venerdì 10 aprile 2015

Fast & Furious 7: Dove le auto vengono usate per tutto (tranne che per fare le auto)


Non sono mai stato un appassionato di auto, altrimenti sarei qui a scrivervi di macchine, no? Anche se sono cresciuto in provincia, sono sempre stato quello Nerds in mezzo ad un popolazione tamarra che si scioglieva per il primo “Fast & Furious”. Ci ho messo anni per fare pace con questa serie, ora non posso dire che la amo, ma sicuramente resta imperdibile, perché rappresenta il massimo esponente di tutta quell’ignoranza cinematografica (nel senso migliore del termine) che mi piace tanto.

Il primo film è stato ricalcato con la carta carbone sulla struttura di “Point Break”, l’idea era sostituire le tavole da Surf con le auto tamarre. Il risultato è stata un proliferazione di zarri di provincia con le luci al neon montati sotto la punto GT (di solito gialla), se avessi avuto un euro, per tutti quelli che ho sentito citare la frase “Vivo la mia vita un quarto di miglio alla volta” ora potrei fare la carità a Bill Gates. Che poi quegli stessi soggetti non avessero mai visto “Point Break” o non avessero idea di quanto fosse un quarto di miglio nel sistema metrico decimale, era secondario.

Per chi non lo sapesse, un quarto di miglio in Europa si chiama Royal con fromage…

I miei gusti di piccolo sociopatico Nerds, hanno sempre ripudiato questo “orgoglio Tamarro” scatenato da Fast & Furious, personalmente ho sempre trovato più nelle mie corde il semi sconosciuto (allora) “Pitch Black”, persino il modesto “xXx” mi sembrava più simpatico, insomma, a pelle non ci siamo mai piaciuti, eppure, per un motivo o per l’altro, ho visto tutti i capitoli della saga. Una volta per via del regista del moscissimo sequel (John Singleton), un'altra perché ne sentivo tutti parlare male (“Fast & Furious 3: Tokyo Drift” a distanza di tempo quello che ha dato l’imprinting maggiore alla saga), giù fino allo spasso totale del quinto e del sesto capitolo che guadagnava anche il sorrisone di Dwayne “The Rock” Johnson, uno che comunque mi è sempre simpatico…


"Sono The Rock... iiiiihhhhhh!"
Risultato: “Fast & Furious 7” è il quarto incasso di apertura di sempre dietro a due film di “Harry Potter” e ad “Avengers”. Sicuramente è il più improbabile tra i franchise a raggiungere questo primato ed è anche quello con il cast più multietnico (e tamarro) di sempre. Se ci pensate è pazzesco per un film che parlava di un agente infiltrato nel circuito delle corse clandestine, è incredibile, proprio perché il tema delle corse clandestine, aveva già esaurito tutta la sua efficacia nel terzo film, basta guardare il tentativo di fotocopia di questa serie, ovvero: “Need for speed” che a metà film non aveva già più nulla da dire sull'argomento.


"Siamo arrivati a sette, cinque più due... SETTE!"
Viene da sorridere confrontando le trame del primo e dell’ultimo film della saga, abbiamo cominciato con qualcosa di totalmente provinciale: uno sbirro infiltrato nel circuito delle corse clandestine, alla ricerca di un rapinatore di camion carichi di roba elettronica. Per arrivare ad una trama globale che grossomodo prevede l’FBI che contatta Toretto, per recuperare un Software rivoluzionario chiamato “L’Occhio di Dio” (“con questo avremmo trovato Bin Laden in due ore”) sviluppato da un hacker misterioso dal nome di uno Chef ossigenato (Ramsey), per difendere il Pianeta da un terrorista internazionale e da un ex Mercenario Inglese “Programmato per uccidere” in cerca di vendetta personale.

Una roba che normalmente metteresti nelle mani di un certo agente con l’Aston Martin e la passione per i Vodka Martini (shaken not stirred), invece a chi viene affidata? A Dom Toretto e ai suoi compagni (scusate, la sua FAMIGLIA): un gruppo di tamarri di periferia, canotta dotati e benzinati a Corona, che sotto i nostri occhi si sono guadagnati una “Street Cred” a livello mondiale, sono i migliori in quello che fanno e quello che fanno e guidare forte e menare duro.


