giovedì 9 aprile 2015

A girl walks home alone at night: Come si dice Vampiro in persiano?


Lo dico anche troppo spesso: dopo che la miglior saga involontariamente comica di sempre (Twilight) ha gettato fango sulla figura del vampiro al cinema, ogni nuova pellicola sui succhia sangue viene bollata come quella che restituirà la gloria ai nipotini di Dracula.

La cosa migliore per dimenticare Twilight, secondo me, è smetterla di citarlo quando si parla di horror. Abbiamo avuto bei film sui vampiri in passato (Lasciami Entrare), ne abbiamo avuti recentemente (Only lovers left alive) e possiamo dire che ne abbiamo uno qui anche oggi, probabilmente è il più unico e orgogliosamente controtendenza di tutti.

Vengo spesso “coglionato” perché guardo film dove i dialoghi si contano sulle dita di una mano (pollice escluso), o perché non mi perdo mai una pellicola dove qualcuno usa i canini per cavare via il sangue a qualcun altro. Fondamentalmente io me ne sbatto e con questa pellicola ho decisamente alzato l’asticella:

Produzione Americana (nei credits anche Elijah “Frodo” Wood), primo lungometraggio di una donna, Amy Lily Amipour, regista di origini persiane trapiantata negli Stati Uniti. Un cast Iraniano (anche solo di origine), dialoghi recitati interamente in Persiano, tutto filmato in un ricercato bianco e nero. La storia parla di una coppia di innamorati, dei due il vampiro è lei e per tutta la durata del film indossa il chador.


"Io giro sola di notte, ma quello in pericolo siete VOI!"
Ad una pellicola così io voglio già bene, anche solo per l’orgoglio con cui sottolinea la sua diversità, in un mondo che dà la colpa ai Musulmani (TUTTI, senza distinzione) di qualunque cosa, anche di una brutta sorpresa uscita dall’uovo di Pasqua, questo film è sabbia negli occhi a tutti gli integralisti religiosi, gli estremisti, i benpensanti, i maschilisti, gli ayatollah e i Salvini di questo mondo. In più, è anche un bel film! Come fai a non volergli bene?

Il bianco e nero è il perfetto contrasto tra vivi e (non) morti, per una trama che è assolutamente essenziale, ma che Amy Lily Amipour sfrutta al meglio: la vampira con velo nero (Sheila Vand) si aggira di notte per Bad City, città iraniana grigia, tetra, decadente. Tipo Mestre.
Come un predatore la ragazza si nutre dei peggiori soggetti che le capitano a tiro, ma una sera ad una festa in maschera, incontra Arash (Arash Marandi) e i due si innamorano. Forse ha aiutato il fatto che lui indossasse un mantello da Dracula…

Aggiungete alcuni personaggi che ruotano intorno ai due protagonisti e, senza rivelarvi altro della trama, la storia è quasi tutta qui. E' la messa in scena di “A Girl Walks Home Alone at Night” che lo rende un bel film, sì perché si tratta proprio di una pellicola visivamente bella che riesce a mescolare Romanticismo e Horror (un altro buon esempio di questo è Spring) puntando sull'aura romantica dei vampiri, piuttosto che su scene splatter.

Bad City è la Gotham della nostra protagonista, non è solo una location che fa da sfondo, è un valore aggiunto a questa storia drammatica e sofferta. Fin dal nome si capisce che è un brutto posto, un posto di frontiera (e questo spiega i continui rimandi Western nella colonna sonora), il bianco e nero poi contribuisce ad equiparare l’Iran odierno e l’America degli anni ’50 (Arash veste come un sosia di James Dean e ha gusti musicali decisamente retrò), un po’ come a voler ribadire che i pregiudizi verso le donne, i giovani e il diverso in generale, dell’America di allora, sono gli stessi dell’attuale Iran.
Poi ci incontriamo con Ralph e Potsie da Arnold's (se non sono già stati trasformati in Vampiri).
La città risulta fumettistica, ha il bianco e nero netto della Sin City di Frank Miller e le geometrie ricercate della New York di “The Spirit” (il fumetto del maestro Will Eisner non quella porcheria di film del già citato Miller), ma in generale è proprio la regia di Amy Lily Amipour ad essere fumettosa (e siccome amo i fumetti per me è un complimento): inquadrature ampie, primi piani dettagliati, immagini in generale molto statiche per un film che se ne batte i maroni di apparire lento, ma che risulta sempre esteticamente figo. Dai, dove avete mai visto una vampira girare di notte in skateboard con indosso il velo? Che poi pensateci: il chador nero non è un ottima variante del classico mantello?


