lunedì 6 aprile 2015

Il Salmone del dubbio: Addio e grazie per tutto il salmone


Da uno a 10 quanto amate Douglas Adams? (Nota 1)
Non lo conoscete? Bene, allora vi dico subito questo NON è il libro giusto per fare la conoscenza dello scrittore britannico, o forse sì. Confusi? Tranquilli, è tutto normale quando si ha a che fare con il creatore della “Guida galattica per gli autostoppisti” e come sempre…. DON’T PANIC!

L’11 Maggio 2001, Douglas Adams ha lasciato questa gnocco minerale che ruota intorno al sole che risponde al nome di pianeta Terra. Alla ricerca di materiale per un libro postumo, magari il famigerato sesto capitolo della Guida, l’autore di questo libro si è imbattuto in una sorpresa: Douglas Adams scriveva, scriveva tanto, forse non era più un romanziere da molti anni, ma non ha mai smesso di essere uno scrittore, il risultato erano CD e Hardisk strapieni di materiale.

Da articoli scritto per Wired in cui descriveva la sua grande passione per i prodotti della Apple, fino al resoconto completo dei suoi viaggi, tra cui uno sul Kilimangiaro, con indosso un costume da rinoceronte (Storia vera!) fatto per la sua associazione “Save the Rhinos”.


Sembra una scena del film Ace Ventura
Ma il piatto forte sono i primi 10 capitoli del romanzo “Il Salmone del dubbio” che, secondo le parole di Adams, avrebbe potuto essere alternativamente un nuovo romanzo della Guida Galattica, oppure di Dirk Gently, l’investigatore olistico protagonista di due romanzi di Adams.

Per rispondere alla domanda iniziale (che mi sono posto da solo, grazie per la domanda) non so dirvi se “Il Salmone del dubbio” sia il libro giusto per fare la conoscenza di Douglas Adams, forse sì, in questo libro troverete tutte le passioni dello scrittore (ecologismo e i Beatles), ma soprattutto troverete il sua tecnica di scrittura MAGNIFICA, volete un esempio? Eccolo!

"La mattina dopo il tempo era così brutto che non meritava nemmeno di essere chiamato tempo, per cui Dick decise di chiamarlo Stanley. Stanley non era un bell'acquazzone... Stanley era il tipo di cosa per ripulire l'aria dalla quale ci vuole un bell'acquazzone. Stanley era afoso, opprimente e soffocante, come un ciccione sudato che ci premesse contro in metropolitana. Stanley non pioveva, ma ogni tanto ti gocciolava addosso. Dick era fuori nello Stanley...".

Se quello che avete appena letto è nelle vostre corde, sappiate che troverete uno scrittore geniale, a mio avviso, il più serio candidato al famigerato ruolo di “Settimo Monty Python” e considerando quanto io amo i Python questo potrebbe essere il complimento definitivo.


Adams in una posa molto Zen.
Per chi di voi conoscesse già Douglas Adams, “Il Salmone del dubbio” è un romanzo imperdibile, è l’equivalente letterario di un Bootleg del vostro gruppo preferito, in cui vengono suonati dal vivo solo pezzi rarissimi della discografia.

Sappiate che però c’è un grosso (enorme!) problema: quando avrete letto questo romanzo vi mangerete le mani, perché quei 10 capitoli risultano terribilmente incompleti e, purtroppo, non potremo leggere il resto della storia, questa è la parte peggiore di quando un genio ci lascia.
Tendenzialmente io sono molto negativo rispetto ai romanzi postumi (a tutte le opere postume a dire la verità…), ma questo romanzo è l’eccezione che conferma la regola. Il non libro che potrebbe piacere a tutti, l’importante è che mentre lo leggete, abbiate sempre con voi il vostro asciugamano.

Nota 1: La risposta è ovviamente 42.

2 commenti:

  1. Scusa l'enorme OT, ma purtroppo per te sei in nomination. :-)

    http://delicatamenteperfido.blogspot.it/2015/04/boomstick-award-2015.html

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    1. Focca della bindella! :-D Fai una cosa, passati il braccio destro sotto l'ascella sinistra, e quello sinistro sopra la spalla destra in un auto-abbraccio di ringraziamento :-) sul serio... Grazie... Grazie.... Grazie... Cheers!

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