martedì 31 marzo 2015

The Pyramid: E' previsto che si vedano delle mummie, nel suo film sulle mummie?


Mi ha fatto un certo effetto vedere la classica sigla della 20th Century Fox nei titoli di testa di questo film, a memoria mia ricordo pochi horror prodotti dalla nota major, questo in particolare mi ha dato un grosso senso di dejà vù, probabilmente perché avevo già visto il mockbuster, per una volta non prodotto dalla Asylum.

Proprio parlando di The Day of the Mummy, avevo illustrato il mio pensiero sulle mummie nei film horror, purtroppo per loro nel party dei mostri classici ricoprono il ruolo della bruttina con l’apparecchio ai denti e gli occhiali spessi.
Ci spero sempre di vedere un bell'horror con le mummie e ve lo posso dire subito: anche questa volta le mie speranze sono state spazzate via dal vento del deserto.

Cairo, agosto 2013. Un gruppo di archeologi, ovviamente Americani, scopre una nuova piramide sepolta sotto la sabbia del deserto. Il Dottor Holland e sua figlia Nora non vedono l’ora di poter esplorare la nuova scoperta, a supportarli, arriva la documentarista Sunni, accompagnata dal suo cameraman Fitzimmons. Quando in un film trovate un personaggio che si chiama Fitzimmons vuol dire che gli autori si sono rotti di pensare ad un nome originale, quindi questo dovrebbe già darvi degli indizi sull'andazzo generale del film…

"Niente, gli iniettori sono andati, diamo un occhiata alla turbina"
A completare la “cumpa” ci pensa Michael Zahir il nerd del gruppo esperto di robotica, con il suo mini-robot cingolato, preso in prestito dalla Nasa, chiamato Shorty. Il drone è inoltre dotato di telecamera. State iniziando ad intuire dove vogliono andare a parare gli autori? Un cameramen, un robot con camera incorporati, bravi! Un found footage/mockumentary diretto in soggettiva! Siete contenti?

A causa delle rivolte in Egitto, bisogna lasciare il Paese in subbuglio, quindi viene mandato Shorty all’interno della piramide, quando il piccolo robot smette di trasmettere, i nostri protagonisti si intrufolano nell’Egizia forma geometrica per ritrovarlo. Segue mattanza d’ordinanza.

Ah! Una piramide nascosta, un gruppo di vittime sacrificali pronte a riprendere il loro martirio per noi, quale modo migliore per farmi sopportare l’ennesimo film con telecamera a mano traballante pieno di “Oh my God!”, se non la possibilità di vedere un sacco di Mummie incazzate che inseguono gente nel loro ambiente originale. Pensate alla possibilità poi, perché dentro alla piramide devono esserci solo mummie e polverosi corridoio? C’è l’intera iconografia egizia da cui pescare!
D’altra parte una delle scene più riuscite (e paurose) di uno dei classici della mia infanzia (Piramide di Paura) prevedeva una mummificazione rituale, quindi perché non fare lo stesso? Ecco, è proprio qui che iniziano i problemi. Perché malgrado tutta questa lunga premessa in “La Piramide” le mummie non ci sono. Vi lascio il tempo per assimilare la mazzata…

"Ed è proprio in questo punto che il film va a farsi mummificare"
Questo film segna l’esordio alla regia per Gregory Levasseur, già co-sceneggiatore dei remake di “Le colline hanno gli occhi” e “Maniac” (uno dei due è venuto bene, lascio a voi indovinare quale), il ragazzo francesce è uno storico collaboratore di quel pazzarello di Alexandre Aja, autore della “Porcata di Mezzanotte” definitiva (Piranha 3D), ma anche responsabile delle corna sulla testa di Harry Potter (quella porcheria di “Horns”).

Levasseur decide di non essere troppo aderente alla tecnica del found footage, infatti in alcuni momenti semplicemente non giustifica il fatto che le telecamere siano sempre accese (così, perché gli va), o più semplicemente, stacca la telecamera utilizzando il classico montaggio, quindi con il passare dei minuti la messa in scena del film passa del tutto in secondo piano, perdendosi nell'anonimato registico.

Si procede per circa metà minutaggio nella noia: i personaggi non vengono uccisi dalla Piramide del titolo, ma più che altro dalla loro stupidità, mentre girano come topi dentro un labirinto. Poi arriva la svolta: arrivano i gatti!

Siam siam siam, siamesi siam...
Sì, perché Levasseur ha pensato bene di pescare dalla cultura egizia, dimenticandosi di utilizzare la cosa più figa mai sfornata dall’illuminato popolo, ovvero: le mummie. Il nostro francesino si convince che un gruppo di, tenetevi forte, gatti cannibali (Fiiiiu!) sia un'idea fighissima. Quindi, per una buona porzione di pellicola, questi gatti posticci, animati in pessima CG, tengono banco torturando i protagonisti.

I mici voraci sono solo la punta dell’iceberg (o della piramide). Sì, perché in realtà gli animali venerati dagli Egizi sono stati messi a guardia di qualcosa, incaricati del compito di guardiani di un orrore ancora più grande. Una mummia? No, non ci sono mummie in questo film! C’è invece Anubi, il Dio dei defunti, voi direte figo, ecco, solo perché non avete visto come è fatto QUESTO Anubi.

