sabato 14 marzo 2015

Spaced - Stagione 1 & 2: La vostra serie TV preferita (Che magari ancora non conoscete...)

Nell’indecisione tipica che intercorre tra la conclusione di una serie e l’inizio della prossima da guardare, ho deciso di prendermi una pausa dal mondo e riguardarmi Spaced. Quale occasione migliore per parlare della vostra prossima serie preferita?

Io immagino che le cose siano andate più o meno così: da qualche parte in Inghilterra, in particolare a casa di Simon Pegg, dopo una partita alla Play, due cannette e svariate birrette, Pegg e soci decidono di fare una serie tv. Il risultato arriva nelle tv inglesi nel 1999, due stagioni da 7 episodi ciascuno, 22 minuti circa ad episodio, se la conoscete la amate, se ancora non l’avete vista, spero che dopo queste righe correrete a cercarla.


"Tranquillo, fai ancora in tempo a recuperarla"
Tim Bisley (Simon Pegg) è un aspirante disegnatore di fumetti ossigenato che si è appena mollato (male) con la tipa. Daisy Steiner (Jessica Stevenson) da grande vorrebbe fare la scrittrice, ma fatica a concentrarsi quando si trova di fronte alla macchina da scrivere. I due si incontrano per caso, entrambi alla ricerca di un appartamento in cui vivere, ne trovano uno perfetto, ma l’annuncio riporta che è disponibile solo per coppie, quindi fanno l’unica cosa sensata quando cerchi disperatamente casa e trovi quella giusta: si fingono una coppia e diventano inquilini di Marsha (Julia Deakin con un accento esageratissimo).

Il miglior amico di Tim si chiama Mike (Nick Frost) un baffuto fanatico delle armi, amico d’infanzia di Tim dai tempi di quella volta, seduti entrambi sul ramo dell’albero… Tranquilli vedrete questa scena tormentone 40 volte durante la serie!

A questo aggiungete Brian (Mark Heap) il vicino di casa artista concettuale che dipinge, rabbia, dolore e paura (altra gag che vedrete spesso) e la migliore amica di Daisy, la fashion victim Twist. Ora lo scenario è completo. Ah no! Manca ancora un nome importante: tutti gli episodi sono diretti da Edgar Wright, ho la vostra attenzione adesso?


"Si certo ti stiamo ascoltando attentamente"
“Spaced” è stata la palestra dove il trio Pegg/Frost/Wright hanno allenato i muscoli in vista della loro “Trilogia del Cornetto” con cui hanno devastato il pianeta (letteralmente!), ma la prima cosa che colpisce di questa serie è la grandissima capacità di farti immedesimare con i protagonisti.

Onestamente mi sono rivisto un po’ nell’aspirante fumettista nerd Tim, fanatico di fumetti, che piange guardando la trilogia di Guerre Stellari. Vi dirò solo che il primo episodio della seconda stagione in pratica è la metabolizzazione del lutto di un fan di “Star Wars” dopo aver visto “Episodio I”, sono dolori che solo un vero appassionato può capire!

In questa serie è possibile trovare tutti i semi che sono poi germogliati nei film di Edgard Wright. Tim ossessionato dagli zombie di “Resident Evil” fa le prove generali per “Shaun of the Dead”, oppure il litigio tra Daisy e Tim, montato in parallelo con le scene di “Tekken 3” non è altro che l’allenamento per il futuro “Scott Pilgrim VS The World”.


Una cosa così più o meno
Ma una delle mie scene preferite in assoluto si trova nella seconda stagione: ad un certo punto dell’episodio, i protagonisti nel soggiorno di casa, iniziano ad inscenare una sparatoria, usando le dita delle mani a mo’ di pistole, la cosa va avanti per un po’, tra bombe a mano immaginarie lanciate, colpi di fucile a pompa, il tutto, mimando i rumori degli spari con la bocca e come se no?

Questa singola scena non solo è la base su cui poi è nato “Hot Fuzz”, ma dimostra un grande amore e conoscenza per il genere action e non solo, perché i ragazzi in questa serie, citano in continuazione film. Divertitevi a riconoscere tutti i rimandi, la seconda stagione da questo punto di vista è un continuo bombardamento di citazioni Pop: si va da Robocop al Silenzio degli Innocenti, passando per Star Wars e Matrix (a questo proposito non perdetevi il cameo di Mark Gatiss, veramente spassoso!).


Giusto per darvi un idea delle citazioni in questa serie
Questo trio di amici (anzi un quartetto, perché Jessica Stevenson è autrice di quasi tutti gli episodi) ha un enorme talento: quello di riuscire a rielaborare la nostra memoria collettiva, inserendola nelle loro opere, filtrandola attraverso la loro ironia, ma allo stesso tempo, parlando moltissimo di noi… Non male per una serie comica.

Una delle tante cose belle di “Spaced” è la possibilità di essere apprezzato a tutte le età: sì perché i protagonisti carichi di sogni adolescenziali, piano piano crescono verso l’età adulta (che poi è il tema principale di “La fine del Mondo”). Non vorrei scomodare titoli come “Il grande freddo”, però in questa serie ritroverete un po’ di voi stessi: gli amici, le birrette, l’amore, la casa, il cane (Colin, andrete pazzi per lui, poco ma sicuro). Questa serie sa parlare in maniera schietta e diretta al suo pubblico, provate a guardarla e a tener conto del numero delle volte in cui vi paragonerete ai personaggi, vi ritroverete a dire: “Guarda quello fa come me” un numero impressionante di volte. Ecco, benvenuti nella vostra prossima serie Tv preferita!


Ho visto la luce!!
Ora, non vorrei averla messa giù troppo dura, perdendo di vista il merito principale di “Spaced”: fa ridere, ma veramente ridere, ridere forte, strapiena di trovate visive e di sceneggiature geniali che vi ritroverete a citare negli anni, provare per credere.

Se non l’avete mai vista, ora sapete cosa fare. Nella remota possibilità che voi l’abbiate vista e non vi fosse piaciuta, sappiate che non vi conosco e non vi voglio conoscere! Via via circolare, vado a prendermi un Cornetto… 

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