sabato 10 gennaio 2015

Agent Carter: Episodi 1x01 & 1x02


I primi minuti della nuova serie Tv firmata Marvel fanno il punto della situazione sull’agente Peggy Carter (Hayley Atwell), infatti si parte che un montaggio di scene prese da “Captain America: Il primo Vendicatore”, che servono a pubblicizzare la presenza di Chris Evans in questa serie, si, perché non l’hanno pubblicizzata nemmeno tanto, no no figurati…



 Peggy Carter è un’agente al servizio dell’SSR (Strategic Scientific Reserve, un’agenzia di ricerca scientifica dell’esercito americano) durante la Seconda Guerra Mondiale. La serie è ambientata nel 1946, e non manca la comparsata di Howard Stark, futuro papà di Tony/Iron Man, che mette a disposizione il suo fedele maggiordomo Jarvis.

Howard Stark è caratterizzato come una versione Post-bellica di Tony, con le stesse sboronate, mentre Jarvis ha il compito di fare da spalla comica…ve lo dico subito, non fa ridere nemmeno per errore, anche se James D’Arcy è giusto per la parte, sembra la versione low cost di Benedict Cumberbatch, a breve anche lui impegnato con uno “Strano Dottore” sempre per la Marvel…

Diciamo subito una cosa positiva, forse l’unica cosa positiva di questo “Agent Carter” ovvero che dopo solo due episodi, si capisce che è una serie pensata per stare in piedi sulle sue gambe (Quelle della Atwell nello specifico, quindi mica male…), a differenza di quella boiata di “Agents of S.H.I.E.L.D.” che di fatto è un riempitivo tra un Marvel film e l’altro, e che, cosa ancora peggiore, non segue MAI una direzione sua, al massimo si mette in scia al Marvel Movie del momento…in soldati, sono riusciti a fare due stagioni di una serie tv, che ha come protagonisti, quelli che lucidano il parquet del Madison Square Garden, quando i Knicks non giocano…

Poi ditemi cosa volete, se escludiamo Clark Gregg, che comunque in “Agent of P.I.R.L.A.” è super-sprecato, la recitazione generale qui in “Agent Carter” è molto superiore, senza ombra di dubbio, quel palo di Brett Dalton o le insopportabili faccette di Simmons/Elizabeth Henstridge, vengono cancellate da Hayley Atwell, che è una spanna sopra, anche senza tacchi…Il problema è che i PRO di questa serie finiscono qui.

Sono l'Agente Carter, dipartimento Anti-Faccette.

La ricostruzione del 1946 funziona abbastanza, ma mostra già il limite del budget fin dal Pilot (Di solito l’episodio con più disponibilità di Ex presidente morti stampati su fogli di carta verde), inoltre anche questa serie, ha un grossissimo problema di Target.

Penso che sia difficile che i genitori facciano vedere questa serie (O Agents of Pirla) ai propri figli, quindi la serie si rivolge al pubblico che negli anni si è affezionato al marchio Marvel al cinema, o ai Nerds come il sottoscritto. Quindi se siete tra quelli che vanno in brodo di giuggiole quando qualcuno vi cita la Roxxon, allora “Agent Carter” vi piacerà un sacco, per tutti gli altri…continuare a leggere.

Cosa serve fare una serie chiaramente castrata dal maledetto PG-13, se tanto i bambini non la vedranno mai? Agent Carter è così, più che una Spy Story ambientata tra locali Jazz fumosi, che può ancora utilizzare i Nazisti come nemici, sembra un cartone animato di Scooby Doo.
Tra il travestimento da S.P.B. (Strappona, Popputa, Bionda), ma specialmente per il modo in cui le minacce vengono neutralizzate, basta guardare come l’Agente Carter disinnesca l’arma di Stark…no sul serio? Stiamo scherzando?
Agent of S.P.B.

Nel primo episodio (“1x01 - Now is Not the End”), il senso di poverata si complete quando vedi spuntare tra li attori Shea Whigham (Eli Thompson in “Boardwalk Empire”) che recita con la faccia di chi pensa, che fino a ieri stava in una serie prodotta da Martin Scorsese, a recitare accanto a Steve Buscemi, ed ora sta qui a fare ‘sta bambinata, lo guardi negli occhi è vedi proprio che mentre pronuncia le battute sta pensando “Qualcuno mi uccida vi prego”.

"Ogni minuto che recito è un dolore..."

La vera coltellata al cuore arriva quando vedi Andre Royo (Il mitico Bubbles di quel Capolavoro di “The Wire”) che si fa mettere KO dal…no, non riesco a dirlo…devo proprio? Ok, dal rossetto narcotizzante dell’Agente Carter…ok l’ho detto contenti? Non voglio rifarlo mai più però!
No sul serio? Puoi chiedere ad un attore del genere, di recitare uno svenimento in QUEL modo? Fa male al cuore…

Nel secondo episodio (“1x02 - Bridge and Tunnel”) doppiamo sopportare il faccettismo di Lyndsy Fonseca, una che non si sa come, ha anche un film di Carpenter nella sua filmografia (A proposito di dolori al cuore…).

Qualche altra faccetta o prendete solo il caffè?

Sorvolo sulla macchina da scrivere che si trasforma in una telescrivente, vi dico solo che a livello di scene d’azione, sembra di guardare una serie tv degli anni 90, vedere l’Agente Carter, in gonna e tacchi alti, a fare a cazzotti in equilibrio di un camion in corsa, mi ha fatto rivalutare SUBITO “Relic Hunter”…


Insomma, sarebbe ingiusto paragonare “Agent Carter” ad altre serie tv, snocciolando i soliti nomi (True Detective, House of Card etc..), però la distanza è ABISSALE, il fatto che sia un pochino (Poco!) meglio di “Agent of P.I.R.L.A.”, a mio avviso non basta a promuovere una serie tv, che in generale, avrei potuto guardare se va bene su Italia 1, in quelle mattinate in cui restavo a casa da scuola malato…anche se probabilmente avrei preferito MacGyver o l’A-Team.

I pity the fool!

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