martedì 13 gennaio 2015

The Babadook (2014): Il buio è di nuovo un posto poco confortevole


Non so voi, ma io ne ho un po’ le palle piene di tutti quegli Horror che non fanno paura nemmeno per sbaglio, che utilizzano un po’ sempre gli stessi stratagemmi e soluzione viste 14872 volte in altrettanti film, farcite di MACCOSA e prodotte in serie uno uguale all’altro.

Bene, “The Babadook” da questo punto di vista è una ventata di aria fresca, terrificante, nera, oscura, e che durante (E dopo) la visione, ti f guardare il buio con poca serenità, ma comunque ben venga.

Un ora e mezza secca di durata, senza sprecare un secondo del minutaggio in passaggi inutili, una trama semplice e se vogliamo anche già vista si, ma con personaggi realistici, e soprattutto, con cui è praticamente impossibile familiarizzare, tanto risultano sgradevoli, e proprio per questo, ancora più veri.
Questo film Australiano, è talmente poco convenzionale, che dell’Australia, non ci sono tracce, se non fosse che la protagonista ha un auto con la guida a destra, non me ne sarei nemmeno accorto, sicuramente non grazie ai colori, dimenticatevi i toni caldi dell’outback Australiano da cartolina, qui è tutto plumbeo, grigio, se vi va bene grigio ferro, e pian piano sempre più nero, come il mantello del Babadook…

Se agli occhi della comunità sono due persone non gradite, in compenso le cose tra loro…vanno malissimo (GULP!)

Poi non lamentatevi se i vostri figli leggono pochi libri.
Amelia non ha superato la perdita, non riesce a non considerare il figlio come il colpevole per la morte del marito, quindi si tiene a distanza da lui, il bambino, consuma il suo DVD sui trucchi di magia, ed ogni volta escogita metodi, macchinari e trucchetti sempre più complessi e irresponsabili per attirare la sua attenzione, il risultato è l’esatto inverso, più lui cerca attenzioni, più la madre lo odia.
Jennifer Kent è riuscita a scrivere un personaggio femminile, credibile, nelle realtà esistono donne che non accettano la loro maternità, o la vivono male, ma raramente al cinema questo tipo di personaggi trovano spazi, se non in personaggi di contorno bidimensionali e di solito negativi.

La Kent si emancipa dai bianchi e neri che troppo spesso caratterizzano i personaggi nei film Horror (e non solo) muovendosi agilmente in tutte quelle sfumature di grigio plumbeo, non fa nulla…ma proprio nulla, zero, nisba, zip, per cercare di edulcorare il personaggio di Amelia, porta alla luce tutti i tratti più disturbanti del personaggio, ma riesce comunque a farci capire perfettamente il suo punto di vista, la sua frustrazione…e ditevi che non è più che comprensibile viste le condizioni…

Rivalutiamo quell'idea della vasectomia...
Con premesse così rosee, a questo punto, entra in scena l’elemento Horror, il Babadook che aleggia come una cappa di negatività su madre e figlio, il tempo si scandisce tra notti insonni e minacciate da qualcosa che si muove nel buio, e giornate stanche, rese pesanti dalla mancanza di sonno, “The Babadook” è uno di quei film, che mentre lo stai guardando (e dopo) con la cosa dell’occhio ti sembra sempre di vedere qualcosa che si muove nel buio, questo è il tipo di paura che suscita questo film, se piace il genere, buttatevi, se preferite lo Splatter e i “Jump Scare” allora astenersi, quando un film riesce a tenerti sul filo, soltanto con una giacca (Nera) e un cappello a cilindro (Nero) appesi su un appendi abiti, vuol dire che hai vinto tutto.

Di fatto la trama di “The Babadook” è molto semplice, come detto già anche vista, ma grazie ad una regia ben fatta, che sa sempre dove piazzare la camera, la Kent tira fuori un film che risulta essere una rilettura originale, di una storia arci nota, ad esempio, anche gli spezzoni di programmi televisivi, inseriti del film, che fanno compagnia alla protagonista duranti le sue lunghe notti insonni, sono funzionali al racconto della storia, film di Mèlies o de “I tre volti della Paura” di Mario Bava, non sono solo citazioni colte, hanno il loro senso nella storia, si può fare, fare l’occhiolino alla spettatore cinefilo anche senza risultare fastidiosi.

Sei sicura di averle perse qui le tue lenti a contatto?
 In soldoni, “The Babadook” è una trama semplice, applicata al concetto che tutti quanti amiamo, ovvero il concetto di…METAFORONE!
Non voglio dire altro sulla trama, però quando parlo di Meataforone, parlo proprio di film come questo, e non sempre il metaforone viene per nuocere, anzi, quando hai la mano ferma e sai il fatto tuoi, puoi anche farci sopra tutto un film, la Kent fa sicuramente parte di questa cerchia di registi.