"Ragà ma cosa stiamo guardando?" , "Zitto questa è la foto di FAMIGLIA"
In pratica Vincenzo Gasolio è riuscito a raggiungere il successo che aveva mancato con “xXx” (tamarro che fa l’agente segreto e salva il mondo) e per farlo si è portato dietro la sua famiglia.
Certo, cercare la credibilità in una trama del genere è come lamentarsi di non riuscire a trovare un politico onesto in parlamento, anche perché lo script del film è ancora più pretestuoso rispetto ai precedenti: ogni singola scena sembra totalmente fine a se stessa, pensata solo per mettere i nostri tamarri preferiti nella condizione di guidare forte e menare duro. Ogni volta che il film tenta di parlare di sentimenti, scade immediatamente nella Soap Opera Sudamericana, tutta la parte amorosa tra Dom e Letty è degna di una replica di Milagros e la scena finale di rianimazione è ufficialmente la più tragicomica mai vista nella storia del cinema. Vorrei descrivervela tutta per quanto mi ha fatto ridere, ma vi toglierei una gioia, quindi: correte a guardarvela!

Il film sembra scritto dall’U.C.C.S. (Ufficio Complicazioni Cose Semplici): bisogna salvare l’Hacker? Bene, l’unico momento per farlo è su una strada di montagna tutte curve, dove il camion (BLINDATO) che trasporta l’esperto di computer passerà in giornata, i nostri cosa fanno? Si nascondono su quella strada appostati con le loro auto la notte prima? No, troppo facile! Meglio paracadutarsi dentro alle loro vetture stra preparate da 20.000 piedi d’altezza per atterrare direttamente sulla strada e mettersi immediatamente all'inseguimento. Il tutto condito da Tyresse, un tempo front man di questa serie (ai tempi del capitolo numero 2) ora sempre più spalla comica. A me non ha fatto ridere quasi mai, ma evidentemente al pubblico piace…

La scena ad Abu Dhabi? Qui l’U.C.C.S. si è superato:
bisogna recuperare una memory stick piazzata da un personaggio-pretesto (che infatti nel film NON si vede) all'interno di un'auto (ovviamente) parcheggiata nel soggiorno di un grattacielo, mandi un agente sotto copertura? No, mandi la Famiglia Toretto e stai sicuro che troveranno il modo per volare da un palazzo all'altro usando la macchina. Il tutto condito da dialoghi sinceri sì, ma anche scemi e da tante soluzioni sbrigative.


Perchè volare con Turkish Airlines quando potete volare con questa?
Ma la chiave di tutto è Ramsey (la strega) l’Hacker, ovviamente interpretato da una strappona (l’attrice che in Game of Thrones interpreta la schiava “Google Translator” di Daenerys Targaryen): se Michael Mann ha farcito di hacker fisicati il suo Blackhat, vuoi mica essere da meno?
Attraverso questo personaggio capisci come tutto il mondo di F&F va interpretato, ti sbottoni il primo bottone delle braghe, ti stappi una birra e ti godi lo spettacolo, perché quando il film passa all'azione, allora c’è da divertirsi.
Gli smanettoni informatici che conosco io non sono proprio tutti fatti così.
Su tutto bisogna anche contare l’atavica sfiga che ha colpito questo film, ovvero: la prematura dipartita di Paolo Camminatore. In effetti i primi minuti sembrano la classica pellicola messa su per sfruttare le uniche due scene girate dall'attore quando era ancora in vita, per dire: nella prima mezzora, tutti i dialoghi tra Vincenzo Gasolio e Paolo Camminatore avvengono solo usando campi e controcampi, senza mai essere inquadrati insieme.

Per fortuna con il passare dei minuti questo effetto straniante scompare, i due di fatto interagiscono e il misto di Stunt, fratelli di Walker e CG, utilizzati per completare il film fa il suo dovere. La chiusura finale del personaggio di Brian è a dir poco frettolosa, forse eccessivamente orientata alla lacrima facile, ma l’omaggio a Paul Walker è sincero e si vede, d’altra parte Vin Disel ha chiamato sua figlia Paulette, dimostrazione che la FAMIGLIA è tale non solo sul set.

