martedì 17 febbraio 2015

Cinquanta sfumature di grigio: Sezioniamoti per vedere come sei fatto dentro



Quando un romanzo diventa Best Seller, anche in uno strambo Paese a forma di scarpa di mia e vostra conoscenza, di solito comincio a sentire puzza di bruciato. Capitemi, mi piace leggere, ma quando il pubblico da “Io leggo un solo libro l’anno” sotto l’ombrellone sfoglia il romanzo di E. L. James (pseudonimo di Erika Leonard) io penso a “Il Codice Da Vinci” e il mio senso di Cassidy incomincia a pizzicare…

Visto il successo e tutto il polverone sollevato dal romanzo, era inevitabile un adattamento cinematografico; poichè non mi lascio spaventare da nessun film, ho deciso di dare una possibilità alla pellicola, in sacrificio per voi, ho visto “Cinquanta sfumature di grigio”. Ed ho fatto anche di più: per aiutarmi a commentarlo ho chiamato un esperto, uno studioso di patologia applicata al cinema, direttamente dall’università di Monaco di Baviera è venuto a trovarci qui alla Bara Volante il Dottor Otto Von Kassidy.

Sappiate che il nostro esperto è un tipo un po’ eccentrico, ma se di solito riuscite a leggere quello che scrive il sottoscritto, non dovreste avere grossi problemi con lui. Dottore, lascio a Lei la parola!

Guten Morgen!
Oggi noi eFFere qui per dissezionare il cadavere etichettato come “Cinquanta sfumature di grigio” diretto da Sam Taylor-Johnson.
La pellicola parla di giovane Mädchen di nome Anastasia Steele, studentessa americana di 21 anni, che incontra Christian Grey, 27 anni, di bell'aspetto, ma soprattutto miliardario.

Il cadavere, dopo una prima analisi visiva, sembrerebbe riportare i classici segni della pellicola romantica, la cartella clinica riporta come annotazione l’alto tasso di scene di sesso spinte, Mein Gott! Datemi subito il mio bisturi, una veloce incisione a Y sul petto, voglio proprio vedere come è fatto dentro!

Il defunto prima di passare a miglior vita, ha avuto alle spalle una storia produttiva complicata, Sam Taylor-Johnson eFFere solo l’ultima regista selezionata, allo stesso modo, il protagonista, il fascinoso Mr. Grey avrebbe dovuto avere il volto (e le chiappe) di Charlie Hunnam. L’attore inglese ha abbandonato la nave dopo poche settimane dopo l'annuncio della sua presenza, al grido di: “Magari vado a fare i film con Guillermo DelToro”. Quindi, il ruolo è andato alla versione low cost di Hunnam, ovvero: Jamie Dornan, praticamente una pagina di Vogue vivente, con il carisma e lo spessore della carta su cui viene stampato.


Una sfumatura di grigio basta e avanza
Per la parte della protagonista è stata scelta Dakota Johnson, la ragazza nel suo DNA possiede il corredo genetico di Tippi Hedren (nonna), Don Johnson (papà) e Melanie Griffith (mamma) e malgrado questo sembra la versione low cost di Anne Hathaway (anche perché i primi minuti del cadavere, ricordano sinistramente “Il Diavolo veste Prada” altro film/romanzo di grande successo presso il pubblico degli ombrelloni).

La cosa che colpisce del defunto è la sua tediosa lunghezza: 2 ore ma nella prima mezz'ora non succede quasi nulla, la prima chiacchierata scena di sesso arriva dopo quasi un’ora e per vedere una scene sadomaso è dobbiamo aspettare un ulteriore mezz’oretta.

Mi aspettavo un corpo martoriato da colpi di frustino, con caviglie e polsi segnati dalle corde, in pratica un cadavere straziato da un perverso gioco erotico che ha saputo accendere l’immaginario di centinaia di casalinghe di Würzburg, invece, dopo aver sezionato il corpo, quello che mi trovo di fronte è un romanzo rosa, che sembra preso dalla collana dei tascabili Harmony.
I dialoghi risultano spesso imbarazzanti e alcune situazioni non hanno semplicemente senso di esistere, se non per allungare il già eccessivo minutaggio, ad esempio: la visita della madre di Mr. Grey (ottimo direi), serve giusto a ricordarci che nelle budella defunte del cadavere, trova spazio anche Marcia Gay Harden, decisamente sprecata.

