martedì 27 gennaio 2015

Young Ones: Anche io voglio il fucile di Michael Shannon


Avevo messo gli occhi su “Young Ones” per quel suo misto di Western e Fantascienza, la presenza di Michael “Capoccione” Shannon, era l’ultima spinta necessaria per convincermi a vedere il film, che non sarà tutto pesche e crema, però ha il suo perché…

La frontiera Americana, il sud ovest (West) della California, in un futuro imprecisato ma non troppo lontano nel tempo. Non piove, non piove da praticamente sempre, l’acqua è una risorsa rara in mano a criminali e multinazionali, la terra è arida e sabbiosa, ma Ernest Holm (Michael Shannon) padre di famiglia e agricoltore, è convinto che non sia sterile, suo figlio Jerome (Kodi Smit-McPhee) gli crede e lo aiuta a portare avanti la sua causa, a casa, Mary figlia arrabbiata (Elle Fanning) ci credo, provate voi a lavare i piatti con la sabbia…per di più a mano, senza la lavastoviglie sareste arrabbiati pure voi.

La ragazza non ha occhi che per Flem Lever (Nicholas Hoult, ve lo ricordate lo zombie di quella porcata di “Warm Bodies”? ecco lui) ribelle motorizzato senza causa e dai modi diretti.

Il padre lavora duro e fa tutto quello che può per i figli, cercando di farsi perdonare un passato da alcolista, che ha segnato la famiglia, ma soprattutto la moglie di Ernest, ridotta ad un groviglio di fila che deambula a fatica nel vicino (Si fa per dire) ospedale.


Ti va un goccetto Mike?
La prima cosa da dire di “Young Ones” è che si tratta di un film esteticamente molto bello, è impossibile non farsi tirare dentro dalla sua estetica riuscita, l’errore sarebbe sperare in un “Mad Max” familiare, con l’acqua al posto del carburante, e con Michael Shannon a garantire tutta la follia necessaria, in linea di massima, Shannon è uno che quando deve fare il matto, lo sa fare alla grande no?

Quindi spazziamo subito via i dubbi, “Young Ones” non è un cazzuto film di genere Western/Sci-Fi…peccato, assomiglia più ad un dramma, scandito da tre atti ben distinti, ognuno con il nome di uno dei personaggi della storia. Struttura molto classica quindi, per una messa in scena di tutto rispetto.

Diamo due coordinate, regista? Jake Paltrow fratello di Gwyneth, già regista di “The Good Night” che non ho visto, ma il cast sembra interessante (Si, anche lì c’è la sorellina Gwyneth), più famoso come assistente alla regia di Paul Thomas Anderson, in effetti, la propensione al tradimento e al versare sangue (Altrui) è in comune a quella dei personaggi di "Pitì" Anderson. Lo stesso “Young Ones” procede per accumulo di tradimenti, tra tutti i protagonisti di questo dramma.

Ultimamente ci sono parecchi film di fantascienza eticamente molto belli, ma con una storia ridicola (Sto pensando a quella porcheria di “Oblivion”), “Young Ones” invece abbraccia tutta un estetica Western inserendoci dentro elementi di fantascienza originali e curati grazie a buoni effetti speciali, però poi procede allontanandosi dal cinema di genere, il problema è che il ritmo rallenta, e c’è una certa tendenza a fare il dramma familiare/biblico a tutti i costi, si perché in pratica il film è popolato di Abramo che uccidono Isacco per rubargli la terra, Jezabel che diventa mamma, e via dicendo…

Se riuscite a digerire tutto questo (Non è pesante ve lo assicuro), troverete un film quasi totalmente visivo, ad esempio, al minuto uno del film, Michael Shannon sfoggia il fucile più figo che abbiate mai visto in un film, è una specie di carabina, ma piegando il calcio in avanti, e utilizzando la seconda canna sottostante, diventa un potente fucile a pompa calibro 12….figata!


Ha il calcio in noce, le canne di acciaio blu cobalto e un grilletto sensibilissimo.
A questo aggiungete smartphone avanzatissimi e credibili come telefoni del futuro, e muli meccanici fedeli alle leggi della robotica (centrali per la svolte della trama), dal punto di vista della messa in scena del futuro, “Young Ones” fa un lavorone, l’occhio di Jake Paltrow fa il resto, il ragazzo ha una certa propensione ad innamorarsi di un inquadratura, e ad utilizzarla spesso, tipo il primo piano sul protagonista, con lo schermo diviso a metà dalla canna del fucile, una specie di simmetria centrale.

Chi ha detto simmetria centrale?
A mio avviso, se Paltrow non avesse avuto per forza ambizioni autoriali (il film è passato al Sundance e a Sitges, due festival opposti in pratica), questo storia, era pronta per diventare un sanguigno film di genere, curatissimo e diretto molto bene, purtroppo Jake Paltrow perde un po’ il fuoco della storia, ma perché sempre queste ambizioni autoriali? un sano film di genere non ha mai fatto male a nessuno no?

Se vi va uno strano Sci-Fi/Western, con un tocco un po’ ricercato questo film può fare per voi, in linea di massimo io preferisco cose più grondanti sangue, ma va bene lo stesso. Poteva andare peggio...poteva piovere.

Pray for rain.

2 commenti:

  1. Grazie per la dritta. Visto l'altro giorno. L'inizio è western quasi-apocalittico ma dopo, come dici tu stesso, sfocia nel dramma un po' troppo lineare. Il fucile dualie è veramente magnifico ;)

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    1. Grazie a te ;-) Shannon è uno di quegli attori di cui mi fido, e poi il look western sai che mi compra subito, peccato che voglia essere un pò troppo autoriale a tutti i costi.... Figo il fucile vero? ;-) Cheers!

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