Levasseur deve aver ricevuto in regalo in bignami sulla cultura Egizia, uno di quei libri illustrati che si regalano ai bambini e dopo i gatti, ha pensato bene di inserire anche Anubi nel suo film. E siccome sul libretto c’era scritto che la divinità è per metà umano e per metà sciacallo, così è stato realizzato.
La capoccia della creatura è un misto di pessima CG e brutto make-up, Levasseur dovrebbe avere almeno l’astuzia di non inquadrare la creatura, cercando di preservarne il mistero, invece no! Non pago la sbatte in primo piano bello orgoglioso dei suoi effetti speciali inguardabili.

"Ho trovato la sceneggiatura del film, è scritta in geroglifico"
Voi direte: "Ok il film sembra una poverata (fatta con i soldi della 20th Century Fox) però almeno fa paura?" Macchè, il film non fa paura nemmeno per errore, si gioca un paio di Jump scare telefonati, per poi trasformarsi in una specie di Slasher (uno di quelli brutti) con Anubi impegnato ad inseguire la final girl di turno. Per assurdo un film ambientato interamente in un piramide, da cui i protagonisti non riescono ad uscire, non riesce a creare un senso di angoscia nemmeno per un minuto!
Levasseur è talmente un cane che non è in grado di mettere su nemmeno un paio di ammazzamenti splatter fatti come si deve, insomma... In questo film è tutto sbagliato.

Ne ho visti di film mancare le premesse iniziali, ma farlo in maniera così clamorosa è qualcosa che (per fortuna) capita raramente. La cosa pazzesca è che sono riusciti a mettere una mummia sulla locandina, ma non sono riusciti a metterne nemmeno una in tutto il film! Se prendete il vostro Smartphone e fate un filmato nei corridoi del museo Egizio di Torino, magari la 20th Century Fox vi produce un horror ad alto budget e sicuramente riuscirete a mostrare più mummie di quanto non è riuscito a fare Gregory Levasseur.

10 commenti:

  1. ahhhhhNubi...mamma mia che poracciata...peccato perchè a me l'idea iniziale pareva buona

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    1. L’idea iniziale è una figata! Ma quando hai bloccato i tuoi protagonisti dentro la piramide devi iniziare a fare paura, qui invece è dove il film inizia a fare pena. Comunque “ahhhhhNubi” è l’affermazione del giorno, da qui a staserà troverò un modo di usarla in una frase di senso compiuto ;-)

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  2. Che film orribile. Una roba che neanche definire imbarazzante rende l'idea. Stavo per lanciare il monitor dalla finestra all'apparizione del cagnone Anubi

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    1. Concordo su tutto, l’unico film che riesce a far incazzare contemporaneamente sia gli amanti dei Cani che quelli dei Gatti. Grazie per il commento!

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  3. Sai, il film mi ha intrattenuto e mi è piaciuto "così tanto" (!!!!!!!) che quando hai scritto che non ci sono mummie ho alzato per un minuto gli occhi al cielo tipo Mimmo di Carlo Verdone, cercando di ripensare alla seconda parte del film e niente, non mi è venuto in mente. L'avevo già dimenticato, e l'avrò visto, quando, uno-due mesi fa? Ho perseguito nella lettura del tuo articolo dunque e... "ahhhh già i gatti che mangiano solo se stessi e non si capisce come riescano a riprodursi"... "ah già CGAnubi"... "gente che muore perché stupida"... già, già. Ora ricordo tutto. Un film che ha il pregio di autodistruggersi nella memoria dello spettatore. Puff.
    Il titolo alla Malcom di Jurassic Park è azzeccatissimo

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    1. “Questo film si auto distruggerà tra cinque secondi” e viene da dire per fortuna! ;-) Grazie mille per il commento, e complimenti per aver colto la citazione, per altro, una frase che cito spesso, imitando la satira nella voce di Roberto Chevalier ;-) Cheers!

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    2. Castigo divino a chi non riconoscesse simili citazioni!
      Chevalier è davvero un fuori classe.

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    3. Anche per uno come me che è un fanatico dei film in lingua originale, è obbligatorio riconoscere il talento quando lo si vede, o in questo caso, quando lo si ascolta ;-)

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  4. Infatti il mio blog è proprio su questo argomento, do credito dove credito deve essere dato! Alla fine, di primo acchito potrebbe sembrare uno di quei luoghi dove ci si lamenta del doppiaggio e basta, in realtà dietro le critiche c'è un forte amore verso di esso e quindi la voglia (e l'aspettativa lecita) di trovare sempre adattamenti all'altezza, visto che comunque il buon adattamento italiano esiste e si può fare... quindi è bene castigare roba come Captain America 2 che di adattamento non ha proprio niente, a stento è una traduzione diretta dall'inglese. Visto che molti vocaboli sono lasciati in tale lingua, si può dire che anche come semplice traslitterazione è fatta veramente male. Il film non era affatto male (10 volte meglio del primo che rasenta la barzelletta) ma la versione italiana è detestabile!

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    1. Confermo, anche per la ridicola "To Do list" di Cap... insensata ;-)

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