La sceneggiatura completa ha la rogna di sopperire all'assenza di Paolo Camminatore ed è stata affidata a James Wan, uno che ritengo più simpatico che bravo, non voglio aprire una lunga parentesi riguardo al mio rapporto con i suoi film Horror, qui posso dire che ha fatto un buon lavoro da esecutore: riesce a cavarsela abbastanza bene con le scene di combattimento (PG-13 permettendo), sporca un po’ il foglio con il montaggio della lunga scena finale, eccessivamente incasinato. Il caro vecchio Justin Lin è stato tanto demonizzato, ma se ora abbiamo una serie con molti stunt reali e meno CG per le auto dobbiamo ringraziare lui e, a mio avviso, James Wan è solo un ripiego non all'altezza di Lin.


Lo sguardo del cerbiatto illuminato dai fari di un auto (truccata).
Questo catalogo di scene d’azione pensate per funzionare (ed essere sopra le righe) singolarmente alla fine intrattiene, specialmente grazie alle facce che popolano il film, anche se non tutte usate al meglio, bisogna dirlo.

La scazzottata in vestito da sera tra Michelle Rodriguez e Ronda Rousey funziona, se avete capito come prendere questo film, non vi stupirete del fatto che le guardie di sicurezza non sparino a Letty e che la Rousey intervenga solo dopo che sono finiti tutti KO. Il loro combattimento è un sogno erotico per coloro che amano le donne mascoline, non critico i gusti di nessuno, dico solo che l’ex lottatrice di MMA è molto meglio qui che in “Expendables 3”, anche se ci voleva poco, almeno qui combatte…
In ogni caso una scena a cui manca solo il benestare di Cynthia Rothrock, mi piace immaginarmela in sala, mentre guarda la scena sorridendo, consapevole di aver lasciato un’eredità al cinema.

Uno dei motivi di interesse del film per il Carpenteriano che vi parla è sicuramente la presenza di Kurt Russell. Il nostro gigioneggia per tutto il tempo, cercando addirittura di convincere Toretto che la birra Corona non è altro che pisciazza annacquata (diglielo Kurt!), il crimine vero è che il suo personaggio scompare a circa metà film senza addurre motivazioni plausibili. Russel non ha una sola punch line dedicata, nemmeno una battuta che strizza l’occhio ai suoi ruoli storici (e forse è meglio così…), però riesce a calamitare l’attenzione ogni volta che è in scena. Mentre Rock, Giasone e Vincenzo erano in palestra a sollevare i primi manubri, Kurt già fuggiva da New York, quindi non ha bisogno di dimostrare niente a nessuno.


"Quando sarai fuggito da New York anche tu, allora forse potremmo discutere"
Per una faccia nota usata (abbastanza) bene, ne abbiamo un'altra invece utilizzata MALISSIMO: Tony Jaa.
Se non lo conoscete vi siete persi uno spettacolo umanoide dalla ginocchia letali, vi dirò solo che in
Thailandia è più famoso di Elvis e Gesù Cristo messi insieme, se vi piace il cinema “di menare” correte a recuperare SUBITO “Ong bak” e “The Protector”, se già li conoscete, riesco a vedere le vostre facce sorridenti anche da qui…

Per lui in questo suo esordio (da cattivo) Americano avevo pronosticato quattro parole pronunciate in inglese, posso dire che ho indovinato (“You are slow” e “Go!” per la nuda cronaca).
Per il resto il nostro è costretto a combattere due volte con Paolo Camminatore, la regia di Wan fa di tutto per farci credere che il biondo palo (RIP, ma sempre Palo eri Paul) sia un combattente all'altezza di Jaa. Al resto ci pensa il visto censura del PG-13 che ci priva di ogni colpo mandato a segno, non bastano un paio di balzelli in stile parkour a rendere giustizia al talento di Jaa. Per fortuna Tony ha già in cantiere un Blockbuster ad altissimo Budget, dedicato ad un film di arti marziali, nell'unico posto al mondo dove una produzione del genere si può beccare il massimo dei finanziamenti, ovvero: la Cina. Ci rivediamo da quelle parti Tony, non è colpa tua, questi “American Idiots” non ti hanno capito…


