossa” metalliche di Ava sono visibili attraverso la sua pelle fatta di plexiglass trasparente e il suo viso sembra letteralmente incollato su di un teschio metallico. Per tutto il tempo non sono riuscito a non pensare alla povera Alicia Vikander (già vista ne Il Settimo Figlio) avvolta in porzioni di tuta verde, da modificare in post-produzione.

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In “Ex Machina” troviamo molto dello scontro uomini/donne, Nathan con il suo atteggiamento da amicone, cerca di creare un’alleanza con l’altro maschio della casa, sottolineando il tutto con vari “Bro” e “Dude” nella parlata, ma di fatto sembra un padre padrone nei confronti di Ava, che apparentemente sembra la principessa da salvare, ma in realtà è più determinata di qualunque uomo della casa, specialmente nel cercare di rivendicare la propria umanità.

Pur abbracciando la componente Sci-fi, il film procede nella sua analisi dello scontro tra i sessi, ci viene mostrato il maschilismo di fondo di Nathan, mentre Ava è una specie di androgina sirena tecnologica, che osserva e impara, se non siete persone propense alla depressione o alla misoginia, “Ex Machina” sarebbe il film ideale da accoppiare ad “Under the Skin” in un'ipotetica serata a tema.

La tensione va in crescendo e il finale è quello giusto per un dramma di questo tipo, quello che ho apprezzato è il modo in cui Garland sia riuscito a non far mai passare in secondo piano la componente Sci-fi: sembra di assistere ad un film che riflette sulle conseguenze di un'IA che prende coscienza di sé, ma lo fa come se una super Intelligenza Artificiale, potrebbe arrivare dopodomani nelle nostre case e non tra centinaia di anni…


Nel futuro, ci metteremo le lenti a contatto così.
Un film che riesce a tirar dentro archetipi tipici delle storie con creatore e creatura, applicandole ad un look molto moderno, dovete mettere in conto un ritmo lento, per nulla palloso. La cosa che ho apprezzato di più è proprio il fatto che arrivati a fine film, sei consapevole di non aver visto un nuovo titolo fondamentale della fantascienza, ma mentre lo stai guardando, resti ipnotizzato facendoti tirare dentro dal suo gioco, proprio come succede a Caleb.

In generale io preferisco un utilizzo più “Sanguigno” delle metafore, però non posso dire che sia un brutto film, o che mi abbia annoiato, poi sicuramente meglio Ava di che so… Skynet! 

20 commenti:

  1. ce l'ho lì da tempo a prender polvere...ora gli hai fatto scalare diverse posizioni...

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  2. Ogni tanto ti restituisco il favore, di solito sono io che faccio così leggendo i tuoi commenti ;-) Fammi sapere poi come lo hai trovato... Cheers!

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  3. Mapporcapupazzasintetica! Cheffai? Mi'interessava stò filmetto fin dagli anunci e mi spoileri così pacatamente l'evoluzione dell'androide?!?!?!?!?!?

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    1. Ehm… No! ;-) Perché quello che ho scritto succede nei primi minuti del film, la frase:
      ‘La “ragazza” ha davvero preso coscienza di sé, o la sua è tutta una complicata macchinazione?’
      Non è Spoiler perché non dice nulla di quello che succede nel film, infatti ho glissato completamente sui rapporti tra i personaggi, e non ho fatto riferimento a nessuno dei colpi di scena (C’è ne sono almeno un paio importanti). Se ci sono altre frasi compromettenti me ne scuso, ti assicuro che mi sono tenuto distante dai dettagli della pellicola il più possibile, in generale in una storia con protagonista un IA, è abbastanza normale che ci sia un evoluzione no? Da Hal 9000 a Ultron passando per il robot di “Hardware” hanno tutte questo filo rosso.
      Se per caso ti riferisci al “Letale” usato nel titolo, nemmeno quello è uno Spoiler… vedere il film per credere ;-) Cheers!

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  4. veramente carino,il mentale stallo alla messicana imbastito dai 3 personaggi tiene bene per tutta la durata,se non ci fosse riuscito il tutto avrebbe avuto un sapore molto più amaro

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    1. Anche secondo me lo stallo funziona abbastanza, avrei preferito vedere il film mordere un pò di più, però le dinamiche tra personaggi sono valide ;-) Cheers!

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  5. Nonostante io ami profondamente 28 Giorni dopo e Sunshine, è evidente che in questo film manca la direzione di Danny Boyle ed è una storia, a mio parere, molto immatura e già vista e sentita bilioni di altre volte nella storia del cinema (e della letteratura). Tanto che ne ho fatto un episodio della serie "NON COMPRATE QUEL BIGLIETTO", nella quale spieghiamo (senza spoiler), con la solita ironia del caso, tutto ciò che non ha molto senso in questo film.

