giovedì 30 aprile 2015

CUB: PFF (Piccoli Fiamminghi Ferali)


Ogni tanto ragiono e questa già di suo è una notizia eclatante.
Ragiono su cosa deve avere un film horror per piacermi (LE DONNE NUDE!), ok! A parte le donne nude intendo, cavolo! Già ragiono raramente, se poi penso alle donne nude mi perdo, aspettate ricomincio…
Ogni tanto ragiono… Su cosa dovrebbe avere un horror per piacermi.
Rispondendo di istinto direi che faccia paura, ma non sono sicuro che sia poi così necessario. Badate bene, se un horror è ben fatto e riesce anche a spaventarmi, tutto grasso che cola, però non sono uno che si spaventa facilmente ed essendo allenato da tanti horror, è anche difficile trovare qualcosa che mi faccia paura, a meno che non vada a toccare qualche nervo scoperto.

In generale, penso che l’atmosfera di inquietudine sia quello che vorrei sempre vedere in un horror, quella che ti accompagna per tutta la pellicola e magari, dopo la visione, anche solo per un po’…
Se a questo aggiungete personaggi credibili, svolte di trama abbastanza sensate e qualche scena diretta come si deve, io tutto sommato, sono contento.

Ora che ho fatto questa inconcludente tirata, frantumandovi i maroni come si deve, posso cercare di rimediare dicendo che “CUB” (in uno strambo Paese a forma di scarpa “CUB - Piccole Prede”, perché un sottotitolo inutile non lo si nega a nessuno), non è affatto malaccio, senza inventare davvero nulla di nuovo, riesce comunque ad essere originale e ad inquietare.

Voi direte: "Ci credo che è un film inquietate, i protagonisti sono dei Boy Scout!" Oddio che schifo! Ho visto un Boy Scout da vicino una volta, dopo mi sentivo tutto come camminare addosso, mamma mia non fatemici pensare, brrrr che orrore….


"Vieni a campeggiare con noi... Per Sempre... Per Sempre...".
CUB è un film Belga, con protagonista un gruppo di Boy Scout impegnati in un campo estivo tra i boschi al confine tra Belgio e Francia. Poiché la struttura dello Slasher non va modificata, il luogo scelto dagli eredi di Baden-Powell è stato protagonista in passato, di un grave fatto di sangue, una serie di suicidi di massa di disoccupati, rimasti senza lavoro dopo la chiusura della fabbrica locale. Per rendere il posticino un luogo ideale per un campeggio da film horror, aggiungete pure all’equazione un serial killer, che dà la caccia a chiunque si aggiri nella zona, insomma, tutto come da programma no?

La cosa che cambia un minimo l’equazione sono i protagonisti, non so voi, ma io sono abbastanza allergico alla religione (tutte) e a tutto il suo indotto, questo non fa di me un grande fan dei Boy Scout e dello Scoutismo in generale, a memoria mia, un altro Horror con Scout come protagonista il corto “The Legend of Beaver Dam” diretto dal Canadese Jerome Sable, regista del divertentissimo “Stage Fright” (magari una di queste volte ne parliamo). In teoria dovrei anche essere contento di vedere un gruppo di lupetti falciati malamente dall’assassino di turno, in pratica i bambini protagonisti risultano abbastanza credibili, anche se il film segue la struttura classica cristallizzata dalla serie Venerdì 13, essi sono sono reali, rompicoglioni, fastidiosi ed irritanti sì, ma come solo i bambini possono essere, non per un qualche vezzo dell’autore. Il risultato è che un po’si patteggia per questi Lupetti, anche perché peggio di loro, ci sono solo i responsabili.

Solo con questo fotogramma raggiungo la quota minima Horror della settimana.
Un trio (allerta e pieno di brio) di capi Scout uno più urticante dell’altro. Il capetto risponde al nome scout di Akela, odiosissimo, un papa-boy che prende estremamente sul serio il suo ruolo di leader (dai poco potere a qualcuno e poi stai a guardare cosa succede…) e soprattutto vorrebbe imporsi come ideale figura paterna per Sam, un ragazzino con dei problemi. Di lui non sappiamo altro, solo che “ha dei problemi”, quindi tutte le svolte del suo personaggio sono giustificate da personaggi che parlando di lui dicendo cose del tipo: “Poverino ha dei problemi” e fatevi bastare questa come spiegazione, anche perché altre non ne avrete dal film…

L’altro furbone, si fa chiamare Baloo e anche se ha il nome di un orso simpatico dei cartoni animati, è un minchione che si fa il grosso con i ragazzini, parla usando un sacco di parolacce atteggiandosi ad amicone grande e permissivo, risultando così il più amato dai giovani lupetti. In realtà, la sua è tutta una posa per mascherare la sua vera natura. A concludere il triello (o forse dovrei dire trinità considerando il tema di fondo) ci pensa una tipa, il cui nome scout non viene pronunciato (se sì, me lo sono perso), in ogni caso la biondina balla il Mambo degli Orsi con Baloo (ora ho capito perché si chiama così!) di nascosto da Akela, che da buon Cattolico non vuole zozzerie nel suo campo.