Tony Jaa dimostra l'apprezzamento ricevuto dagli Yankee.
Il campione del mondo di Deltoidi, denti bianchi e simpatia, The Rock (iiiihhhhhhhh!), sparisce anche lui anzi tempo dalla pellicola, relegato in un letto di ospedale a guardare un telefilm interpretato dall'unico al mondo grosso quasi quanto lui (l’Hulk di Lou Ferrigno). Non fai in tempo ad assimilare la delusione per la sua assenza, che il nostro riesce a ritagliarsi il ruolo di Guest-Star di lusso nel finale, con la scena più tamarra di sempre (quella del gesso) e la punch line definitiva: “Hai portato la cavalleria?” gli chiede Letty, “Sono io la cavalleria” risponde Rock. Per un secondo sembravano tornare le battutacce degli action anni ’80. Quando poi vedi Rock armeggiare con una Mini-Gatling, allora capisci che F&F7 riassume perfettamente lo stato dell’arte dei film action tamarri moderni.

The Rock, il prossimo ambasciatore delle Nazioni Unite.
Come detto ogni singola scena è pensata per essere più rumorosa di quella precedente, senza preoccuparsi della coerenza interna, ma solo di fare più casino possibile. In questo film le auto vengono usate per tutto, tranne che per fare le auto: vengono lanciate attraverso i palazzi, usate per abbattere elicotteri in volo e paracadutate dal cielo. Se volete ho già in mente la scena di apertura del prossimo film della serie: Vincenzo Gasolio sta scrivendo una lettera ai componenti della sua FAMIGLIA, sbaglia a scrivere una parola con la matita e per cancellarla, invece di usare una gomma, solleva con un braccio un Audi R8 parcheggiata vicino alla sua scrivania, usando un pneumatico anteriore per cancellare l’errore.

Il finale di mezz’ora è talmente esagerato che gli istessi protagonisti si rendono conto di essere al centro di una corsa agli armamenti cinematografici, Ludracris in una riga di dialogo dice proprio: “Prima il carro armato, poi l’aereo, adesso abbiamo pure l’astronave!”. Personalmente la mia scena preferita è quella dell’inseguimento in montagna che si conclude con Paolo Camminatore, impegnato a spiegarci come ha fatto Michael Caine ad uscire vivo dalla scena del Bus in equilibrio sul baratro, in una specie di remake non ufficiale di “Un colpo all'Italiana”.


This is the self preservation society...
Ma quello che ne esce più trionfante di tutti da questo film, è senza ombra di dubbio Jason Statham. Il Bulldog Inglese entra a far parte di questo franchise dalla porta di servizio, ma una volta dentro sbatte la porta così forte da crepare la parete: la prima scena nell’ospedale è degna del Joker de “Il Cavaliere Oscuro” (ma senza vestitino da infermiera), lo scontro con Johnson è talmente duro che costringe il nostro The Rock ad esibirsi, per la prima volta al cinema, nella sua celebre mossa finale da Wrestler (la Rock Bottom).
Era dai tempi di Godzilla vs Gamera che non mi divertivo tanto.
Jason Statham è talmente cattivo, carismatico e cazzuto, da rubare la scena a TUTTI i personaggi ogni volta che entra in azione, persino Vin Disel deve fare i conti con la sua presenza e il loro scontro frontale resta come un tripudio di etica di combattimento applicata ai film di cazzotti (“You thought this was going to be a street fight? You’re goddamn right it is”).

La cosa che ho apprezzato di più, è che la Toretto Family per trovare lui, ha bisogno di un super programma informatico creato dall'hacker più ricercato del mondo, ma Statham per trovare i protagonisti, non ha bisogno di nessuna App troppo cresciuta E’talmente cattivo che lui semplicemente compare in ogni parte del mondo, armato sempre meglio, in un'escalation militare riassunta in un uomo solo. Jason Statham, Signore e Signori! La serie ha finalmente un cattivo degno di questo nome!

"Gli airbag sono roba da femminielli"
Mentre guardavo il film poi, ho avuto l’illuminazione: se in questo mondo ci fosse un minimo di giustizia, nell'adattamento cinematografico del fumetto “The Boys” del mio Garth Ennis, il nostro Jason sarebbe perfetto per interpretare Billy il Macellaio. Se conoscete il fumetto provate ad immaginarlo nella parte, per chi non lo conosce dico solo: Jason Statham prende a calci in culo i Super Eroi… Voi non paghereste per vedere un film così? Io sì!

