sabato 11 aprile 2015

NBA: Houston Rockets - San Antonio Spurs (103-104)


L’NBA è bella anche perché nel giro di pochi giorni, puoi goderti due derby Texani. Queste due squadre si sono già incontrare Mercoledì scorso, ma ieri sera, per raggiungere la decima vittoria consecutiva, gli Spurs hanno avuto bisogno del miglior Tim Duncan.


20 vinte e 3 perse negli ultimi 23 match, i vecchi Spurs hanno decisamente ingranato le marce altre, e sono ancora alla caccia del fattore campo nei playoff, al momento sono terzi ad Ovest, con ancora due partite da giocare, contro i Suns e contro New Orleans. Ma per battere Houston hanno dovuto sudare.

Inizio bellicoso dei Rockets, subito avanti 12-0, per rispondere all’ottima partita di Ariza, Jones e del solito “Barba” Harden, gli Spurs ricorrono al secondo quintetto. Ginobili è già in modalità Playoff, e i campioni in carica recuperano proprio in questo match anche Marco Belinelli, autore di una buona partita (come gioca l’alto basso ‘sto ragazzo lo fanno in pochi), all'intervallo Houston è avanti sul 48-46.
"Chissà perché mi chiamano Barba, non capisco"
San Antonio resta in linea di galleggiamento grazie a 10 punti dell’altro grande monumento cittadino dopo l’Alamo, ovvero Tim Duncan. Leonard dopo una bellissima palla rubata (frutto di quelle braccia da Albatros che si ritrova) sbaglia clamorosamente un appoggio nel contropiede solitario… facce scure da parte di Coach Popovich.

Gli Spurs iniziano a difendere come sanno fare, e qui Coach Pop tira fuori il coniglio dal cilindro, ripescando l’Australiano Paul Mills, che piazza due triple in fila, e anche un bel volo su uno degli spettatori (paganti) della prima file. I tiri del giocatore di origini aborigene posta il match sul 80-75 per il primo vantaggio degli Spurs in tutta la partita.

Remember the Duncan... ehm, no volevo dire the Alamo.
Qui gli Spurs iniziano un fastidoso e anti spettacolare “Hack a Smith” fallo sistematico su Josh Smith per mandarlo in lunetta e togliere ritmo a Hardem e soci, solo che lo fanno un po’ troppo, e il pubblico di Houston dimostra a colpi di fischi di apprezzare poco la tattica di Coach Pop. La reazione di Houston parte da Ariza (ma perché in tutte le squadre dove gioca porta qualità? Giocatore sotto valutatissimo a mio avviso) che manda a segno 3 triple ispirando il parziale di 7-0 per la squadra di casa.

Gli ultimi minuti di gioco sono un volata bellissima, che ci regala un anticipo dell’intensità che vedremo nei Playoff. Spero solo che gli arbitri si diano un giro, perché qui hanno fischiato un paio di cose che esistevano solo nella loro mente, ma in ogni caso, Harden trova una gran tripla da campione, dopo aver sparacchiato senza successo per tutta la partita (5/19 complessivo per lui da tre punti), riportando i suoi colori a -1 e palla in mano, dopo una palla persa disastrosa degli Spurs. Palla in mano al Barba (ovviamente) fa dentro improvvisando al sassofono come al solito, cerca il fallo, trova solo una clamorosa stoppata di Duncan, che mette le mani anche sul rimbalzo successivo, finisce il tempo. Game set and Match, vincono gli Spurs, una frase che sento da parecchi anni ormai…

Leonard levati che mi rovini la foto!
Il prossimo monumento più visitato di Alamo, Timmy Duncan, segna 29 punti, 10 rimbalzi e almeno una stoppata clamorosa, occhio ai vecchi Spurs…

Piccola parentesi, nello notte, nuovo record stagionale per il nostro Danilo Gallinari: 47 punti, e 9 rimbalzi. Ottima prova del Gallo che purtroppo non basta a battere i caldissimi Mavericks.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...