martedì 10 marzo 2015

2022 i sopravvissuti (Soylent Green): Tutti a Scuola di Sci-Fi distopico fatto come si deve


Interno notte, una scuola superiore di uno strambo Paese a forma di scarpa.
Un cartello in bacheca indica gli orari delle lezioni per studenti adulti fuori corso con professori non professionisti, alle 21.00 è in programma “Sceneggiature Sci-Fi/Fantasy: Come evitare i MACCOSA”.
Una sola classe in fondo al corridoio ha ancora la luce accesa…

Ok dai, Ragà, mettete via gli SmartFoni che gli altri filmati con le donne nude li guardiamo dopo in pausa, su fate i bravi! Oh, allora, mi chiamo Cassidy, oggi sarò il vostro professore supplente per la lezione sulle sceneggiature Sci-Fi e Fantasy senza momenti WTF, se vi state chiedendo perché hanno mandato me, è perché voi scrivete dei film talmente idioti che uno sceneggiatore vero vi sputerebbe in faccia, quindi vi beccate me… E zitti!

Ah! Una cosa importante: tu, Giuseppe Cosoniski, di padre Polacco, tu... Com'è che ti chiami?

Mi chiamo Joseph Kosinski, professore, ho scritto “Tron Legacy”.

Non ricordarmelo Cosoniski. Fai cambio di posto, vieni qui in prima fila che c’è un banco libero, tu sei uno che si distrae hai bisogno di stare concentrato…

Mentre Kosinski cambia posto, una ragazza tatuata gli sputa una pallina di carta con la penna Bic sul collo

Ehi tu! Bellina! Tu che hai fatto il bagno nell'inchiostro stamattina, come ti chiami?

Sono Diablo Cody Prof.


Consegnateli a me... uno ad uno...
Ti ho visto che sparavi le palline in testa a Cosoniski, come ti permetti?

Ma io ho vinto un Oscar per la sceneggiatura di “Juno”, non dovrei nemmeno stare qui, mi hanno beccato con l’erba in macchina!

Fai il giro dei bar la sera per rimorchiare dicendo: “Ehi, io sono quella che ha scritto Juno”? No, perché se non lo fai poi non lamentarti se vai sempre in bianco… Hai scritto pure il remake di “Evil Dead”, una roba per cui non avresti dovuto lasciare il tuo vecchio lavoro.

Ma io prima facevo la spogliarellista!

Ecco appunto! Quello sì che era un lavoro onesto, non come scrivere i remake!

Allora, il film di cui parliamo oggi è “2022 i Sopravvissuti”, almeno in uno strambo Paese a forma di scarpa da cui vengo io si chiama così, perché dopo il successo di “2001 Odissea nello spazio” tutti i film si beccavano la data ad inizio titolo.

Film del 1973 diretto da Richard Fleischer, quello de “I Vichingi”, “Viaggio Allucinante” e di quella schifezzetta di “Conan il Distruttore” tra le altre cose. Scritto per il grande schermo a Stanley R. Greenberg adattando un romanzo, il suo titolo originale è “Soylent Green”, ma siccome era troppo attinente alla trama, in Italia hanno pensato bene di storpiarlo mettendogli un titolo completamente a caso…
Il protagonista è l’investigatore Thorn, interpretato da Charlton Heston (lo stesso de “Il Pianeta delle Scimmie” e “1975: Occhi bianchi sul Pianeta Terra”, due ottimi esempi di Fantascienza Dispotica con molto in comune con “Soylent Green”).

In questo futuro dispotico, il problema principale è la sovra popolazione: c’è gente ovunque, c’è gente che dorme in auto, gente che dorme sulle scale anti-incendio (tanto che il protagonista deve evitare le persone sdraiate sugli scalini), c’è gente che si rifugia nelle chiese... Il problema è che non c’è cibo sufficiente per tutti.


Charlton Heston si esibisce in... Saltelli aggraziatissimi!
La Soylent è una potente multinazionale che produce, vende e distribuisce tavolette commestibili di vari colori in base ai valori proteici, ma il prodotto con cui hanno intenzione di invadere il mercato è il “Soylent Verde” derivato dal Plancton che verrà presto venduto al popolo affamato.