Insomma, questo film non è il più bello di una serie che avrebbe potuto tranquillamente finire con il quinto capitolo, ormai sembra di assistere ai titoli di coda di “22 Jump Street” con i mille sequel sempre più esagerati e impossibili, però se il livello di caciara resta questo, anche se tutte le scene non sono molto coese tra di loro e la trama è un pretesto, con uno Statham così, chissenefrega di tutto! Ci sono voluti anni, ma alla fine ho fatto pace con questa serie, ormai è impossibile non fare il tifo per il più improbabile dei Blockbuster, nato nella provincia tamarra di Hollywood e arrivato sulle vette delle classifiche di incasso.

20 commenti:

  1. Per me da applauso, mi son divertita come una bimbetta. Dalle mie parti c'è un premio per te

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    1. Il "Divertometro" con questo film va a fondo scala ;-) Ho visto, e ti ringrazio pubblicamente anche qui... Muchas Gracias!
      Per sebitarmi ti regalerà la chiave Inglese di Jason Statham ;-)

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  2. Avrei così tante cose da dirti... che cerco di riassumere! ^_^
    - Sono fan della serie FF sin dal primo episodio, anche se guidavo una Panda (vecchia maniera) e non ho mai citato quella battuta, ma questo perché sono uno che tiene ben separate le passioni della fantasia con la vita quotidiana :-P
    - Il parallelo con "Point Break" è geniale, e ora te lo ruberò sicuramente facendomene bello :-D
    - Statham in un ipotetico adattamento di "The Boys" dire che è OBBLIGATORIO, ovviamente insieme a Simon Pegg
    - I titoli di coda di "22 Jump Street" sono geniali, e fanno il paio con quelli di testa di "Tropic Thunder". Seguendo l'esempio di Maccio Capatonda, si è capito che i trailer sono molto più belli dei film!
    - Oltre al pessimo "Need for Speed", anche la Spagna ha voluto tirare fuori il suo FF con "Combustión", che nella distribuzione internazionale ha semplicemente tolto l'accento acuto dalla "o" così da sembrare anglofono. Purtroppo è uscito anche in Italia e l'ho recensito nel mio blog "Il Zinefilo" (non ti metto il link se no sembro uno spammer :-P )
    - Infine, ottimo pezzo ma ho letto random: perdonami, ma prima voglio vedermi il film e non voglio rovinarmi le scene ^_^ Ti leggerò meglio dopo...

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    1. Non sono la persona giusta quando si parla di riassumere, sono un fautore dei commenti fiume ;-)
      Ti ringrazio per “Point Break” ;-) e una Panda vecchia esiste nei racconti giovanili di tutti quanti noi :-D
      Guardati prima il film che a livello di divertimento merita un sacco, io intanto vado a cercarmi il tuo commento su Combustión. Per il resto Simon Pegg non lo cito nemmeno, in “The Boys - il Film” lui è scontato come i cappotti neri lunghi fino alle caviglie dei protagonisti. Grazie per il commento, Cheers!

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  3. Vedo che non si fanno mancare nulla :)
    Va bene di fondo ci sta... Va bene tutto quando ci stanno le macchine guidate da Vin Diesel

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    1. E’ una divertentissima festa dell’eccesso, e le macchine non solo vengono guidate, ma anche fatte volare! Grazie per il commento ;-)

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  4. Riporto il mio commento su facebook: Ma come faccio a giudicare razionalmente Fast and Furious? Secondo me la risposta è che non è possibile farlo: Fast and Furious è solo emozioni. Una tamarrata fiera e orgogliosa di esserlo, un film di puro divertimento che però allo stesso tempo di ricorda di quando eri un marmocchio che si gasava col il primo storico capitolo, quindi anche pieno di malinconia, per chi questa saga l'ha vissuta dopo anno. Una saga che mi ha accompagnato per 15 anni e che mi ha divertito a dismisura, e ora che si è giunti alla fine (ideale) del cerchio, con quel finale lì...beh, la pelle d'oca sale. Se tutte le tamarrate fossero di questo tipo vivremmo in un mondo migliore. Quindi grazie Fast, nonostante il cuore rimarrà probabilmente fermo a questo numero 7, per me potete arrivare anche fino a Fast20, e sarò sempre in prima fila a saltare sul divanetto e ad eccitarmi come una ragazzina"
    Io per sta serie vado fuori di testa, anche se prima di prendere le patente non sapevo manco cosa fosse la frizione (semi-true story), quindi il cinefilo che è in me va letteralmente a dormire, non ci prova neanche a mettere il becco nella valutazione. Solo cuore e amore hahaha
    P.S. JASON STATHAM. Non serve aggiungere altro.

