sabato 21 marzo 2015

Fatto da Dio di Craig Clevenger:



Ho trovato il libro di Craig Clevenger in un bancarella, lo ammetto mi ha attratto il nome Chuck Palahniuk in locandina, e il protagonista chimico come Walter White. Il dubbio era che gli ultimi romanzi di Palahniuk non erano proprio pesche e crema, però mi sono buttato lo stesso…

Eric Ashworth è un chimico, dotato di genio imprenditoriale e con una grande passione per la sperimentazione delle droghe più improbabili. Un giorno si risveglia gravemente ustionato, in un ospedale di Los Angeles.

Non ricorda nulla del suo passato se non un nome, Desiree. Purtroppo non sa come ricollegarlo alla sua vita precedente, e non ricorda di essere stato una grosso produttore di droghe sintetiche e un pezzo grosso della malavita. Rilasciato su cauzione, vive in un albergo da due soldi, e scopre che assumendo dosi massicce di un nuovo allucinogeno può avere accesso a frammenti di ricordi provenienti dal suo passato…

Il titolo originale “Dermaphoria” diventa un generico “Fatto da Dio” poi lamentatevi se in uno strambo paese a forma di scarpa, questo bravo autore non è conosciuto. Certo bisogna dire che il romanzo non è proprio per tutti.

La storia potrebbe sembrare già vista, ma il romanzo è letteralmente un viaggio (nel senso tossico del termine) nella mente del protagonista.


Chuck Palahniuk ha parlato bene di me? mi frego le mani!
Clevenger utilizza la prima persona per farci immedesimare con Eric, il risultato è che tutto il romanzo sembra una lungo diario/confessione, si passa dai momenti di delirio lisergico ai monologhi sull’onnipotente, tutta la prima parte del libro risulta un po’ criptica, ma nelle ultime 60/70 pagine Clevenger mette la quinta e porta la storia nel vivo, nel finale tutte il mistero della prima parte trova una spiegazione, ma capisco che molti lettori meno testardi del sottoscritto potrebbero gettare la spugna.

In teoria dovremmo parlare di un romanzo Thriller/Noir condito da parecchie drogucce mescaline, facendo un paragone, sembra un incidente stradale tra “Memento” di Nolan e un romanzo di Welsh. Non scomoderei Hunter S. Thompson perché lui gioca proprio in un'altra categoria.

Malgrado la complessità della prima parte, ogni singolo capitolo e scritto molto bene Clevenger imprime un buon ritmo al romanzo e gioca con le parole, quindi anche se la trama inizialmente è oscura, ogni singolo capitolo risulta interessante. Se siete in vena di qualcosa di un po’ intricato, troverete sicuramente un romanzo originale e ben scritto, tutto dipende da quanto vi sentite disposti a perdervi in questo casino lisergico.

P.S. Ho appena scoperto che da questo libro hanno tratto un film con... Ron Perlman e Walton Goggins! giubilo!

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