martedì 7 aprile 2015

Clouds of Sils Maria: La donna che recitò due volte


Olivier Assayas ci racconta la vita di una stella del cinema di mezza età, condisce il tutto con suggestive visione delle Alpi svizzere, con contorno di svariati riferimenti meta cinematografici alla settima arte. Era legittimo aspettarsi grandi cose, anche se non sono arrivate proprio tutte tutte…

Bisogna dire che non ha aiutato una pubblicità ingannevole che ha cercato di vendere il film praticamente come se fosse un bollente porno pieno di scene lesbiche e piazzando in primo piano il mezzo culo perizomato di Kristen Stewart, fedeli all’antico adagio per cui tira più di una coppia di buoi... Sapete voi cosa!


Un esempio di pubblicità ingannevole.
Eppure Olivier Assayas è uno capace di trovare il lirismo anche nella quotidianità, con una naturalezza che è propria a pochi registi, purtroppo secondo me, il film si inviluppa un po’ troppo su se stesso, sfiancato dalla ripetitività.

Maria Enders (Juliette Binoche) una stella del cinema internazionale, deve fare i conti con la morte del regista di culto che la diresse vent’anni prima nel ruolo che le regalò la fama. Contemporaneamente, un giovane e ambizioso regista (allergico ai blockbuster) le propone di recitare in una nuova versione della storia, ma cambiando personaggio. Invece di interpretare la giovane e conturbante Sigrid che l’ha resa famosa, ormai adulta Maria dovrebbe interpretare Helena, ovvero colei che si innamora della ragazza fino a perdere la vita. A tutto questo aggiungete l’assistente personale di Maria (Kristen Stewart) e la Sigrid 2.0, (Chloe Grace Moretz impegnata a fare la Lindsay Lohan della situazione) per aumentare la crisi di mezza età della donna.


Nel mezzo del cammin della carriera, mi ritrovai a Sils Maria...
Assayas opta per una sceneggiatura molto verbosa, tutta basata sul gioco di riflessi tra la diva e la giovane assistenze, ma anche tra le donne che si ritrovano ad interpretare con vent’anni di distanza il ruolo di Sigrid. A tutto questo aggiungiamo le riflessioni di Maria giunta “nel mezzo del cammin di nostra vita” e le speculazioni sul cinema, in un eterno scontro tra Blockbuster e film d’autore.

Difficile non trovare dei punti di contatto con il protagonista di Birdman, anche se ho trovato “Clouds of Sils Maria” meno furbetto (per non dire paraculo) nella sua critica ai Blockbuster. La Binoche come protagonista ha molto in comune con il personaggio che interpreta: l’attrice francese non ha mai ceduto del tutto alle sirene di Hollywood (esemplare la sua comparsata di minuti 2, di numero, nell’ultimo “Godzilla”). 

Le nuvole del titolo sono il METAFORONE utilizzato da Assayas per mettere in scena il dubbio che si insinua nelle vite dei personaggi e anche se molto (tanto) ripetitive, sono l’esempio del lirismo che questo regista è capace di evocare nei suoi film.


Nella testa di Assayas, i blockbuster somigliano tutti alla pubblicità dell'acqua (mi piaci tu!)
Tra tutti i rimandi meta-cinematografici-teatrali, la vera struttura ossea del film è il rapporto tra Maria e la giovane assistente, Kristen Stewart secondo me offre una prova competente e per fortuna non fa la sua classica mossetta finale, ovvero: il labbro morsicato, quello che funzionava così bene in “Into the Wild” e così drammaticamente male in tutti i film della serie “Twilight” (la mia saga comica preferita… quanto mi manca!). In generale ho trovato il personaggio di Valentine veramente troppo enigmatico, mi è sembrato un po’ troppo funzionale allo sviluppo di Maria, ora sarà un caso (o forse no), ma la parte che ho preferito è stata sicuramente l’ultimo capitolo, quello in cui guarda caso la Stewart scompare nella nebbia…


"Pronto? uno spin-off su Renesme? no sono un attrice impegnata adesso"
Per concludere il capitolo dedicato alla ex-Bella, devo dire che comunque ho preferito la sua performance qui, piuttosto che nel tedioso “Camp X-Ray”: anche lì non si mordeva il labbro, ma nei panni della guardia carceraria di Guantanamo Bay proprio non si poteva guardare…

Il film risulta ambizioso, ma mi sembra che questa volta Assayas non sia riuscito ad applicare la sua capacità di semplificazione alla storia, il tutto risulta un po’ troppo ripetitivo e anche il rapporto pseudo-lesbico tanto agognato (specialmente da chi il film ha dovuto venderlo) mi è sembrato che battesse un po’ sempre sugli stessi tasti, insomma: bene, ma non benissimo purtroppo.

4 commenti:

  1. Nonostante il culo Kristen Stewart, mi hanno parlato bene del film.

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    1. Penso che la Stewart (lato A e B) sia una delle cose meno interessanti del film, purtroppo non è totalmente riuscito, il buon Assayas sa fare di più e meglio, però secondo me offre un interessante sguardo sul cinema da un addetto ai lavori. Grazie per il commento!

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  2. Devo vederlo, sono molto curioso. E grazie per l'anteprima del culo della Stewart.

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    1. Fammi sapere come ti sembra... figurati, ma sappi che è pubblicità ingannevole ;-)

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