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    1. Io ancora adesso non ho ben capito il grande mistero della frizione ;-) detto questo dopo l’escalation di questo film, come minimo nel prossimo capitolo lì faranno scontrare con Ultron. In quello dopo con gli Jagger di “Pacific Rim”, e in F&F 9 The Rock farà a pugni con Godzilla ;-) grazie per il commento, cheers!

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  5. Devo riuscire ad andare a vederlo... ma nessuna delle mie amiche mi vuole accompagnare!!!! :(

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    1. Cambia amiche :-) Oppure in alternativa ondeggiagli le ditine davanti alla faccia canticchiandogli una cantilena ondulata che ripete Jaaaasooooon Staaaathaaaam, Jaaaasooooon Staaaathaaaam ;-) Voglio il tuo commento a Giasone nostro in questo film!

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  6. Vist solo il primo film, tredici anni fa... mai sentito il bisogno di proseguire XD
    Anzi, sì, quando è entrato nel cast The Rock mi è venuta voglia di vederlo, ma il pensiero di dover vedere quelli prima mi fa desistere

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    1. Diciamo che non è un film fondamentale, però è un guilty pleasure gustoso ;-) Se anche tu sei fan del sorrisone di The Rock (iiiihhhhhhhh!) almeno il quinti capitolo dovresti vederlo. Grazie per il commento! ;-)

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  7. Scusa, va bene che ho scoperto da poco il tuo blog, ma almeno potevi avvertirmi che la recensione era piena di battute. Letta mentre ero all'obitorio (non per motivi funebri), quando hai citato il Royal con fromage è stata la prima di una serie di risate esplose che non sono riuscito a trattenere.

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    1. Per prima cosa ti ringrazio, mi fa piacere quando riesco a far ridere qualcuno con le mie caSSate ;-) Seconda cosa, stai bene vero? Tu, i tuoi cari, amici e parenti? Dimmi di si please. Se si, già solo per il fatto che mi leggi (Grazie!) da un obitorio vinci il premio "Creaturina della Notte del mese". Grazie mille per il commento, ti prego ripassa a confermarmi che stai bene, sennò sto in pensiero... Cheers! ;-)

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    2. Sì tutto bene, è che sono studente di medicina.

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    3. Bene meno male ;-) Ah! allora sei stato attratto dal blog per deformazione professionale ;-) Grazie per essere passato a confermare che stai bene, spero di farti ridere ancora, magari in luoghi dove puoi farlo senza trattenerti ;-) Cheers!

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  8. ma quanto ha pagato la Corona-Carlsberg Vin Diesel?! ma che danno d'immagine, almeno in Europa! per me con quella battuta ha perso 100000 punti di virilità. Grande invece Jack, d'altronde lui faceva "Cose" quando Vin ancora era attaccato al senso della mamma

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    1. Lo penso anche io che abbia perso molti punti, molto meglio il grande Kurt, per le "Cose" che ha fatto e per la birra che bene, a questo proposito, domani da queste parti altri complimenti per Kurt ;-) Cheers!

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  9. "hanno sempre ripudiato questo “orgoglio Tamarro” scatenato da Fast & Furious"

    A chi lo dici! XD Qualche anno fa mi sono deciso a vedermi "XXX" e m' è pure piaciuto! XD Oggi credo non produrrebbero manco questo! Ma i F&F non penso li guarderà mai! Dal 4 in poi sono riusciti ad avere successo pure da noi! Comunque vero! Una saga nata con un mezzo B-movie e che è giunta a livelli simili... pensare che prima il massimo del fumettoso era "Commando" che aql confronto è un film sobrio e misurato! XD

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    1. Hai fatto l'esempio giusto, basta vedere che disastro hanno combinato con xXx2 ;-) Cheers

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