Menzione speciale a Essie Davis, bella come potrebbe esserlo una signora qualunque, in coda all’esselunga, bravissima a mostrarsi fragile e traumatizzata, o a trasformarsi in una bestia feroce, riesce ad essere un personaggio sgradevolissimo, terrorizzante o terrorizzata, a seconda di quello che la trama richiede, non l’avevo mai visto in altri film, ma devo dire che è stata una vera scoperta.
Un po’ come la Kent, o questo film, che ho iniziato a vedere così, perché mi piaceva il titolo (Anche se ci ho messo una settimana per imparare a pronunciarlo correttamente) ma senza sapere niente, potrebbe essere una delle sorprese dell’anno.

Ba....Ba....DOCK! DOCK! DOCK! (Paura eh??)

8 commenti:

  1. Visto ieri al cinema e, a mio modestissimo parere, si tratta di un capolavoro sfiorato. La vera componente horror di questo film l'ho trovata proprio nel rapporto madre - figlio e nella sofferenza estrema della madre, emarginata da una società che non riesce ad aiutarla e a comprenderla. Il film riesce a trasmettere una disperazione dalla quale non è possibile uscire, e vedere tutta questa infelicità e questa tristezza mi ha davvero creato un malessere che non provavo da tempo al cinema.
    SPOILER

    Parlo di capolavoro mancato perchè per metà film ho sperato che la madre fosse davvero impazzita per la situazione in cui era costretta a vivere, pertanto ho sperato che l'esistenza o meno del Babadook fosse lasciata alla libera interpretazione dello spettatore. Secondo me sarebbe stato il vero colpo del K.O. perchè in quel caso il mostro non sarebbe stato l'uomo nero, ma qualcosa di ben più terrificante: la vita, che per chiunque può trasformarsi in un incubo senza che si possa fare qualcosa per evitarlo.

    In ogni caso mi ha davvero sorpreso. Forse sto esagerando con gli elogi, ma mi ha proprio colpito dentro, pertanto per me rimarrà uno dei film dell'anno e forse la miglior sorpresa. Film come questi fanno credere che è giusto battersi per un cinema horror migliore e più intelligente.

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    1. Concordo con te, non è un film impeccabile e la tua definizione di capolavoro sfiorato ci può stare tutta. L’utilizzo della figura del Babadook è un metaforone, forse non spiegare (o non fare metafora) avrebbe ottenuto come risultato quello di fare più paura. Ma a mio avviso il film funziona anche così concordo con te sul concetto di Horror migliore e più intelligente. A mio avviso è un film che dovrebbero vedere anche quelli che normalmente non guardano Horror, ma solo film drammatici madre vedova/figlio problematico, per avere un nuovo punto di vista su questo tipo di storie, Grazie per il commento! ;-) Cheers!

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  2. Io speravo che lo accoppasse,quel cazzo di bambino,insopportabile.
    Ed io ed il Khal l'abbiamo trovato pesante e noiosissimo,questo film,so che siamo in controtendenza col mondo intero XD ma l'ora e mezza non ci finiva più!!!

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    1. In effetti anche la madre a livello di simpatia non brilla ;-) Penso che sia proprio una delle caratteristiche del film, protagonisti odiosi perché realistici nei loro difetti…
      Mi spiace che non vi sia piaciuto, personalmente l’ho trovato coinvolgente, mi sa che voi Dothraki siete per roba più grondante sangue di questo film ;-) Cheers!

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    2. Decisamente XD di 'ste paturnie madrefiglio non ci poteva fregare di meno!E pure lei da strozzare,ma in un certo senso la capivo,con un figlio così per forza che scleri!Sola,vedova e pure il bambino è uno spaccacazzi ennò,eh!

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    3. Eh Eh… Che poi, senza rovinare il finale a nessuno, è il senso del film, lui fa casino per avere attenzioni, più fa casino più la madre lo odia perché gli dà la colpa della morte del marito, se ci pensi è una situazione tristemente realistica, che però nei film non viene mai mostrata. Di solito i bambini sono angioletti al limite del caramelloso e le madri delle amorevoli sante, anche in questo sta la diversità di questo film ;-) Cheers!

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    4. Non viene mai mostrata neppure nella vita reale,se è per quello.Tutte a fare finta che fare figli è la più grande GIUOIA della vita,che sì anche se sei sfatta di stanchezza 24/7 e non riesci a farti manco una doccia in pace figuriamoci una scopata non fa niente,tutto bello frin frin ciuin ciuin,e dopo nei sondaggi anonimi viene fuori che il 30% delle persone con figli se sapeva in che guaio si ficcava non l'avrebbe fatto.Figuriamoci poi se come in questo caso ci si ritrova pure sole e col figlio rompicoglioni!

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    5. Sfondi una porta aperta, conta che io non ho nemmeno un utero, quindi non dovrei nemmeno fare la parte difficile del lavoro, quella più horror, il parto ;-) Cheers!

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