lunedì 13 aprile 2015

Sea Fog: Finchè la barca va...


Co-scritto e prodotto da? Bong Joon-ho.
Scritto e diretto da? Shim Sung-bo.
Chi che parla? CHISSENEFREGA! Lo sto già guardando!

La coppia che nel 2003 produsse “Memories of murder” si ritrova per un film ambientato su una nave, ennesima dimostrazione che Bong Joon-ho (detto Bon Jovi No) migliora tutto quello che tocca.

Un peschereggio coreano vive tempi di crisi, il capitano per pagare i debiti rischia di dover vendere la barca e licenziare tutti i marinai. Prima di mollare accetta un lavoro rischioso, ma ben pagato, ovvero: recuperare in mare aperto un carico di clandestini cinesi da contrabbandare in Corea. Un loschissimo lavoro da scafisti appoggiato dalla ciurma. Tra gli imbarcati anche una giovane ragazza cinese caruccia che legherà subito con il più giovane dei marinai a bordo, da qui in poi, timone dritto in direzione del classico Thriller, verranno beccati dalla autorità? Arriveranno in porto? Manterranno l’etica e la moralità in un mondo che ti colpisce duro a tradimento?

Sea Fog: Un allegra commedia marinara (...Credici!)
Raramente si parla di pescherecci al cinema, uomini duri grezzi e tosti sono ben rappresentati da molte categorie spesso più blasonate, eppure questa categoria così proletaria viene spesso snobbata in favore dei più vendibili cowboys, soldati, pompieri o chi volete voi. Ecco, “Sea Fog” è un film di marinai al 100%.
Uomini che non si ubriacano con niente di meno che una specie di solvente per le chiglie delle navi, fermentato illegalmente in una vasca da bagno. In questo senso il film di Shim Sung-bo riassume tutte le caratteristiche che ti aspetteresti da un film ambientato su un peschereccio.

Ho perso il conto del numero di personaggi che rischiano di finire a mare, dopo che una rete gli ha intrappolato la caviglia. In questo film non so nemmeno quante scene ci sono in cui il capitano, uomo silenzioso e vessato dal peso delle responsabilità, guarda male il pivello di turno, colpevole di aver fatto un errore da pivello di turno.

Ecco, tutto questo contribuisce al rilassamento del tuo sopracciglio di spettatore, quello che si solleva di fronte ad un passaggio visto mille mila volte in un film. Bene, su noi spettatori, sul nostro saccente sopracciglio e in generale sulla trama del film, senza alcun preavviso, entra fortissimo a gamba tesa la sceneggiatura che piazza un colpo di scena grosso come il peschereccio, che cambia tono e direzione a tutto il film. Si passa da un thriller nero rozzo e sporco, ad un thriller NERISSIMO intriso di un cinismo che levati, ma levati proprio…

La mia faccia, quando ho visto il colpo di scena a metà film...
Il film ha tutte le caratteristiche tipiche di quelli diretti da Shim Sung-bo: alcuni personaggi hanno il minimo sindacale di caratterizzazione (tipo il capitano), mentre tutti gli altri restano a malapena tratteggiati, la sceneggiatura e la regia, si attestano sui canoni standard del genere, vengono enfatizzati giusto i momenti di cinismo, di “Cannibale mangia cannibale, uomo mangia uomo”, ma per nostra fortuna i Coreani non hanno paura a portare i loro film in direzioni impreviste e innovative, anche se quelle direzioni sono il baratro più totale dell’avidità e la cattiveria umana.

La capacità di Bong è quella di rimodellare i generi, ridefinendone i canoni, in un film che prosegue tra cinismo e una regia tutto sommato convenzionale, piazza prima QUEL colpo di scena a metà film e poi il finale. Signore e Signori il finale…

Avrete bisogno di una mano per digerire la scena finale...
Quando il sopracciglio sta per tornare a rialzarsi, quando pensi che “Sea Fog” si concluderà in un modo convenzionale e forse addirittura stucchevole, Bong Joon-ho ti ricorda ancora una volta di cosa è capace, fratturando tre vertebre alla consolazione facile, piazza un finale asciuttissimo (anche se i protagonisti sono fradici di acqua di mare) che ti illude. Rinunciando completamente ai dialoghi, con una sola inquadratura piazza una conclusione di totale, assoluta, cattiveria. Una roba che ti strappa le sopracciglia con effetto ceretta, lasciandoti a dir poco scottato.

Insomma, i film ambientati su un peschereccio hanno un nuovo valido esponente, la coppia di cattivissimi Coreani supera un altro esame, colla per riattaccarvi le sopracciglia fornita separatamente. Consideratevi avvisati.

6 commenti:

  1. Sembra tosto, l'importante è che non sia una palla come Capitan (Findus) Phillips con Tom Hanks! :D

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    1. A me Capitan Findus è piaciuto con riserve, nel senso bellino ma poi, Buh, quasi dimenticato. Questo è un'altra storia, ogni volta che pensi di capire dove sta per andare la storia, Bong ti fa uno schiaffone e ti rimanda dietro la lavagna. Secondo me vale la pena se ti senti in vena di essere maltrattato dalla trama ;-) Grazie per il commento!

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  2. Risposte
    1. Come gioca con i generei il buon Bong lo fanno in pochi, questo film non è impeccabile, ma ha dei numeri non da poco. Grazie per il commento, Cheers!

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  3. Solo gli autori mi hanno messo una scimmia pazzesca. Ci sto!

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  4. Proprio perché li conosci sai cosa possono fare, non è un film impeccabile ma secondo me merita, spero di averti consigliato bene. Grazie per il commento ;-)

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