Senza conoscere il romanzo originale, quello che penso di capire da questo corpo defunto di fronte a me, è una storia di base che potrebbe essere anche interessante: una ragazza normale, incontra l’uomo dei sogni, ma scopre che è un sadico. Da qui dovrebbe incominciare il suo tormento morale, accettare il ruolo di schiava sessuale, pur di stare accanto all’uomo di cui è innamorata e magari sperare di cambiarlo. Inizio a pensare che la causa della morte sia intossicamento da pensiero bacchettone e misogino, ma altri indizi mi fanno pensare ad altro… Uhmm misterioso questo cadavere eFFere…


Sono riusciti a trasformare Mr. Grey in Mr. Bean
Quando Anastasia vede per la prima volta la camera Rossa di Mr. Grey ci sarebbero quasi gli estremi per una svolta Horror del film, in realtà la pellicola è grigia sì, ma nel senso di anonima: il dubbio morale della ragazza non è mai sviscerato, come ad esempio avrei fatto io usando miei professionali attrezzi di patologia Ja!

Le tanto chiacchierate scene di sesso, si vede che sono state precedentemente passate al microscopio per non rischiare troppo con il visto della censura. La cosa comica di un film che parla di Sadomasochismo è che l’unica volta in cui si vede un frustino colpire il sedere della protagonista, hanno palesemente utilizzato una controfigura per il lato B, una cosa talmente palese da risultare involontariamente comica, come del resto quasi tutti i dialoghi del cadavere…

Nascosto dietro al fegato del corpo, trovo il finale, che arriva talmente frettolosamente, da sembrare il cliffhanger di un episodio di una serie tv, fatto volutamente per lasciare in sospeso gli spettatori in attesa del sequel. Trovo molto buffo che malgrado la storia fosse chiaramente incompleta, i sequel e la regia del film non fossero ancora stati confermati...

Dopo un'attenta analisi, posso confermare la causa del decesso: ad aver ucciso “Cinquanta sfumature di grigio” sono state le eccessive attese nei confronti di un prodotto che sembra confezionato in maniera anonima, senza voglia. La regista Sam Taylor-Johnson aveva per le mani un soggetto morboso, quasi nello stile del mio collega patologo David Cronenberg, ma in realtà il suo massimo interesse era quello di portarsi via dal set gli strumenti sadomaso da utilizzare poi a casa sua con il suo toy boy Aaron Johnson.
Se avesse piazzato una telecamera nella sua camera da letto, avremmo visto cose più piccanti che nelle due ore di questo corpo morto che mi trovo qui davanti! Verdammt!!


Mi è più simpatico Mr. Yellow
Forse il pubblico degli ombrelloni e le “casalingue” di Würzburg possono accontentarsi di questa versione cinematografica di un romanzo Harmony troppo pubblicizzato, ma un appassionato di cinema, uscito indenne da un “Nymphomaniac” o da un “La vita di Adele” non può che gridare: ORRORE!! Di fronte a questo corpo freddo e immobile…

La causa della morte di “Cinquanta sfumature di grigio” in definitiva è la noia. Quella che si prova guardandolo e quella che vi fa sbadigliare quando sentite in giro tutto questo inutile ciarlare di una pellicola da poco. Basta! Toglietemi questo cadavere da davanti! Non è degno nemmeno di essere usato come cavia dai i miei studenti tirocinanti! Genug! Ich bin krank! Auf widersehen!!

Ma… Professore, ma dove va? Non ci lasci così! Non si arrabbi…
Ehm… Vabbè, ringraziamo ancora il Dottor Otto Von Kassidy per il suo prezioso intervento, speriamo di rivederlo presto, magari al lavoro su qualche cadavere deceduto di una morte più onorevole, per oggi è tutto e ricordatevi: diffidate dai film tratti dai romanzi che si leggono in spiaggia.

Cheers!

P.S. Appena letto, anche la regista ha mollato, gridando "Il sequel ve lo fate voi, io sto a casa col mio Toy Boy".

2 commenti:

  1. Otto Von Kassidy lo coglio conoscere di persona ;)
    Per il resto sì, film inutile. Ma nel senso che non p nemmeno così brutto da essere memorabile.

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    Risposte
    1. Il dottore ti porta i suoi saluti, un giorno potrebbe tornare a trovarci ;-) Esatto sarebbe stato meglio se fosse stato ancora più brutto, così è un brutto dal successo immotivato. Cheers!

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