Non affidereste i vostri figli ad un amabile giovanotto come lui?
Attraverso questi tre personaggi, Jonas Govaerts (regista e sceneggiatore), mette subito in chiaro la sua posizione, i loro comportamenti da predicatori autoritari, non fanno altro che sottolineare le loro idiosincrasie, ereditate dalla religione cristiana, forse la più propensa di tutti ad auto nominarsi come l’unica vera via da seguire, diffidate sempre da quelli che si presentano dicendovi “Noi siamo i buoni”.

La sabbia negli ingranaggi è rappresentata da Sam, come detto lui “C’ha i PROBBBLEMI!”, però il suo personaggio risulta amorale, in una maniera quasi adorabile. Guardandolo continuavo ad avere dei flash del River Phoenix di “Stand by Me” (non a caso un altro film con bambini protagonisti), il personaggio trasuda follia sì, però lucida quindi ancora più inquietante, anche perché Govaerts per nostra fortuna non si arrampica lungo scene flashback, o imbarazzanti tentativi di spiegazione.


So darling, darling. Stand by me, oh stand by me.
La cosa che ho apprezzato moltissimo di Cub è proprio il suo fregarsene totalmente di fornire spiegazioni. E' un film che procede per la sua strada, seminando lungo il percorso le sue picconate critiche alla religione, facendo saltare con il tritolo la classica regola non scritta degli Horror, che vogliono lo spettatore spaventato, magari anche dopo la fine dei titoli di coda, ma tutto sommato rassicurato da una distinzione tra buoni e cattivi netta, o da una presa di distanza dal “cattivo” di turno. Cub non è così, a tratti ti ritrovi disgustato da quelli che normalmente dovrebbero essere i buoni della storia e attratto dal cattivo, dal diverso. Il finale poi, non è imprevedibile vero, ma è un piccolo trionfo di anarchia.


Lo so che sembra la scena della cena di "Hook", ma non fatevi ingannare.
Ricollegandomi al mio discorso iniziale sulle donne nude… Alla fine in questo film di donne nude non se ne ved.. Argrrrgh! Mannaggia a voi che continuate a farmi pensare alle donne nude! Mi distraggo ve l’ho detto!

Dicevo, ricollegandomi al discorso sulla paura in un Horror, capite da voi che un film come questo deve colpire lo spettatore andando a sollecitargli qualcosa: il nemmeno troppo velato anti-clericalismo di fondo forse è la chiave di volta, per un film che altrimenti rischierebbe di essere bollato come un Venerdì 13 con gli Scout. A mio avviso, invece, pur essendo lontano anni luce dall’essere un capolavoro, è un Horror per chi guarda tanti Horror, fosse solo per vedere che ogni tanto anche in questo genere, è possibile percorrere qualche strada differente, allontanandosi dai sentieri già battuti… Vuoi vedere che i Lupetti protagonisti erano un gran Metaforone?

10 commenti:

  1. Non originale, un po' lacunoso nelle spiegazioni (intendiamoci, io odio gli spiegoni ma mi sarebbe piaciuto l'approfondimento relativo alla fabbrica chiusa!) ma comunque ricco di atmosfera. E di cattiveria nei confronti di quegli odiosi capi scout che, secondo me, si sono beccati ancora poche botte! XD

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    1. Eh eh confermo, secondo me il regista é stato bullizzato ai tempi del campeggio e questo film é la sua vendetta verso gli odiosi capi scout che nel film, si chiamano proprio la violenza hai ragione ;-) Grazie per il commento, cheers! ;-)

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  2. Molti miei amici scout ci sono andati matti!
    Io l'ho salvato... non amo l'horror...

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    1. Si posso immaginare, quando un horror ti coinvolge come gruppo é sempre uno spasso. Sto sempre aspettando l'horror con i giocatori di basket, avevo anche il titolo "Jam" oppure "Bounce" of the dead ;-) Grazie per il commento, cheers! ;-)

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  3. Forse mi sarei aspettato qualcosina di più dal punto di vista di "cattiveria", in fondo (attenzione allo spoiler) quasi tutti i piccoli scout vengono fatti fuori dall'assassino che passa con il furgoncino sopra la loro tenda, e non si vede altro.
    Per il resto l'ho trovato un film ben fatto, con richiami al classico slasher, ma con una metafora più profonda di quella di Venerdì 13 (non che ci voglia molto a dire il vero)

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    1. Eccolo qua, tu sei sempre il mio barometro per i film di questo tipo ;-) In effetti non inventa molto però un pochino osa, o almeno prova a fare qualcosa di un po' differente rispetto alla media degli horror. Grazie per il commento! Cheers ;-)

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  4. La prima parte mi ha un po' annoiato, ma non male. Cattivello il giusto. Quando il furgone passa sulle tende dei campeggiatori, pur non vedendosi nulla, ne sono rimasto sorpreso: questi europei hanno fegato ;)

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  5. Prima parte molto (tanto) introduttiva. Per il resto gli americani non potrebbero fare un film così (non indie horror) per via della loro censura, quindi ben vengano questi film dalla vecchia Europa ;-) Grazie per il commento, cheers! ;-)

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  6. Sai che stupidamente l'avevo sempre snobbato? Mea culpa, si recupera!

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    1. Non aspettarti un capolavoro, però è un film che prova almeno a spostare un pò i limiti rispetti ai soliti canoni del genere. Fammi sapere come lo hai trovato dopo la visione e grazie per il commento ;-) Cheers!

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