domenica 3 maggio 2015

Lilyhammer - Stagione 2: Per me fare il gangster è meglio che fare il primo ministro della Norvegia.


Non so voi, ma a me fanno ridere un sacco le situazioni portate al limite dell’assurdo. Qualcosa che fa ridere solo perché si presenta già paradossale nella premessa. “Lilyhammer” è una barzelletta, la barzelletta del Mafioso di New York trasferito in Norvegia. Sapete che vi dico, dopo due stagioni, “Lilyhammer” fa ancora ridere un casino!

Il soggetto di questa serie avrebbe potuto esaurire tutto il suo interesse dopo una manciata di episodi, in realtà l’idea del Mafioso Italoamericano in trasferta nella nevosa Norvegia funziona ancora alla grande. Questa seconda stagione allarga ulteriormente gli orizzonti di una serie nata con poche pretese e poco budget (le musiche le ha curate direttamente Little Steven nel suo studio, come vi dicevo parlando della prima stagione, trovate tutto QUI).

Questo aumento di prospettiva avviene per prima cosa utilizzando l’ironia, il mezzo migliore per abbracciare tutta l’iconografia dei film Gangster senza rischiare di prendersi troppo sul serio. In questo senso il primo minuto del primo episodio di questa seconda stagione, mi ha fatto scoppiare a ridere immediatamente. Al battesimo dei suoi figli, Johnny Henriksen deve concedere alcuni favori, la frase iniziale “Io credo nella Norvegia”, penso e spero non abbia bisogno di nessuna spiegazione, per capire da quale film è tratta. Ma in ogni caso è una genialata totale!

"Don Henriksen, sono molto onorato e gratissimo che mi avete voluto invitare allo sposalizio di vostra figlia ...".
La barzelletta (nel senso migliore del termine) “Lilyhammer” funziona proprio grazie alla capacità degli autori di continuare a sottolineare la stravaganza della situazione di partenza. Johnny Henriksen è un maneggione che vive di truffe, raggiri e malavita varia, circondato da persone, i Norvegesi, di una purezza quasi naif, il risultato è che il nostro Johnny (ex Frank tagliano) vive letteralmente di prepotenze.

Tutta l’ironia poi arriva dai nomi scelti per i figli dall’ex moglie di Johnny (l’attrice Norvegese Marian Saastad Ottesen) che finiscono tutti per “ASS”. Oppure il nuovo cuoco preferito dal nostro protagonista, Balotelli, nero e con la cresta come il noto calciatore, dotato di una voce da tenero e omosessuale, giusto per mandare ancora un po’ in crisi il conservatore Johnny.

"Ragazzi, un giorno tutto questo impero criminale sarà vostro".
La seconda stagione di questa originale serie alza il tiro, concedendosi anche episodi in trasferta a New York, in modo da porter applicare lo stesso schema comico (il mondo della Mafia incontra la Norvegia) anche giocando lontano dalle nevi dell’ex cittadina Olimpica (resa da Johnny nuova patria mondiale delle corse di Renne. Storia vera) e potersi spostare a New York.

Tra citazioni a “Quei bravi ragazzi” la serie ci regala un finale in cui Johnny rafforza ancora di più il suo potere, togliendosi qualche sassolino dalla scarpa, in un episodio che risulterà imperdibile per tutti i fan de “I Soprano”. Steven Van Zandt confermando il suo coinvolgimento a tutti i livelli con la produzione di questa serie, tira in mezzo sua moglie Maureen Maureen Van Zandt proprio nei panni dell’ex moglie di Johnny/Frank. La signora Maureen Van Zandt per altro interpretava anche la moglie di Silvio Dante, il personaggio interpretato da Little Steven proprio nella mitica serie creata da David Chase, questa si chiama continuità artistica gente!

"Dovremmo avere dei fucili per cose di questo tipo".
Non rivelo altro, ma se siete fan dei Soprano, fare un salto sulla sedia quando scoprirete chi interpreta la parte del fratello di Johnny, nel tentativo di seminare false piste vi faccio solo delle espressioni ammiccanti che non confermano, ma non smentiscono.

Insomma, se non bastasse il suo talento di attore e la sua faccia da Bulldog, Steven Van Zandt si conferma un talento anche a coinvolgere amici e parenti nel suo progetto personale. Guardandolo si vede lontano un chilometro che quello che si diverte più di tutti e proprio lui, ormai la parte del Mafioso gli riesce alla grande.

Speriamo di non dover aspettare troppo tempo prima di vedere la terza stagione, ormai mi sono affezionato a questa improbabile, ma riuscitissima serie tv.

2 commenti:

  1. non mi ha ispirato granchè e l'ho saltata...forse la dovrei recuperare se fa ridere così tanto...

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    1. A mio avviso è un vero spasso, funziona alla grande e poi ogni stagione non ha molti episodi, solo 8, te la consiglio, specialmente se ti piacciono le storie di Gangster, anche se questa è molto molto atipica ;-) Grazie per il commento! Cheers ;-)

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