    In particolare, si capiva tutto il tempo dove volesse andare a parare il regista ma l'esecuzione è mal riuscita, ed è dir poco. La momentanea "pazzia" del protagonista ad esempio (e non dico altro per non rovinare il film agli altri) è simile a quella di tutti gli altri film di Boyle scritti da questo Garland, (l'abbiamo vista in The Beach, l'abbiamo vista in 28 Giorni Dopo, l'abbiamo vista anche in Sunshine) ma a differenza degli altri racconti (guarda caso tutti diretti da Boyle) qui tale momento risulta inverosimile perché non c'è alcuna scena precedente che lo giustifica veramente ("veramente" è una parola da sottolineare) e che lo renda plausibile.

    Onestamente mi rivedrei molto più volentieri "Lucy" e "Jupiter - Il destino dell'universo" prima di rivedere questa "cosa" che non mi ha lasciato niente. Da appassionato di fantascienza di lunga data, questo film non mi rappresenta veramente niente, mi dispiace dirlo. Avevo delle alte aspettative dopo aver visto i primi trailer ma niente, per me un film inutile.

    Anche se comprendo perché metteresti Under The Skin in una immaginaria rassegna cinematografica insieme a questo Ex Machina (una maratona che potremmo chiamare "lo stile prima della sostanza"), Under The Skin almeno aveva una fotografia veramente memorabile ed una attrice di primo livello, questo Ex Machina invece è spoglio come i corridoi del bunker in cui era ambientato.

    Chiudiamo con il rituale "SECONDO ME"! Ahah

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    1. In generale concordo, infatti ho precisato che non si tratta certo di un capolavoro del genere.
      28 Days later e Shunshine (il primo tempo) sono sicuramente migliori, però "Lucy" e "Jupiter"...Naaa al massimo per farmi due risate li rivedrei ;-)
      Garland si ripete come sceneggiatore, ma ci può stare, e come esordio ha puntato piuttosto in alto. Come ho detto commentanto, non è un brutto film ma in genere preferisco cose più... sanguigne, in tutti i sensi ;-) Il tuo "Non comprate quel biglietto" devo ancora guardarlo, ma sai che prima o poi passo ;-) Cheers!

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    2. Lucy e Jupiter erano ovviamente provocatori, indubbiamente per farsi due risate... anche loro finirono tra le mie recensioni su YouTube. Ma onestamente li rivedrei più volentieri di Ex Machina (che non rivedrò mai), il che la dice lunga su quanto mi sia piaciuto questo film.

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  6. Allora mi cercherò anche Lucy e Jupiter su Youtube ;-) Anche secondo me manca un pò di mordente al film, certe cose le ho apprezzate, ed ero curioso di vederlo, ma non credo che mi concederò una visione numero 2 ;-) Cheers!

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  7. Mi hai convinto a vederlo... forse forse è qualcosa di diverso

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    1. Sicuramente o lo ami o lo odi, fammi sapere poi come lo hai trovato ;-) Cheers!

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  8. Ne ho sentito parlare, anche se i vari recensori avevano visioni totalmente opposte. Vedremo. Volevo vederlo ma è finito misteriosamente nel dimenticatoio...

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  9. Non so se ha girato per qualche festival, ma penso di si, in effetti le visioni spesso cambiano, a mio avviso per i film da Film festival un pò di più ;-) Grazie per il commento, Cheers!

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  10. Questo film l'ho trovato molto affascinante, non ho la cultura cinematografica che hai tu, ma mi ha fatto pensare ad un incrocio tra Matrix e Jurassic Park, cioè si riferisce alla tecnologia come: abbiamo (dinuovo) creato qualcosa che crediamo di poter rinchiudere e controllare ma che in realtà ci si rivolta ferocemente contro.
    Questa volta abbiamo creato una specie di Videodrome all’ennesima potenza e la fine dei due protagonisti è emblematica di quello che ci aspetta (specialmente quella di Caleb).
    Però in effetti nulla di nuovo… solo che mentre in Terminator e Matrix le macchine non hanno un aspetto socievole, qui si aggiunge la componente estetica cioè il loro scopo è sempre lo stesso ma vuoi mettere se a massacrarti è una bella fanciulla… il che ci sta.. se lo scopo è far capire come si viene facilmente raggirati da società che ambiscono solo a mettere le mani su informazioni intime che gli utenti regalano gioiosamente nei social e se vedessero davvero cosa c'è dietro forse sarebbero un pò più riservati... e in effetti l'idea del corpo della ragazza che chiaramente ci mostra che è una macchina ci induce a pensare che siamo consapevoli del pericolo, ma alla fine vediamo solo quello che vogliamo vedere... per questo è così facile... (in Matrix l'inganno delle macchine era molto più artificioso..ora hanno capito che non serve...)
    E’ veramente interessante e offre parecchi spunti di riflessione sul fatto che noi crediamo di usare la tecnologia quando invece è lei (in questo caso mi pare opportuno dire lei) a sfruttare noi.
    O come si dice ai tempi di Facebook e Whatsapp se qualcosa è gratis probabilmente il prodotto sei tu..