I ricchi, invece, non hanno il problema della mancanza di spazio e cibo, tanto che vivono in enormi palazzi lussuosi, in ogni appartamento è possibile trovare una bella ragazza a disposizione (che viene definita “Furnitures”, letteralmente mobilio)… Prendete appunti, questa si chiama: M-E-T-A-F-O-R-A.

Il nostro protagonista è un cinico investigatore che quando può rubacchia dalle case dei ricchi per tirare avanti, il suo socio è un “Libro” una delle poche persone che ha accesso alla biblioteca e quindi alla conoscenza, Per le strade, giorno e notte, la polizia rastrella la popolazione usando le ruspe e portando via i corpi su veri e propri camion della monnezza.


Lunedì vetro e lattine, Martedì umani morti, Mercoledì carta e plastica.
Unico sollievo possibile: giocarsi la carta dell’eutanasia. Il volontario accede così ad una sala relax dove può vedere le immagini che preferisce per alcuni minuti prima di lasciare questa valle di lacrime…
Insomma, metaforoni lanciati addosso allo spettatore, un futuro dispotico diviso in classi e un romanzo di base che analizza l’andamento del presente, ipotizzando il futuro… Roba proprio da stare sereni e tranquilli per una serata di divertimento leggero, no?

Su tutto questo un Charlton Heston ruvido, deciso, che non si fa problemi ad intascarsi sapone e Whiskey, oppure a prendere a sberle belle ragazze o informatori poco collaborativi. In questo senso, sembra il buzzurro (e tamarro) protagonista di “The Omega Man”/”1975: Occhi bianchi sul pianeta Terra”, ma più funzionale alla storia. Il finale, poi, che non rivelerò MAI (ma è bellissimo nella sua durezza…) ha un che de “Il Pianeta delle Scimmie”. Heston sembra la quadratura del cerchio per questo ruolo, se poi consideriamo che sarebbe diventato un reazionario delle peggio specie, a capo dell’NRA, altro che quadratura del cerchio, direi bersaglio perfetto: BANG!


"Mi toglierete il whisky solo dalle mie fredde mani morte"
La regia sobria e azzeccata di Richard Fleischer non sbaglia un colpo e a rivederlo dopo tanti anni dalla sua uscita, bisogna dire che tutti gli elementi del film hanno fatto quadrato di fronte all'aggressione costante e logorante di Padre Tempo: se si esclude la curiosa divisa dei poliziotti (Foulard al collo e curioso cappellino da Ferro Tranviere) non ci sono trovate che a distanza di anni risultano risibili. Facendo il paragone con un altro (BELLISSIMO) film Sci-Fi ambientato in un futuro dispotico come “La Fuga di Logan”, questo ha tenuto meglio negli anni, non arriva mai la scena (tipo quella del Robot di “Logan’s run”) che ti smonta tutta la poesia…

Rivisto ora, sembra un film ancora terribilmente attuale, il finale è di una potenza unica e anche se è stato citato in mille pellicole risulta sempre efficace ad ogni visione. Se non lo conoscete vi consiglio di non andare a cercare informazioni in giro, non leggete nulla, correte subito a guardarlo!

Ogni scelta della sceneggiatura è azzeccata, a ben guardare ogni volta si opta per la soluzione più semplice: non ci sono mai “spiegoni” non c’è bisogno di ribadire l’ovvio, eppure la trama risulta stratificata, la critica sociale arriva subito e il film abbraccia subito un'aurea di “potrebbe succedere”, le cose potrebbero anche andare così. La trama fa restare concentrato lo spettatore che si angoscia quando necessario e di conseguenza il film porta a casa il risultato.


Venite a visitare il futuro, ci divertiremo un mondo!
Negli anni “Soylent Green” è diventato un culto, forse (troppo) poco conosciuto in questo strambo Paese a forma di scarpa, ma è un ottimo esempio di Fantascienza dispotica che fa critica social, quindi, andate a rivedervelo che la prossima settimana interrogo, vai adesso, la lezione è finita…

Gli studenti lasciano di corsa l’aula, ma da dietro la lavagna si alza una voce, uno studente con le orecchie da asino (e la faccia da Pirla) chiama:

Professore? Professor Cassidy? Posso uscire da qui dietro?

Scrivi 100 volte sulla lavagna “I Biologi non toccano le creature aliene trovate su pianeti ostili” e poi vai a casa… Ma non ti togliere il cappello Lindelof.

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