Ma tu guarda! Esiste anche un fumetto tratto da questo film...
Amy Lily Amipour si dimostra una filmaker intelligente e colta, una che ha fatto i compiti a casa: fin dalla scelta del bianco e nero pare omaggiare Jim Jarmusch, per come scava nella tristezza dei personaggi utilizzando tanti primi piani. Ma è anche capace di riecheggiando al West di Sergio Leone, con un abbondante utilizzo di campi lunghi e inquadrature grandangolari. Ve l’ho detto: “A Girl Walks Home Alone at Night” è un film bello, proprio esteticamente bello da vedere.

In più è anche bello da ascoltare, perché i dialoghi in persiano sono abbastanza rari, ma la musica è sempre presente, come detto, molti echi Western, ma anche i White Lies e tanti pazzi in lingua persiana musicalmente molto azzeccati. Siccome in persiano non so nemmeno chiedere una bottiglia d’acqua naturale al bar, le parole passano automaticamente in secondo piano in favore delle note. Nel film non c’è solo la musica da sentire, ma anche gli effetti sonori contribuiscono alla riuscita della pellicola: le rotelle dello skateboard sull'asfalto, oppure (altra citazione a Jarmusch) il rumore di un vinile che ruota sul piatto…

Eppure questa storia d’amore gonfia di tristezza, tra due Romeo e Giulietta divisi dalla luce del sole, è a tutti gli effetti un film horror. Non la solita scusa per vendere un film che poi si rivela essere la solita storiella d’amore in cui l’elemento Horror viene presto assecondato (ogni riferimento a “Warm Bodies” è puramente voluto…), ma un horror a pieno titolo che necessita, però, un avviso ai naviganti:

Provate ad immaginare questa scena con "The Power Of Love" di Huey Lewis & The News in sottofondo...
“A Girl Walks Home Alone at Night” contiene efficaci scene Horror (ad esempio ho apprezzato l’incontro tra la vampira e il ragazzetto con lo Skateboard, con il tamarrismo spacciatore), però l’orrore messo in scena in questo film, non è quello fatto da litri di sangue e budella lanciate in giro per la stanza, è più un'inquietudine sottile, qualcosa che arriva da lontano e non capisci bene da che parte, come sentire le ruote di uno skateboard nel cuore della notte. Alle vostre spalle.

Provare per credere e intanto segnare: Amy Lily Amipour, dopo un solo film è già entrata nella lista dei buoni.

10 commenti:

  1. Film stiloso, stilosissimo che mi ha lasciato una buona dose di inquietudine. Buonissimo esordio.

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    1. Concordo in pieno, avercene di horror d’esordio come questo, avercene a coppie ;-) Cheers!

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  2. Ottima segnalazione.... lo segno per recuperarlo!

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    1. Metti in lista, è una cosa strana ma secondo me meritevole. Grazie per il commento!

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    2. Non posso che concordare! Sembra molto affascinante!

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    3. Che per fortuna, anche se per poco, ha visto anche il buio delle italiche sale. Cheers!

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  3. Ho anche questo nell'infinita lista di film da vedere di cui si parlava qualche giorno fa: ai vampiri non resisto! :D

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  4. Sempre come dicevamo qualche giorno fa, io sono sempre quello con il nick preso in prestito da un Vampiro dei fumetti, quindi ti capisco molto bene ;-) Grazie per il commento!

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  5. Ne stanno parlando tutti molto bene, quindi credo che dovrò vederlo al più presto! :D

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    1. Bravo giovane! E' questo lo spirito giusto! ;-) grazie per il commento e fammi sapere come ti sembra il film. Cheers!

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