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    1. Ti ringrazio molto ;-) In effetti è una riflessione valida che condivido, le macchine di Matrix e di Terminator hanno dovuto fare molti più arzigogoli, oggi ci faremmo fregare per molto meno, e con molti meno Kyle Reese purtroppo. Cheers!

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    2. Ecco approposito di Kyle … mi hai fatto pensare che diciamo “l’atteggiamento delle macchine”
      è cambiato perché è cambiato l’atteggiamento degli umani in Terminator e Matrix c’è lotta c’è speranza c’è fede (una fede quasi religiosa se si pensa alla fede che ripone Morfeus in Neo …e poi tutti i discorsi sulla scelta.. ecc.. ) .
      Lo stesso vale per Terminator ..il sacrificio dell’eroe per salvare la donna che è destinata ad essere la madre del futuro salvatore del mondo (anche qui la componente messianica non c’è bisogno di spiegarla..).
      In Ex Machina siamo difronte ad un umanità molto diversa più fragile e decaduta… e non si può non vedere che le parti sono totalmente invertite è Ava che lotta per liberarsi e.. ci riesce..
      Non sono più gli umani coltivati di Matrix a nascere schiavi è Ava che è nata prigioniera e lotta
      mostrando di essere la più umana di tutti.
      E’ un test di Turing fatto al contrario (come in effetti viene detto fin dall’inizio del film…) e la domanda che si insinua in chi lo osserva è
      ma se non riusciamo più a distinguere le macchine dagli umani è perché loro si sono evolute tanto
      da somigliare a noi ..o piuttosto noi ci siamo involuti tanto da somigliare a loro.. e una possibile
      risposta da questo film e che stavolta la macchina ha passato il test e gli uomini no e non basta essere di carne per essere uomini.

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    3. Prima le macchina cercavano di liberarsi di noi, ora scappano da noi, più capaci di portare avanti l'umanità rispetto agli umani originali. La questione del test di Turing mi sembra una analisi molto corretta. Cheers!

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  11. Guardando un film così mi chiedo, ma che avrebbe fatto Kubrick con il suo A.I. se non fosse passato miglior vita e successivamente il suo progetto non fosse finito in mano di quel dozzinale di Spielberg? Non lo sapremo mai.

    Ma forse queasto film può darci uno spunto, al di là della regia di Garland che è comunque di lodevole fattura, forse un 20% ma sicuramente più del film di Spielberg.

    Sara Bannet e la sua crew sicuramente hanno svolto un lavoro in post-produzione veramente interessante per elaborare degli effetti speciali convincenti.

    Oscaar Isaac mi è sempre piaciuto sin da quando lo vidi nel poco meritevole di menzione Robin Hood, una cosa per cui ringrazio Ridley è averlo esposto poi la bravure dell'attore come sappiamo ha fatto il resto.

    Alicia Vikander non ha bisogno di altri commenti, bellezza svedese dotata di una buona recitazione e il figlio di Gleeson è ben immedesimato.

    Tornando alla sceneggiatura la trovo molto carina e ben articolata, citazione su Pollock veramente accattivante. Forse il finale era un po' chiamato ma alla fine nell'ottica della pellicola può anche starci. Non vedevo coltellate cosi lente da tanto tempo.

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    1. "A.I." di Kubrick sarebbe stato un film di ben altro livello, Spielberg ne ha fatta una favola caramellosa anche per il suo standard, massimo rispetto eh, però davvero troppo miele. Oscar Isaac è fortissimo non so se hai visto la miniserie "Show me a hero" è davvero fenomenale.

      Vero il finale cerca un momento forte un po' telefonato quello è vero, devo anche dire che purtroppo alla lunga non mi ha lasciato troppo il film, però sono curioso di far passare un po' di tempo e poi rivederlo. Cheers!

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